{"id":9434,"date":"2024-02-12T11:10:38","date_gmt":"2024-02-12T10:10:38","guid":{"rendered":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/?p=9434"},"modified":"2024-02-12T12:06:27","modified_gmt":"2024-02-12T11:06:27","slug":"pascere-con-cuore-paterno-il-popolo-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/2024\/02\/12\/pascere-con-cuore-paterno-il-popolo-di-dio\/","title":{"rendered":"&#8220;PASCERE CON CUORE PATERNO IL POPOLO DI DIO&#8221;"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"9434\" class=\"elementor elementor-9434\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-e58a374 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"e58a374\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-1e09d4d\" data-id=\"1e09d4d\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5dfacdc elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5dfacdc\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Francesco, vescovo e servo dei servi di Dio<\/strong>, al diletto figlio Biagio Colaianni, del clero dell\u2019Arcidiocesi di Matera-Irsina, finora della stessa Vicario Generale e Moderatore della Curia<\/p><p>nonch\u00e9 parroco della parrocchia dedicata a San Giacomo, eletto Arcivescovo Metropolita di Campobasso\u2013Boiano, salute e benedizione.<\/p><p>Ogni giorno ci viene richiesto di seguire il Vangelo di Nostro Signore, nelle nostre azioni e parole, per Lui e con Lui e in Lui, per essere figli nel Figlio di Dio Padre. Meditando su queste cose, invochiamo con fervore validi pastori che espletino i doveri di insegnare, reggere e santificare in mezzo al popolo santo con tutto il cuore e tutto l\u2019amore in Cristo.<\/p><p>Mentre la comunit\u00e0 di Campobasso-Boiano, dopo la rinuncia dell\u2019ultimo suo Venerabile Vescovo Giancarlo Maria Bregantini, del Centro Stimmatini, attende un nuovo moderatore per la vita spirituale e pastorale, ho rivolto il mio cuore a te, diletto figlio, considerando le tue doti umane, cristiane e in particolare le tue virt\u00f9 sacerdotali, desideroso di affidarti il governo delle anime della comunit\u00e0 ecclesiale.<\/p><p>Ci\u00f2 considerato, accolto il parere del Dicastero per i Vescovi, ti nomino Arcivescovo Metropolita di Campobasso-Boiano, con gli oneri e i diritti derivanti dalle leggi a norma del Codice di Diritto Canonico.<\/p><p>Quanto alla tua ordinazione episcopale, ti permettiamo volentieri di riceverla ovunque fuori della citt\u00e0 di Roma da qualsiasi Vescovo cattolico, ma prima, secondo le norme ecclesiastiche, \u00e8 necessario che tu faccia la dovuta professione di fede e presti lo stesso giuramento di fedelt\u00e0 a noi e ai nostri successori in questa Sede.<\/p><p>Ti preghiamo inoltre di informare del nostro decreto, il pi\u00f9 presto possibile, il clero e il popolo della comunit\u00e0 a te affidata.<\/p><p>Ti esortiamo infine, Figlio diletto, a pascere con cuore paterno il popolo di Dio, confidando ogni giorno nella sicura protezione della Beata Vergine Maria, alla cui intercessione<\/p><p>affidiamo te e il tuo ministero insieme alle preghiere per tutta la Chiesa, affinch\u00e9 tu possa ricevere in abbondanza le grazie e la luce dello Spirito Santo necessarie per il tuo ministero nella vigna del Signore.<\/p><p><em>Dato a Roma, in Laterano, il giorno 6 del mese di dicembre, nella memoria di San Nicola vescovo, nell\u2019anno del Signore 2023, undicesimo del nostro Pontificato.<\/em><\/p><p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0FRANCESCO<\/strong><\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><p class=\"entry-headline h4\"><strong>Del giorno dell&#8217;ordinazione episcopale di mons. Biagio Colaianni si riportano il saluto iniziale e l&#8217;omelia di mons. Caiazzo, il ringraziamento finale di mons. Colaianni.<\/strong><\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>SALUTO INIZIALE MONS. ANTONIO GIUSEPPE CAIAZZO<\/strong><\/p><p>All\u2019inizio della celebrazione eucaristica ringraziamo il Signore per la gioia che ci apprestiamo a vivere attraverso la consacrazione episcopale di Mons. Biagio Colaianni ad Arcivescovo Metropolita di Campobasso-Boiano. La mia gratitudine va al S. Padre, Papa Francesco, che ha scelto un figlio prete di questa Chiesa da inviare in quella di Campobasso-Boiano.<\/p><p>Saluto ognuno di voi e in particolare tutti i confratelli vescovi qui presenti e quanti sono spiritualmente in comunione manifestando la loro gioia e vicinanza. Un saluto particolare al neo eletto vescovo di S. Marino-Montefeltro, Mons. Mimmo Beneventi, figlio dell\u2019Arcidiocesi di Acerenza.<\/p><p>Ringrazio e saluto l\u2019Episcopato dell\u2019Abbruzzo e del Molise, per la sua presenza, in particolare P. Giancarlo Bregantini. Le\u00a0<em>Dioincidenze<\/em>\u00a0non finiscono mai. Con te sono cresciuto e ho lavorato nella Chiesa di Crotone- S. Severina, condividendo gioie e dolori, sotto la guida sapiente del grande pastore, buono e fedele, qual \u00e8 stato Mons. Giuseppe Agostino. Abbiamo in comune la data dell\u2019annuncio episcopale: il 12 febbraio. Il 07 aprile 1994, preparai, guidando la liturgia della tua ordinazione episcopale nella Basilica Cattedrale di Crotone. \u00a0Saluto l\u2019episcopato della Basilicata, in particolare Mons. Salvatore Ligorio, mio predecessore, padre amato dal clero di Matera \u2013Irsina e dal popolo santo di Dio, giunto al termine del suo mandato episcopale dopo oltre 25 anni di servizio su tutto il territorio lucano, che ha servito con amore e dedizione totale, senza mai risparmiarsi. Domani ricorre il suo 26\u00b0 anniversario di consacrazione episcopale.