La Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana (C.E.A.M.), in collaborazione con Confcooperative Molise e l’Ufficio Pastorale Turismo e Sport, promuove per venerdì 20 febbraio 2026 il convegno dal titolo “Turismo lento, esperienziale, cooperativo e rigenerativo: fattore di sviluppo dei territori”, che si terrà presso il Centro Visite “La Ramegna” di Guardiaregia, a partire dalle ore 10.00.

L’iniziativa intende offrire un momento di riflessione e confronto sul ruolo del turismo sostenibile e cooperativo come leva di crescita economica, sociale e culturale delle aree interne, valorizzando il patrimonio naturale, spirituale e umano dei territori dell’Abruzzo e del Molise.

Dopo l’accoglienza dei partecipanti, alle ore 10.30 sono previsti i saluti istituzionali del Sindaco di Guardiaregia, Fabio Iuliano, e di S.E. Mons. Biagio Colaianni, Arcivescovo di Campobasso-Bojano.

Alle ore 10.45 seguirà la presentazione sul tema “Il turismo cooperativo come modello di sviluppo territoriale”, che introdurrà i lavori della tavola rotonda, alla quale prenderanno parte:

  • Riccardo Terriaca, Presidente Confcooperative Molise
  • Antonio Marascia, Presidente Confcooperative Molise
  • John Forcone, Parco Nazionale della Maiella, responsabile del Cammino del Grande Celestino V
  • Andrea Boggia, Presidente del Comitato di Gestione del Parco Nazionale del Matese
  • Andrea Lombardi, Presidente Federcammini

Alle ore 12.30 è prevista la riflessione conclusiva affidata a Mons. Michele Fusco, Vescovo di Sulmona-Valva e delegato della C.E.A.M. per la Pastorale del Turismo.

La mattinata si concluderà alle ore 13.00 con un’esperienza di turismo cooperativo, attraverso un momento di convivialità e degustazione di prodotti tipici offerti dalle cooperative aderenti a Confcooperative Molise, a testimonianza concreta di un modello di sviluppo fondato sulla collaborazione, sulla sostenibilità e sulla valorizzazione delle comunità locali.

SCARICA LA LOCANDINA DELL”EVENTO

La Foto in notizia di Michele Marinelli 
OLTRE I NUMERI, LA CENTRALITÀ DELLA PERSONA
UN TURISMO INCLUSIVO, DINAMICO E ACCESSIBILE A TUTTI

Presso il Centro Visite “La Ramegna” di Guardiaregia si è tenuto il convegno promosso dalla Conferenza Episcopale Abruzzese e Molisana, in collaborazione con Confcooperative Molise e con l’Ufficio Pastorale Turismo e Sport, dedicato al turismo lento e cooperativo come leva strategica per lo sviluppo delle aree interne di Abruzzo e Molise.

L’iniziativa ha ribadito con decisione l’urgenza di fare rete per sostenere una crescita autentica e condivisa dei territori, offrendo un importante spazio di confronto sul valore del turismo sostenibile e cooperativo quale motore di sviluppo economico, sociale e culturale, capace di valorizzare il patrimonio naturale, spirituale e umano delle comunità locali.

È stato un confronto sincero e ricco di prospettive quello che ha coinvolto Molise e Abruzzo: due territori ricchi di risorse, tradizioni e bellezze, che chiedono di essere condivise e rese accessibili a chi arriva non soltanto come turista, ma come ospite e compagno di cammino in una terra che ci riconosce tutti viandanti.

Dal dialogo è emersa la volontà di rafforzare una rete sempre più coesa tra cooperative, amministrazioni comunali e strutture ricettive, con l’obiettivo di costruire collaborazioni stabili e concrete. Attorno allo stesso tavolo è stato sottolineato il valore strategico di un modello economico fondato sulla solidarietà e sulla sostenibilità, che parta dall’accoglienza per generare benefici diffusi sull’intero territorio, rendendolo pienamente fruibile da tutti.

Il cammino è già iniziato, ma necessita di essere consolidato attraverso un impegno condiviso e una narrazione capace di mettere in luce le eccellenze di entrambe le regioni. Raccontare storia, competenze e potenzialità significa creare le condizioni per uno sviluppo che promuova i territori e, al tempo stesso, tuteli il benessere delle comunità locali.

I vescovi, infine, hanno richiamato con forza il tema della dignità del lavoro e della giusta retribuzione, affinché chi opera nel settore turistico non si senta sfruttato, ma parte viva di una terra ricca di bellezza e opportunità, dono prezioso da custodire e condividere.

S. Ecc. Mons. Biagio Colaianni ha sottolineato che il turismo lento ed esperienziale ha oggi un valore pastorale enorme ed è, per molti aspetti e in molti luoghi, profondamente religioso. I santuari, infatti, richiamano silenzio, riflessione, spiritualità e aiutano a ritrovare se stessi. I pellegrinaggi non si limitano alla visita del santuario, ma diventano un punto di partenza per scoprire anche i territori circostanti e, proprio perché vissuti insieme, si trasformano in preziose occasioni di incontro, condivisione e dialogo.

La Chiesa, nelle parole del presule, può contribuire a un turismo che sia crescita spirituale attraverso un’organizzazione non improvvisata, curata anche dal punto di vista spirituale. Non si tratta solo di portare le persone a vedere le bellezze, ma di educarle a fruire della bellezza nel rispetto del creato e ad approfondire il significato dei luoghi visitati, evitando che il viaggio resti fine a se stesso.

