GIUBILEO REGIONALE DEGLI INSEGNANTI DI RELIGIONE CATTOLICA
Arcidiocesi di Campobasso-Bojano – Diocesi di Isernia-Venafro
Diocesi di Trivento – Diocesi di Termoli-Larino

Le diocesi del Molise annunciano il Giubileo Regionale degli Insegnanti di Religione Cattolica, un appuntamento significativo di fede, comunione e formazione spirituale, che si terrà sabato 29 novembre 2025 presso il Santuario Basilica dell’Addolorata di Castelpetroso (IS).

L’incontro, rivolto a tutte le insegnanti e gli insegnanti di Religione Cattolica delle quattro diocesi molisane, vuole essere un momento di ringraziamento per il prezioso servizio educativo svolto quotidianamente nelle scuole e un’occasione di rinnovata missione ecclesiale nel contesto del Giubileo.

Programma della giornata

  • Ore 16.00 – Accoglienza dei partecipanti e disponibilità per le Confessioni
  • Ore 16.30 – Momento giubilare
  • Ore 16.40Riflessione spirituale sull’Apparizione Mariana di Castelpetroso, a cura di don Fabio Di Tommaso, Rettore della Basilica Minore dell’Addolorata
  • Ore 17.00Solenne Santa Messa Giubilare

Le diocesi promotrici invitano tutti gli insegnanti di Religione Cattolica a partecipare numerosi, per vivere insieme un tempo di grazia e di rinnovamento spirituale in uno dei luoghi mariani più significativi del Molise.

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Omelia di S. Ecc. Mons. Biagio Colaianni in occasione del Giubileo Regionale degli Insegnanti di Religione Cattolica. Sabato 29 novembre 2025.  Basilica Minore dell’Addolorata di Castelpetroso (IS).

VEGLIARE NELL’OGGI: UN CAMMINO DI AVVENTO VERSO LA PRESENZA VIVA DEL SIGNORE

Carissimi,

il linguaggio che la liturgia ci offre in questa prima domenica di Avvento richiama gli ultimi tempi, ma non per invitarci a rimandare la riflessione sulla nostra vita o sulla nostra testimonianza cristiana a un futuro indefinito. Al contrario, è un appello ad essere vigili oggi, attenti al nostro cammino con Dio. Questa attenzione prepara il Natale nella consapevolezza che non siamo lontani dal Signore e che Lui non è estraneo alla nostra esistenza: Lo amiamo, Lo serviamo, e per questo siamo chiamati ad accogliere la Sua voce.

Nella prima lettura abbiamo ascoltato l’invito ad incontrarlo, a lasciarci formare dalla Sua presenza e dalla Sua parola. Occorre evitare la presunzione di pensare di conoscerLo già abbastanza, al punto da non sentire più il bisogno di cercarlo e di lasciarsi guidare da Lui. È un percorso di crescita da compiere insieme a Dio, per poterlo accogliere pienamente nel Natale, senza dare per scontato di essere già “arrivati” solo perché cristiani.

Questo invito al cammino può essere ripreso anche nel ruolo degli insegnanti di religione: un compito impegnativo, in un contesto complesso, che richiede la capacità di accompagnare i ragazzi nella loro vita. La scuola è un tratto decisivo del loro percorso: attraverso la cultura, le discipline, la conoscenza, possono imparare a riconoscere la presenza di Dio come qualcuno da incontrare, amare, riconoscere.

La Scrittura parla dell’importanza di imparare i sentieri del Signore. Nella scuola, questo significa aiutare i giovani a scoprire le vie attraverso cui Dio si fa presente: non solo nella parola o nei sacramenti — che alcuni vivono e molti no — ma anche nella storia, nelle relazioni, nelle loro necessità e domande. È difficile, certo, ma fondamentale: guidarli a riconoscere una presenza che diventi per loro via di pace nelle relazioni, dove invece spesso trovano superficialità, incomprensioni e perfino violenza.

Noi camminiamo verso Colui che è il Principe della pace. Perciò coltivare relazioni buone, pacifiche, significa già presentare il Signore: accogliere il Suo insegnamento, lasciare che diventi luce stabile nella nostra vita. Il vostro servizio, allora, è aiutare i ragazzi a scoprire questa luce che già brilla dentro di loro, imparando a riconoscerla e farla propria.