<\/p><p>Saluto in particolare il nuovo Prefetto di Matera, S. E. Cristina Favilli, in rappresentanza governo regionale regionale l\u2019Assessore Cosimo Latronico, tutte le autorit\u00e0, civili e militari, qui presenti, per la loro attenzione e fattiva partecipazione nell\u2019organizzazione di questo evento ecclesiale. Cos\u00ec come saluto i sindaci di Campobasso, di Boiano, di Campo di Giove e di Scanno.<\/p><p>Saluto soprattutto voi, popolo santo di Dio, presenti in questo luogo e nella chiesa dell\u2019Addolorata, e quanti ci state seguendo da casa, soprattutto anziani e ammalati, attraverso la diretta televisiva grazie al servizio di TRM della nostra citt\u00e0, TeleMolise.<\/p><p>Sento di salutare i fedeli dell\u2019Arcidiocesi di Campobasso-Boiano, qui convenuti, dopo un lungo viaggio. Benvenuti tra noi. Da oggi le nostre Chiese locali, per il dono di Don Biagio, saranno pi\u00f9 vicine e unite. Infine, un saluto speciale va alla famiglia di Don Biagio: al fratello Nicola con sua moglie Anna Grazia e i figli Valeria, Pierluigi e Alessandro, alla sorella Teresa con il marito Michele e i figli Gianluca, Piergiorgio, Giulio, al fratello Enrico con la moglie Flavia e i figli Sara e Pietro, infine la sorella Marilena con i marito Emanuele e la figlia Isabella. Ma anche un grazie ai confratelli sacerdoti e ai laici che in questo tempo hanno lavorato ininterrottamente con passione, amore e sacrificio per coordinare ogni cosa, cos\u00ec come al Coro Diocesano che anima questa liturgia. Grazie a tutti.<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>OMELIA PER LA CONSACRAZIONE EPISCOPALE DI MONS. BIAGIO COLAIANNI<\/strong><\/p><p>Carissimi,<\/p><p>ogni azione liturgica trova il suo fondamento nella Parola celebrata attraverso la sua proclamazione e meditazione perch\u00e9, s\u2019incarni in noi e risplenda come un faro nei luoghi dove Dio, accompagnandoci, ci invia.<\/p><p>C\u2019\u00e8 una storia umana che siamo chiamati a conoscere per fare memoria e imparare a costruire un\u2019umanit\u00e0 nuova e, nel contempo, diversa proprio alla luce del passato, perch\u00e9 quella storia fa ormai parte di un presente che ci proietta al futuro.<\/p><p>Ma c\u2019\u00e8 una storia della salvezza che continua nel tempo di Dio alla quale, di generazione in generazione, siamo chiamati e di essa nutrirci con lo stesso desiderio e passione di chi, avendo fatto esperienza diretta dell\u2019incontro con il Signore del tempo e della storia, Ges\u00f9 Cristo, ci ha preceduto. E\u2019 la storia dell\u2019incarnazione che, oggi pi\u00f9 che mai, rivela e mostra il venire di Dio in questo momento e qui: il Dio con noi.<\/p><p>Se guardiamo la storia dell\u2019umanit\u00e0 attuale cogliamo come questa vive la crisi di un amore frantumato dall\u2019egoismo, dall\u2019opportunismo, dall\u2019ingiustizia, dalla guerra; di una fraternit\u00e0 che, degenera in divisioni perch\u00e9 l\u2019io non \u00e8 capace di incontrare il tu ed entrare in quella fecondit\u00e0 del noi capace di spezzare ogni spirale di odio e violenza. E\u2019 quanto succede anche nella Chiesa, purtroppo, quando gli interessi personali prevalgono su quelli comunitari. E, nonostante ci\u00f2, cogliamo l\u2019amore grande, passionale di Dio verso la sua Sposa che a volte trova tiepida e disincantata. Una Sposa che dai suoi figli ha bisogno di continue cure per essere sanata dalle tante malattie che, come lebbra, rendono impuri la mente e il cuore.<\/p><p>E\u2019 quanto abbiamo sentito nella prima lettura, in concomitanza con la festa della Madonna di Lourdes, alla quale Mons. Biagio Colaianni \u00e8 particolarmente devoto, e che quest\u2019anno coincide con la Domenica. La stessa scelta della data di ordinazione, con il vespro, ha avuto questo fondamento mariano.<\/p><p>Il Signore vuole guardare ognuno di noi negli occhi per ripeterci la pi\u00f9 bella e meravigliosa dichiarazione d\u2019amore:\u00a0<em>\u201cTu sei prezioso\/a ai miei occhi\u201d<\/em>. Lo dice in modo particolare a te, carissimo D. Biagio, perch\u00e9 i tuoi occhi, soprattutto ora da vescovo, diventino pi\u00f9 limpidi e pieni della luce di Dio. Da pastore della Chiesa di Campobasso-Boiano, dove vieni inviato, sei chiamato a guardare la Sposa di Cristo, che \u00e8 anche tua, e, facendoti sua voce, ripetere ad ognuno singolarmente e a tutti comunitariamente:\u00a0<em>\u201cTu sei prezioso agli occhi di Dio, di conseguenza anche ai miei\u201d.<\/em><\/p><p>Nei tre uffici che il ministero episcopale impone \u2013\u00a0<em>tria munera: (insegnare) annuncio, (santificare) celebrazione, (governare)comunione\/carit\u00e0<\/em>\u00a0-, si ascolta la voce dello Spirito a scegliere come convertire il cuore e i suoi gesti all\u2019azione di colui che \u00e8 chiamato a rendere presente Ges\u00f9 oggi. In questi tre uffici viene superata la prospettiva dei poteri e della visione gerarchica della Chiesa e recuperata la dimensione di evangelizzazione in una continua tensione feconda con la dimensione sacramentale e comunionale della Chiesa. In tutto questo il vescovo \u00e8, nella Chiesa e per la Chiesa a lui affidata, punto d\u2019incontro e di comunione fraterna, punto di fuga di unit\u00e0, pluralit\u00e0 e complementariet\u00e0 ministeriale.