III Meditazione quaresimale, 2019. Noi e la conversione

NOI E LA CONVERSIONE

Lasciare o tagliare? Aver misericordia o essere duri di cuore?  Zappare ancora o rassegnarci?

Sono queste le domande che spesso sentiamo nel nostro cuore o tra i nostri amici, di fronte ad un nodo difficile da sciogliere. Cioè guardiamo al passato, rassegnati oppure crediamo ancora nel futuro? Tutto dipende dal nostro cuore. Se è convertito oppure resta chiuso alla vita.

Conversione e vigilanza sono infatti i cardini vitali per accogliere e portare realmente il Regno di Dio. Spesso si parla di “conversione” come rinnovamento e cambiamento di rotta. Eppure Gesù ce la presenta come il coraggio di lasciarci abbracciare dall’amore di Dio, che sa attendere anche un altro anno. Sono le scelte di ogni giorno che ci instradano, così, tra le braccia della vita o tra gli artigli menzogneri del male. C’è differenza tra braccia e artigli. Le braccia ci difendono, ci consolano, ci proteggono. Gli artigli ci tagliano, ci soffocano, ci opprimono. Tra le braccia di Dio ci sentiamo sicuri, lo sperimentiamo come Padre, ogni volta che ci dona una possibilità nuova per riscattarci, per rinascere. Quando invece siamo accusati, ci arrendiamo e disperiamo. Tutti abbiamo dentro la forza di fiorire, ma l’albero, per dare frutti buoni e in abbondanza, deve essere coltivato con cura, preservato da tutto ciò che gli può causare sterilità…

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III meditazione quaresimale , 2019

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