Infine, il turismo può essere uno strumento concreto contro lo spopolamento, specialmente in Molise. Valorizzare il territorio come risorsa significa creare lavoro, imprenditoria e mettere a frutto le ricchezze naturali e i prodotti locali — dal tartufo ai porcini, dal mare di Termoli alla montagna del Matese — attirando visitatori e trasformando le risorse in opportunità per le comunità.

Mons. Michele Fusco, Vescovo di Sulmona-Valva e Delegato C.E.A.M. per la Pastorale del Turismo, ha sottolineato che il turismo lento possiede un profondo significato pastorale. Esso, infatti, risponde al bisogno delle persone di ritrovare pace, equilibrio e armonia con il creato, con gli altri e con se stesse: un dono che trova la sua pienezza in Gesù.

In questa prospettiva, il turismo diventa un’occasione di incontro, di cammino condiviso e di fraternità. Attraverso le bellezze naturalistiche, gli eremi, le chiese e i percorsi proposti, le persone possono riscoprire una serenità interiore e vivere un’esperienza autentica di raccoglimento e comunione.

Il legame tra turismo e spiritualità, nelle sue parole, si fonda sul fatto che la spiritualità è un cammino di vita secondo il Vangelo. Anche il tempo libero, l’ammirare la bellezza e il viaggiare fanno parte di questo percorso, diventando esperienze di rigenerazione e di cura, per sé e per la comunità, nel valore dello stare insieme.

Infine, il Vescovo ha invitato i territori a essere in sintonia e a camminare insieme, valorizzando la collaborazione tra realtà e organismi diversi. Solo attraverso un impegno condiviso, infatti, il turismo può diventare un autentico strumento di distensione, incontro e rigenerazione per chi lo vive e lo cerca.

INTERVENTO DI S. ECC. MONS. BIAGIO COLAIANNI

LE PERSONE AL CENTRO: IL VERO MOTORE DEL TURISMO IN MOLISE

Il turismo, per sua natura, diventa comunicazione, collaborazione, condivisione. Questa è una delle sue sfide più importanti, perché non riguarda soltanto una persona. Le organizzazioni presenti — Confcooperative, Confcommercio per i cammini, il Parco Nazionale, la Camera di Commercio — sono tutte espressioni di un interesse comune.

È importante però sottolineare come lo stare insieme possa produrre frutto per tutti. La Chiesa ha questa intenzione e questa preoccupazione: per noi il turismo è un’occasione che parte dall’evangelizzazione, dalla spiritualità che si vuole far crescere nelle persone, ed è anche una possibilità per creare evangelizzazione.

Non a caso, a ottobre si è tenuto il convegno mondiale sul turismo e il titolo era proprio: “Turismo porta dell’evangelizzazione”, cioè possibilità di incontro tra le persone. I pellegrinaggi, infatti, difficilmente viaggiano da soli: si va insieme, come comunità, come famiglia, perché la fruizione della bellezza — spirituale, religiosa, naturale o culturale — è una ricchezza che appartiene alle persone insieme.

Dal punto di vista individuale, la spiritualità dei santuari e delle chiese favorisce quel turismo lento: lento non perché rallenti l’accoglienza o l’organizzazione dei servizi, ma perché permette alla persona di rientrare in se stessa, di compiere un cammino di crescita interiore e spirituale, sia religiosa sia umana.

Se il turismo è questo, allora diventa comunicazione agli altri di un’esperienza che arricchisce. Non è soltanto consumare un momento — vado, vedo, e riparto — ma è andare, fare esperienza, sostare, cogliere la ricchezza offerta, comunicarla e condividerla. Per noi questo è evangelizzare: ciò che è bello e arricchisce ha sempre un ritorno anche dal punto di vista religioso, per noi cristiani.

I cammini, le tematiche dell’acqua, della natura, del rispetto del creato sono valori sui quali tutti concordiamo. Per noi la modalità è accogliere le persone nei santuari e nelle chiese. In Molise abbiamo un santuario regionale, quello di Castelpetroso, che stiamo cercando di attrezzare sempre meglio per offrire anche servizi adeguati. Non basta far fruire l’aspetto religioso: occorre creare organizzazione e accoglienza anche oltre il momento strettamente spirituale.

Auguro a tutti buon lavoro, ma che non si esaurisca nel convegno. Ognuno, nella propria organizzazione e nel proprio ambito di impegno, faccia in modo che il turismo produca maggiori possibilità di accoglienza per chi viene da fuori.

Il Molise è una regione piccola. Io vengo dalla Basilicata e alcune esperienze turistiche le ho vissute. In una piccola regione il turismo deve essere quanto più possibile attrattivo, perché il Molise non è molto conosciuto e non è facile nemmeno capire come ci si arrivi. Dobbiamo puntare sulla qualità di ciò che offriamo, più di altre regioni facilitate da organizzazione e mobilità.

La vera risorsa del Molise, oltre al territorio e ai suoi prodotti, sono le persone. Se le persone credono in questo, anche l’utilizzo adeguato e giusto del territorio, da offrire a tutti, sarà qualcosa che si potrà realizzare insieme.

Buon lavoro e grazie.