<\/p><p>Nella prima lettura ci viene presentato l\u2019atteggiamento che il popolo doveva assumere verso chi aveva contratto la lebbra: allontanarlo dalla vita sociale e religiosa, e destinato cos\u00ec a una morte lenta e infamante in quanto la malattia era considerata conseguenza del peccato. Questo \u00e8 quanto prescriveva la legge. Il brano del vangelo racconta l\u2019incontro di Ges\u00f9 con un lebbroso. Questi va incontro al Maestro e Signore, rompendo ogni schema proibito: si fida di lui perch\u00e9 percepisce che \u00e8 l\u2019unico che non lo giudica.<\/p><p>Una scena drammatica e commovente: ognuno dei due va incontro all\u2019altro fino al contatto fisico che guarisce la carne e lo spirito di chi era ritenuto peccatore, quindi non meritevole di stare in comunit\u00e0 e della piet\u00e0 e misericordia. Ges\u00f9 lo tocca, andando contro ogni prescrizione di una legge discriminatoria, e lo guarisce:\u00a0<em>\u201cLo voglio, sii purificato\u201d,\u00a0<\/em>e cos\u00ec, secondo le norme religiose del tempo, si contagia con il peccato, diventa impuro pur di prendere su di s\u00e9 la sofferenza dell\u2019uomo. La cosa straordinaria \u00e8 esattamente questa: attraverso il contatto fisico \u00e8 l\u2019uomo che viene contagiato dall\u2019amore di Ges\u00f9.<\/p><p>Ognuno di noi potr\u00e0 dire di conoscere per davvero Dio solo se ha fatto una scelta: lasciarsi toccare da lui e toccarlo a sua volta. Bisogna permettere all\u2019Altro di contaminarci con la potenza dell\u2019amore divino che guarisce e cambia la storia personale e comunitaria.<\/p><p>Come Dio ci ha creati, plasmati e amati, cos\u00ec il ministero episcopale dev\u2019essere espresso in questo servizio a favore di ogni creatura perch\u00e9 sia plasmata e amata, consapevole di avere sempre davanti uomini e donne che chiederanno di essere guarite con quella grazia divina che la pienezza del sacerdozio fa esprimere nella gratuit\u00e0. Questo \u00e8 quanto ti dice, carissimo D. Biagio, Colui che ti ha chiamato, questo \u00e8 quanto esige il tuo ministero episcopale.<\/p><p>Se tanta \u00e8 la premessa, il seguito diventa ancor pi\u00f9 responsabile e impegnativo nella piena coscienza che tu appartieni al Signore che ti ha scelto, chiamato e inviato, cos\u00ec come ti appartiene il popolo che ti \u00e8 stato affidato. In una sorta di familiarit\u00e0 e autorevolezza ti sentirai incoraggiato a non avere paura di toccare i nuovi lebbrosi della nostra storia. D\u2019altronde la paura blocca il rapporto con Dio, con il presbiterio e con i fedeli. Chi in un modo chi in un altro, viviamo un tempo in cui siamo contagiati dai virus contro l\u2019umanit\u00e0 e la spiritualit\u00e0, cos\u00ec, fratricidi, pieni di pregiudizi e di ingiustizie, di discriminazioni, di guerre.<\/p><p>Mi ritorna in mente una frase del profeta Isaia che dice: \u201c<em>Se dovrai attraversare le acque,\u00a0<strong>sar\u00f2 con te<\/strong>, \/ i fiumi non ti sommergeranno; \/ se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, \/ la fiamma non ti potr\u00e0 bruciare\u201d.<\/em><\/p><p>Ricordati che sei rivestito della grazia di Dio e che sarai sostenuto sempre dalla potenza dell\u2019amore divino nel mentre devi fare i conti con la carne di tutti che, come acque impetuose e fiamme di fuoco, si abbatteranno su di te. Tu sai che la legge di Ges\u00f9 \u00e8 quella dell\u2019amore, l\u2019unica che rivela il vero volto di Dio che guarisce la vita. Per il Signore l\u2019uomo vale pi\u00f9 di qualsiasi altra legge o pregiudizio. Ogni forma di discriminazione, legalizzata o meno, viene annientata, abbattendo steccati e barriere che l\u2019egoismo umano ha innalzato.<\/p><p>E proprio in questi momenti Dio dilata gli spazi dell\u2019amore rafforzando la fecondit\u00e0 di ogni ministero, del tuo ministero.<\/p><p>Un secondo aspetto importante da sottolineare ci viene offerto da S. Paolo, nella seconda lettura. Ci\u00f2 che unisce Paolo alla sua comunit\u00e0 \u00e8 il Vangelo che ha annunciato e deve continuare a proclamare. Entrambi, Paolo e la comunit\u00e0, trovano il fondamento della loro fede nell\u2019annuncio della risurrezione dei morti. L\u2019annuncio della salvezza trova nella passione, morte e risurrezione di Ges\u00f9 Cristo, la sua forza e certezza, purch\u00e8 non sia manipolato per interpretazioni personali o convenienti. L\u2019ortodossia della fede, espressa nella professione di fede che fra poco faremo, va salvaguardata e preservata in tutta la sua genuinit\u00e0 in modo immutabile nel tempo.<\/p><p>Paolo ci tiene a sottolineare: \u201c<em>A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch\u2019io ho ricevuto, cio\u00e8 che Cristo mor\u00ec per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che \u00e8 risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici\u201d.\u00a0<\/em>Nella tradizione apostolica ci\u00f2 che \u00e8 stato ricevuto viene trasmesso custodendolo con fedelt\u00e0. Sottolineo un solo dato che mi sembra estremamente importante: la risurrezione di Ges\u00f9 \u00e8 una realt\u00e0 storica di cui solo chi ne ha fatto esperienza \u00e8 capace di esserne testimone. E\u2019 esattamente nella vita degli apostoli che Ges\u00f9 si \u00e8 mostrato vivo dopo aver distrutto la morte, tant\u2019\u00e8 che gli stessi predicano e divengono garanti della fede.