E nella sofferenza, quanto è necessaria questa luce! A volte siete voi, con le vostre fatiche, ad essere sostegno per altri grazie alla vostra fede e alla capacità di affidarvi a Dio. Chi vi accompagna nel servizio sa quanto sia prezioso camminare insieme, offrire al Signore le proprie difficoltà e riconoscerlo presente, soprattutto ora, nell’attesa del Natale.

Perché ciò accada, occorre vivere da desti. Spesso procediamo quasi assopiti nella routine, distratti e disattenti. Serve invece coltivare la consapevolezza della presenza di Dio, del Suo rapporto con noi. Questo genera una risposta concreta: un comportamento cristiano, una testimonianza viva. La Scrittura parla di “rivestirsi”: rivestirsi di Cristo, della Sua presenza, della vita cristiana che già conosciamo ma che dobbiamo imparare a vivere con continuità.

Presentare ai ragazzi un Dio vivo significa aiutarli a scoprire che Lui non è ai margini, ma è forza, entusiasmo, coraggio. Vivere desti vuol dire riconoscerLo, essere attivi e scoprire che Lui è la linfa che rinnova.

I giovani hanno bisogno di sentire la vicinanza del Signore, il Suo amore e la Sua presenza capace di dare senso personale, sociale e relazionale alla loro crescita. Dio può diventare per loro una vera risorsa, una guida luminosa nel loro cammino.

Il Vangelo di oggi richiama alla vigilanza: stare svegli significa fare attenzione a sé, discernere la presenza di Dio, cogliere ciò che Egli insegna e i valori che dona. Come Noè entra nell’arca, così anche noi siamo chiamati ad entrare in Dio, nostra “arca” nell’Avvento: un luogo spirituale dove riflettere sulla nostra vita cristiana e sul nostro impegno verso gli altri, i sofferenti, i ragazzi che desiderano crescere.

“Cercate di capire”, dice la Scrittura: questo è vegliare. Non dare per scontata la vita cristiana, non giudicare i ragazzi come “già fatti”, non pensare che la sofferenza sia un destino immutabile. Apriamoci alla novità che Cristo porta. Altrimenti il Natale rischia di passarci accanto senza generare in noi una vera nascita interiore. Come in una famiglia che attende un bambino, tutto deve orientarsi all’accoglienza: così anche noi, certi che il Signore vuole venire e rinnovarci, siamo chiamati ad essere pronti e vigilanti.

Viviamo questo tempo di attesa in favore soprattutto di coloro che ci sono affidati. La Chiesa, presente nel mondo della scuola, affida a voi insegnanti di religione il compito di rendere percepibile il Signore attraverso la parola, le relazioni, l’insegnamento. È un modo per mostrare ai ragazzi che Dio è vicino, che vuole il loro bene.

Oggi la vigilanza è anche protezione: difendere i giovani da ciò che li confonde, li distrae, svuota i valori profondi, affinché possano essere fecondati dal bene e dall’amore di Dio.

Per tutti noi si apre un tempo in cui destarci interiormente e spiritualmente, imparando a leggere ciò che viviamo e a discernere la volontà di Dio. Questo ci renderà capaci di riconoscere il dono che attendiamo: Gesù, che viene in mezzo a noi. Ma soprattutto ci aiuterà a rendere la nostra vita un dono per gli altri.

A voi insegnanti di religione, grazie: per il coraggio di esserci, nonostante le difficoltà, la fatica, talvolta la mancanza di accoglienza. Grazie per ciò che donate. E a chi vi accompagna, grazie per la presenza discreta e costante. Non potete eliminare la sofferenza, è vero, ma la vostra presenza — segno della presenza del Signore — trasmette amore, vicinanza, incoraggiamento e condivisione.
Il Signore, che viene a rinnovare l’amicizia con noi, vi dice che non siete soli e che vi dà la forza per affrontare ogni difficoltà.

Apriamoci alla Sua voce: “Venite”. Vegliamo, affinché il Signore non passi senza essere riconosciuto. La Sua presenza ci orienta già da oggi nel cammino dell’Avvento.

Sabato 29 novembre 2025

Basilica Minore dell’Addolorata Castelpetroso

 + S. Ecc. Mons. Biagio Colaianni