<\/p><p>Carissimo D. Biagio, anche tu come gli apostoli, come Paolo, da oggi avrai questo dolce e gravoso impegno nell\u2019annunciare il cuore della nostra fede, aiutando ogni fedele, ogni sacerdote, ogni diacono, ogni religioso\/a ad essere coerenti testimoni della Parola che diffondono e del Credo che professano. E svolgerai la tua missione nella piena consapevolezza che tu sei<em>\u00a0<\/em><em>\u201cil pi\u00f9 piccolo tra gli apostoli e non sei degno di essere chiamato apostolo\u201d.<\/em>\u00a0Ma Dio ti ha scelto e ti ha inviato, nella successione apostolica a guidare la porzione di Chiesa di Campobasso-Boiano, dopo P. Giancarlo Bregantini. So che sei cosciente, che \u201c<em>Per grazia di Dio, per\u00f2, sei quello che sei, e la sua grazia in te non \u00e8 stata vana\u201d.\u00a0\u00a0<\/em>E\u2019 questo d\u2019altronde il motto episcopale che hai scelto e che accompagner\u00e0 il tuo ministero apostolico.<\/p><p>Che tu, ora, sei diventato apostolo, \u00e8 pura grazia che ti accompagner\u00e0 durante tutto il tuo ministero mentre accompagnerai il presbiterio ascoltandolo, condividendo la storia di ciascuno fatta di gioie e dolori, di dispiaceri e soddisfazioni, di delusioni e ribellioni, di incomprensioni e giudizi, di lacrime e sorrisi. Con loro, come Paolo, sostenuto dalla stessa grazia, ti umilierai e ti innalzerai.<\/p><p>Cos\u00ec accompagnerai anche ogni singolo fedele entrando nella sua vita condividendo la storia personale, le attese e le speranze, curandone le ferite a volte inferte in modo impietoso e ingiusto.<\/p><p>Questo \u00e8 il Vangelo che si fa carne e che non si \u00e8 inventato da solo ma continua ad essere trasmesso con lo stesso fervore, fiducia e speranza, fino alla fine dei tempi.<\/p><p><em>Carissimo D. Biagio, sei chiamato ad entrare nel recinto grande della Chiesa, di chiamare a raccolto il tuo gregge che il guardiano, il Papa, ti ha affidato perch\u00e9, in questo tempo cos\u00ec duro e difficile, tu lo accompagni nel cammino che farete insieme.<\/em>\u00a0Mediterai le parole che rivolgerai alla tua Chiesa e le vivrai per primo sulla tua pelle perch\u00e9 diventino pi\u00f9 condivisibili e pi\u00f9 convincenti.<\/p><p>Sarai guardato con gioia ed entusiasmo dal tuo gregge che ascolta la tua voce, ma anche con sospetto e giudizio.<\/p><p><em>Conserva la tua lealt\u00e0 e il coraggio nell\u2019essere pastore che d\u00e0 la vita per il suo gregge e, sempre sostenuto dall\u2019ardore della preghiera, cos\u00ec come hai sempre fatto da prete nei diversi compiti che la Chiesa ti ha affidato; accogli quanto lo Spirito Santo ti suggerisce, non per accontentare (n\u00e9 preti, n\u00e9 fedeli) ma per tutti e ognuno sulla strada maestra, la via del Vangelo che \u00e8 Ges\u00f9 stesso, annunciando la Verit\u00e0 che fa veramente liberi da antiche e nuove schiavit\u00f9, ricevendo la Vita divina che si \u00e8 fatta carne come nutrimento, cibo di vita eterna.<\/em><\/p><p><em>Ti affidiamo alla Madonna di Lourdes, della Bruna e alla Madonna Santissima Addolorata che, nella diversit\u00e0 dei titoli, come Madre degli Apostoli, pregher\u00e0 con te e per la tua amata Chiesa.<\/em><\/p><p><em>Ti proteggano S. Bartolomeo, S. Eustachio, S. Giovanni da Matera, S. Eufemia, S. Potito e S. Pancrazio nel tuo ministero apostolico. Ti affidiamo al venerabile Mons. Raffaello Delle Nocche e al Venerabile P. Immacolato Brienza, tanto caro ai fedeli di Campobasso: ha vissuto 52 anni nel letto della sofferenza ed \u00e8 stato consigliere segreto di tanti vescovi, anche del Nord Italia. I tuoi cari genitori, Pietro e Gina, esultano insieme alla Chiesa celeste che entra in comunione con noi, Chiesa terrena.<\/em><\/p><p>Quanto dissi il giorno dell\u2019ordinazione episcopale di Mons. Rocco Pennacchio, ripeto a te: alla prossima festa della Madonna della Bruna, il 02 luglio (te lo dico a nome di tutta la nostra Chiesa), sarai tu a presiedere il solenne pontificale. Cos\u00ec sia.<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>RINGRAZIAMENTO DI MONS. BIAGIO COLAIANNI DOPO L\u2019ORDINAZIONE<\/strong><\/p><p>Cari fratelli e sorelle,<\/p><p>il ringraziamento \u00e8 prima di tutto per voi che siete a casa: ammalati, o anziani, o impossibilitati comunque a partecipare a questo evento per motivi oggettivi, non voluti, di spazio sicuro, accessibile a tutti. Ringrazio Sua Eccellenza la Signora Prefetto, le Istituzioni e le Autorit\u00e0 Civili e Militari, in sintonia con quanto Don Pino, il nostro Arcivescovo, ha presentato, che si sono adoperate perch\u00e9, comunque, potessimo essere in tanti qui presenti. A voi confermo la mia gratitudine per l\u2019impegno e la disponibilit\u00e0 offerta. Quindi ringrazio TRM che ha effettuato il collegamento in diretta anche per TeleMolise e sta permettendo, a chi lo desiderava, di partecipare in preghiera alla mia consacrazione, presente anche il giornale on-line Logos. Ringrazio le forze dell\u2019ordine e tutti i volontari e le associazioni: Associazione Amici Grotta di Lourdes, l\u2019Unitalsi, l\u2019Ordine di Malta, i Volontari della Parrocchia Addolorata, gli Scout, l\u2019Associazione Nazionale Carabinieri., l\u2019Associazione dei Bersaglieri, l\u2019Associazione dei Vigili del Fuoco, tutti avete concretamente operato per la realizzazione di questo evento assieme alla commissione diocesana che si \u00e8 spesa per favorire e organizzare quanto necessario.<\/p><p>Is 51,1 dice:\u201d\u00a0<em>Voi che cercate il Signore; guardate alla roccia da cui siete stati tagliati alla cava da cui siete stati estratti\u201d<\/em>. \u00c8 l\u2019invito ad andare alle proprie radici. Cos\u00ec ho fatto.<\/p><p>Nel momento di svolta e cambiamento radicale della mia vita non posso non soffermarmi a rileggerla e rendervene parte per ringraziare con voi Dio e per dirvi l\u2019importanza che avete avuto per me e il bene che vi voglio. So che forse avrei dovuto fare meglio tante cose e cambiarne altre, credo di averne sbagliate un bel po\u2019 e che avrei potuto fare di pi\u00f9, ho il rammarico di quelle che non ho realizzato per quanto il Signore fino ad oggi mi ha chiesto, lo avr\u00f2 deluso e anche addolorato, mi affido alla Sua benevolenza.<\/p><p>Guardando la mia storia mi sento sempre inadeguato rispetto a ci\u00f2 che la vita mi ha donato e concesso di realizzare, emerge la mia pochezza. Se per\u00f2 la scruto partendo da Dio, allora \u00e8 un racconto diverso, mi pervade lo stupore per le meraviglie che Egli ha compiuto nella mia vita nonostante quello che sono. Rileggendola per la mia vocazione fino ad oggi, non posso che essere grato a Dio per il suo amore, l\u2019ho sperimentato, lo avverto profondamente in me, sapendo che non sar\u00f2 mai capace di contraccambiarlo nella stessa misura del dono della Grazia che mi ha fatto, della sua misericordia, del suo paziente cercarmi e volermi perch\u00e9 fossi suo, perch\u00e9 gli appartenessi, in quel rapporto di totalit\u00e0 nel quale ho accolto la sua volont\u00e0 di santificazione e salvezza.<\/p><p>Fin dal seno di mia madre Dio mi aveva fatto suo per la vita cristiana, per il sacerdozio, oggi per l\u2019episcopato. Sentirmi cos\u00ec amato mi mette con le spalle al muro, non posso che accogliere questo suo volermi bene: \u201d\u00a0<em>Ora cos\u00ec dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: \u201cNon temere, perch\u00e9 io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. Se dovrai attraversare le acque, sar\u00f2 con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potr\u00e0 bruciare, poich\u00e9 io sono il Signore, tuo Dio, il Santo d\u2019Israele, il tuo Salvatore. Io do l\u2019Egitto come prezzo per il tuo riscatto, l\u2019Etiopia e Seba al tuo posto. Perch\u00e9 tu sei prezioso ai miei occhi, perch\u00e9 sei degno di stima e io ti amo, do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita. Non temere perch\u00e9 io sono con te.\u201d<\/em>\u00a0(Is.43,1-5) Dinanzi a questa dichiarazione di amore di Dio a me, non posso che rispondere dicendo, che mi sono innamorato di Dio fin da bambino e nonostante la mia fragilit\u00e0, non voglio, non posso, e non voglio se non amarti.<\/p><p>E allora rispondo con il Sal.16: \u201d\u00a0<em>Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio\u2026 Il mio Signore sei tu, solo in te \u00e8 il mio bene\u2026 Il Signore \u00e8 mia parte di eredit\u00e0 e mio calice: nelle tue mani \u00e8 la mia vita. \u2026 Per questo gioisce il mio cuore ed esulta la mia anima \u2026 Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra.\u201d.\u00a0<\/em>E ancora con il Salmo 18<em>: \u201cTi amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore, mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio; mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.<\/em>\u201d. Con questo cuore e questo animo riconosco che sei lo Sposo e che per la tua misteriosa benevolenza mi rendi sposo della chiesa di Campobasso Bojano, mia sposa, che sul tuo esempio amer\u00f2 dando la mia vita, siete voi il gregge che mi \u00e8 affidato da Dio e dalla Chiesa nel servizio episcopale. Con trepidazione ma con serenit\u00e0 e gioia, Signore, accolgo il tuo invito:\u00a0<em>\u201d Mi ami tu? \u2026 Pasci le mie pecore\u201d<\/em>\u00a0(Gv. 21,17)<\/p><p>Veramente Dio ha mostrato la sua grandezza, il suo essere creatore in me di cose buone, mi ha reso capace, con la sua Grazia, di fare la sua volont\u00e0, di lasciarmi guidare dal suo Spirito e di ricevere affetto e stima dalle tante persone che ho incontrato con il mio ministero, la sua misericordia ha permesso tutto questo. Ognuno di noi cerca un filo conduttore nella propria vita, umanamente non siamo costanti, stabili, capaci di continuit\u00e0 in ci\u00f2 che pensiamo e vogliamo: come dice San Paolo:\u00a0<em>\u201cNon faccio il bene che voglio faccio il male che non voglio\u201d. \u00a0<\/em>Abbiamo bisogno di un fondamento sicuro, di una base certa sulla quale poggiarci, e se riconosciamo che questi \u00e8 Dio, possiamo camminare nella giusta direzione, fare la sua volont\u00e0, realizzare i suoi progetti, essere suoi servi, per riconoscerci suoi amici:\u00a0<em>\u201cNon vi chiamo pi\u00f9 servi ma amici\u201d.<\/em><\/p><p>Ho bisogno di dire il mio grazie fin da quando il Signore mi ha reso suo figlio nel battesimo con il dono dello Spirito Santo e con Esso mi ha costantemente guidato e indirizzato perch\u00e9 la mia vita potesse diventare dono a Lui e a coloro ai quali, come sacerdote, mi ha mandato, ora come vescovo mi chiede di venire nella diocesi di Campobasso Bojano.<\/p><p>La costante nella mia vita, il filo conduttore \u00e8 lo Spirito Santo, come dagli inviti, manifesti, immaginetta si vede, lo Spirito ha condotto la mia storia, il mio cammino, nel quale riconosco l\u2019azione di Dio e il suo operato nel mio passato, riveste il mio presente, sono certo che orienter\u00e0 e guider\u00e0 il mio futuro. Rivedo la mia storia fino ad oggi alla presenza di Dio, nell\u2019azione della sua Grazia che in me non \u00e8 stata vana, se ancora si fida di me e mi chiama al servizio episcopale.<\/p><p>Come sempre, il Signore si manifesta attraverso le persone con cui viviamo, sono questo, oggi, grazie a coloro che in vario modo appartengono alla mia storia.<\/p><p>Ringrazio i miei genitori che con fede semplice e costante, nella preghiera quotidiana, fedeli all\u2019eucaristia domenicale, mi hanno iniziato e accompagnato nel donarmi a Dio e che ora dal Paradiso, ne sono certo, continuano a intercedere e affidarmi a Lui.<\/p><p>Ringrazio i miei fratelli e sorelle, (assieme a mamma e pap\u00e0 vi ha chiamati per nome l\u2019Arcivescovo) con i quali sono cresciuto, condividendo i valori a noi trasmessi e che abbiamo consolidato nella relazione fraterna e amorevole tra noi, nell\u2019aiuto reciproco, portandoci l\u2019un l\u2019altro in ogni situazione.<\/p><p>Assieme ringrazio i cognati e cognate i nipoti e gli altri parenti tutti che nel dono di s\u00e9 mi hanno insegnato come si vive in famiglia, perch\u00e9 io potessi essere padre, fratello e figlio dei fedeli affidatimi nel ministero sacerdotale.<\/p><p>Ringrazio i miei amici d\u2019infanzia con i quali sono cresciuto nella bellezza dello stare assieme, nel confronto continuo di esperienze e sentimenti, nella scoperta e consapevolezza di noi stessi per iniziare ad affrontare la vita.<\/p><p>Sono cresciuto nella parrocchia di San Paolo con i giovani coetanei e con i tanti laici adulti presenti, nella vivacit\u00e0 dei gruppi e nelle tante attivit\u00e0, condivise nello sforzo di capire come Dio parlasse all\u2019uomo del nostro tempo per indirizzarci all\u2019impegno sociale, nella costruzione del bene comune e alla fraternit\u00e0 cristiana con tutti, vi ringrazio.<\/p><p>Sento profonda gratitudine per il mio parroco, don Nicola Colagrande, mi \u00e8 stato maestro ed esempio, da lui ho imparato l\u2019attenzione al bene dell\u2019uomo e la critica costruttiva verso ogni Istituzione, anche la Chiesa, perch\u00e9 fossero non di potere, ma a servizio degli ultimi. Tante sere, fino a tardi, con allora don Angelo Scandiffio e con pi\u00f9 persone, ci siamo fermati a dialogare, di tutto, su come poter vivere da cristiani, nel mondo, nonostante le difficolt\u00e0. Dal cielo, assieme alla mia catechista Maria Locantore, a cui devo molto, sar\u00e0 felice di vedere che ha ben seminato e che il suo insegnamento e modo di essere sacerdote ha portato frutto. Nella stessa parrocchia \u00e8 cresciuto anche S.E. Monsignor Rocco Pennacchio, Arcivescovo di Fermo, che ben conoscete, al quale sono legato come fratello maggiore, ma fratello vescovo minore, perch\u00e9\u00a0appena consacrato, per te ho profonda stima e affetto.<\/p><p>Poi l\u2019ingresso nel Seminario Interregionale a Napoli tenuto dai Gesuiti con don Cosimo Papapietro mio amico e confratello ora in cielo. Rendo grazie ai miei formatori che mi hanno aperto alla riflessione filosofica e teologica, alla comprensione e rispetto della cultura dei popoli. Hanno aperto il mio cuore e la mia mente a leggere la storia e gli eventi contemporanei scoprendo in essi la presenza e l\u2019azione di Dio che si \u00e8 incarnato e che abita l\u2019umanit\u00e0 per amarla e salvarla. Alla comprensione di ci\u00f2 hanno orientato la mia vocazione e il mio sacerdozio. Tra gli altri, in particolare, ringrazio Padre Antonio Baruffo, Rettore e don Ignazio Schinella educatore e padre spirituale fino a quando anche lui \u00e8 stato chiamato nella casa del Padre, mi ha trasmesso l\u2019amore profondo e radicale, obbediente e di servizio alla Chiesa, sempre e comunque, nel dono pieno di me stesso. Mi ha insegnato il rispetto della dignit\u00e0 di ogni uomo, la familiarit\u00e0 con i poveri, l\u2019accoglienza di coloro che con fatica ricercano Dio e il bene di ognuno. Mi ha dato la certezza serena della misericordia di Dio che mi ama come sono, pur con le mie fragilit\u00e0 e non per quello che devo essere, sono sempre in cammino perch\u00e8 la Grazia di Dio mi santifichi. Saluto e ringrazio in particolare S.E. Mons. Franco Marino che, in amicizia mi ricorda quanto ho detto.<\/p><p>Ringrazio il Cardinal Giordano che mi ha ordinato sacerdote e ha creduto in me dandomi fiducia e inviandomi, come giovane parroco, alla parrocchia di San Giovanni Battista a Ferrandina.<\/p><p>Ho trovato una comunit\u00e0 parrocchiale in erba, in una baracca, ma gi\u00e0 indirizzata a costruire la chiesa di persone prima, le cui fondamenta aveva ben posto don Adriano Salvadori, anch\u2019egli in cielo, e dopo molto tempo, come \u00e8 avvenuto, la chiesa fatta anche di mattoni. Diciannove anni come parroco mi hanno fatto diventare sacerdote, uomo tra la gente, sensibile alle povert\u00e0, guida che accompagna nella conoscenza e nell\u2019incontro di Ges\u00f9 Cristo. Ringrazio don Francesco Di Marzio e Don Giampaolo Grieco per la collaborazione e\u00a0don Massimo Ferraiuolo e Don Vincenzo Di Lecce per l\u2019unit\u00e0 parrocchiale pastorale. Ringrazio, nel cielo, Don Giovanni Grieco, Don Angelo Grieco e Don Vincenzo Comple, per la fraternit\u00e0 sacerdotale. Ringrazio i tanti bambini, ragazzi e giovani, adulti e famiglie, tutti coinvolti nel formare una comunit\u00e0 di fede, evangelizzata ed evangelizzante, viva e laboriosa per far crescere assieme alle varie istituzioni il bene di ogni cittadino. Una comunit\u00e0 attenta agli ultimi con la Caritas parrocchiale e con i primi Obiettori di Coscienza in servizio in diocesi, l\u2019impegno del centro di ascolto per il recupero dei tossicodipendenti e la presenza della parrocchia nella comunit\u00e0 Emmanuel con la celebrazione settimanale, la risposta ai bisogni e fragilit\u00e0 mi ha detto con chiarezza da che parte stare e che prete dovevo essere. Ringrazio i poveri di ieri e di oggi soggetti di carit\u00e0. Ringrazio le persone toccate dal dolore per la perdita di familiari cari, specie se bambini o giovani, dai quali ho imparato il coraggio di rialzarsi con fatica e la speranza cristiana nel continuare a credere al Dio della vita. E ancora ringrazio gli Scout per la strada fatta insieme, le varie associazioni di volontariato e culturali. Ringrazio Dio per l\u2019esperienza nella scuola con l\u2019insegnamento al Liceo Scientifico che mi ha permesso di conoscere e stare con i giovani del paese, e chiacchierare e rispondere a curiosit\u00e0 e domande che ponevano per capire Dio nella propria vita, avevano sete di Dio e cercavano riferimenti sicuri, siamo stati chiesa in uscita e di famiglia. Ringrazio tutti coloro con i quali ho vissuto l\u2019entusiasmo dei miei primi e non pochi anni di presbiterato in parrocchia.<\/p><p>Ringrazio gli amici di oggi, che nel confronto del nostro vivere mi hanno fatto crescere in umanit\u00e0 e nel dialogo mi hanno insegnato il coraggio di affrontare la vita con fede profonda. La vostra laicit\u00e0, il vostro essere coniugati, consacrati o religiosi e religiose, mi hanno dato una comprensione e visione pi\u00f9 ampia e chiara del sacerdozio.<\/p><p>Dopo questa esperienza potevo \u2018sedermi\u2019, abbandonarmi alla vita di un prete che ha gi\u00e0 dato, ma mi \u00e8 stato chiesto di andare come Rettore nel Seminario Maggiore Interregionale di Basilicata, in 24 ore la mia vita, in docibilitas e obbedienza, \u00e8 cambiata. Ringrazio don Paolo Ambrico Rettore e poi i miei coeducatori don Filippo, don Pasquale, don Vincenzo e don Leonardo e i seminaristi che oggi sono presbiteri e con la loro freschezza e la loro gioia mi ricordano la validit\u00e0 della formazione e l\u2019entusiasmo della vita presbiterale.<\/p><p>Di ritorno in diocesi dopo 7 anni mi \u00e8 stata affidata la parrocchia di San Giacomo che lascio dopo 11 anni, ricca e bella quanto la prima, ma diversa. Ringrazio la comunit\u00e0 per avermi testimoniato che, nella maturit\u00e0 umana dovuta all\u2019et\u00e0, si pu\u00f2 esprimere e testimoniare la maturit\u00e0 spirituale che si vive nell\u2019adorazione eucaristica quotidiana e nella preghiera costante cos\u00ec come \u00e8 impegno delle Guardie D\u2019Onore. Ringrazio il parroco che mi ha preceduto don Franco Taccardi che ora \u00e8 in cielo, assieme a don Cosimo Roberti prima e don Michele La Rocca dopo mi hanno lasciato in eredit\u00e0 tanta bella gente, catechisti, gruppo Caritas e gruppo famiglia, ancora tutti capaci di donare se stessi al Signore nell\u2019entusiasmo giovanile del cuore. Ringrazio il coro parrocchiale ed Enza, Gennaro ed Enzo, che assieme a quello diocesano diretto da don Vito Burdo hanno fatto di questa liturgia una lode meravigliosa al Signore. Ringrazio don Egidio prima e don Gabriel dopo con cui abbiamo condiviso il servizio ministeriale a San Giacomo. Ringrazio l\u2019Associazione Amici della Grotta di Lourdes con i quali ho coltivato l\u2019amore alla Madonna e mi sono fatto pellegrino e a lei, con voi, in particolare mi affido.<\/p><p>Ringrazio voi presbiteri della mia diocesi di Matera-Irsina che, da breve tempo in unione al clero della diocesi di Tricarico, ho sempre considerato come la mia famiglia, i miei fratelli, nella condivisione del ministero sacerdotale pur nella diversit\u00e0 del nostro impegno, delle nostre esperienze, del nostro servizio ecclesiale.<\/p><p>Ringrazio tutti voi laici, presbiteri e autorit\u00e0 civili venuti da Campobasso Bojano per la mia consacrazione, \u00e8 un segno di accoglienza e affetto che mi fa sentire vicino. Voi siete il popolo di Dio di cui sono pastore, ma anche la comunit\u00e0 alla quale il Signore mi affida, nella vicinanza della preghiera. Ringrazio i religiosi e le religiose, i diaconi e i tanti laici impegnati a servizio dell\u2019arcidiocesi di Campobasso Bojano per avermi gi\u00e0 reso partecipe del fecondo impegno che vivete assieme ai vari Movimenti e Associazioni, agli Scout e ai Volontari. Ringrazio la Caritas perch\u00e9 sa farsi carico dei pi\u00f9 poveri e bisognosi che hanno esigenze concrete per vivere una vita dignitosa e anche quelli che necessitano della consolazione dello\u00a0spirito. Ringrazio voi sacerdoti della chiesa di Campobasso Bojano che pur non conoscendomi\u00a0avete mostrato di attendermi con benevolenza e desiderio di camminare insieme con le comunit\u00e0 delle quali siete pastori. Avr\u00f2 bisogno della vostra pazienza iniziale, della vostra disponibilit\u00e0 nell\u2019aiutarmi a vivere la paternit\u00e0 del vescovo, nell\u2019ascolto e comprensione della bellezza del vostro sacerdozio e di come offrite la vostra vita al popolo di Dio.<\/p><p>Ringrazio il Cardinal Petrocchi Presidente della Conferenza Episcopale di Abruzzo Molise, ringrazio voi Vescovi qui presenti. In particolare ringrazio padre Giancarlo Bregantini che mi ha preceduto come Arcivescovo della diocesi di Campobasso Bojano, ora suo Amministratore, per la sua aperta e affettuosa accoglienza, che mi introduce alla conoscenza della nostra diocesi fatta di buona gente, laboriosa, operosa, di fede coraggiosa, con l\u2019impegno e la speranza di migliorare la vita sociale a favore di tutti. Grazie padre Giancarlo, per esserti messo in ascolto della mia persona, apprezzandomi e incoraggiandomi, attenuando la mia apprensione in vista del ministero episcopale. \u00c8 forte in me la convinzione, che con voi tutti vescovi, nella fraternit\u00e0 episcopale, potr\u00f2 crescere nel servizio all\u2019Arcidiocesi che papa Francesco che ringrazio, mi ha affidato e chiesto di guidare.<\/p><p>Ringrazio i miei Arcivescovi Mons. Appignanesi, Mons. Ciliberti e Mons. Ligorio che in vario modo hanno avuto fiducia nel mio servizio presbiterale in diocesi.<\/p><p>Don Pino, il ringraziamento e la gratitudine del cuore a te che sei il mio Arcivescovo, \u00e8 la prima volta che ti do del tu e ti chiamo per nome, non prima, non per mancanza di vicinanza e familiarit\u00e0 sempre da te offerta e voluta, ma per quel rispetto paterno a cui sono stato educato, come confratello nell\u2019episcopato ci riuscir\u00f2. A te dunque il mio ringraziamento filiale. Mi hai sempre accompagnato in quanto mi hai chiesto di fare a servizio della diocesi, oggi pi\u00f9 che mai avverto la tua vicinanza e paternit\u00e0, la tua accoglienza fraterna e il tuo affetto. Far\u00f2 tesoro di quanto hai testimoniato con il tuo ministero episcopale e di quanto mi hai insegnato nel confrontarti con me in quanto vicario circa situazioni e problemi della nostra chiesa.<\/p><p>Nei ringraziamenti sicuramente avr\u00f2 dimenticato qualcuno, per\u00f2 solo di nominarlo, e comunque siete tanti quelli a cui in questo periodo ho pensato, consolatevi, siete i pi\u00f9 fortunati perch\u00e9 vi d\u00f2 ora occasione di essere umili e nel nascondimento, grazie di cuore a voi tutti.<\/p><p>Nei giorni di preparazione e organizzazione per la mia consacrazione ho sperimentato cosa significa essere parte di una comunit\u00e0 e chiesa diocesana. La mia elezione ad arcivescovo riguarda la mia persona, ma grazie alla vostra gioia e commozione, dimostrazione di affetto e vicinanza, ho visto che questa Grazia di Dio \u00e8 anche per tutti voi, ci apparteniamo nella comunione di fede nella quale ci siamo reciprocamente accresciuti. Grazie di cuore per il bene che mi volete e per avermi accolto nella vostra vita.<\/p><p>Concludendo vi chiedo un impegno, per la settimana a venire siate fedeli nel pregare ogni giorno per la mia santificazione, ma soprattutto, con me, vi chiedo in comunione, di pregare per la Pace, secondo il cuore e l\u2019intenzione di Papa Francesco, dobbiamo crederci come il bene e la Grazia pi\u00f9 preziose che necessitano oggi.<\/p><p>Alla Madonna di Lourdes che ricordiamo questa sera e venerata nell\u2019Arcidiocesi di Matera come Madonna della Bruna, a Viggiano come Regina del Popolo Lucano, nel Molise nel Santuario di Castelpetroso come Madonna Addolorata e Madonna della Libera a Campobasso, alla sua intercessione mi affido. Oh Madre avvolgimi con il tuo manto di tenerezza, portami in braccio, sii per me rifugio, custodiscimi nel tuo cuore, perch\u00e9 da te io impari ad essere figlio del tuo Figlio per poter essere padre, madre, dei figli della chiesa a cui sono inviato.<\/p><p>La Santissima Trinit\u00e0 mi aiuti a vivere in comunione con la chiesa tutta e in particolare con il popolo di Dio dell\u2019Arcidiocesi di Campobasso Bojano al quale con gioia e fiducia voglio donare tutto me stesso.<\/p><p>Vi abbraccio e vi chiedo di benedirmi e anche io vi benedico.<\/p><p><strong>Mons. Biagio Colaianni <\/strong><em>Arcivescovo metropolita di Campobasso-Bojano<\/em><\/p><p>Matera,10 febbraio 2024<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco, vescovo e servo dei servi di Dio, al diletto figlio Biagio Colaianni, del clero dell\u2019Arcidiocesi di Matera-Irsina, finora della stessa Vicario Generale e Moderatore della Curia nonch\u00e9 parroco della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":9435,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[6,4],"tags":[],"class_list":["post-9434","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi-della-diocesi","category-notizie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9434","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9434"}],"version-history":[{"count":30,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9434\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9465,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9434\/revisions\/9465"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9435"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}