{"id":20798,"date":"2026-02-12T14:37:39","date_gmt":"2026-02-12T13:37:39","guid":{"rendered":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/?p=20798"},"modified":"2026-02-12T14:44:35","modified_gmt":"2026-02-12T13:44:35","slug":"la-parrocchia-san-sabino-vescovo-e-martire-a-gildone-accoglie-i-suoi-nuovi-coparroci-don-lorenzo-piazzolla-e-don-claudio-catucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/2026\/02\/12\/la-parrocchia-san-sabino-vescovo-e-martire-a-gildone-accoglie-i-suoi-nuovi-coparroci-don-lorenzo-piazzolla-e-don-claudio-catucci\/","title":{"rendered":"LA PARROCCHIA SAN SABINO, VESCOVO E MARTIRE, A GILDONE ACCOGLIE I SUOI NUOVI COPARROCI: DON LORENZO PIAZZOLLA E DON CLAUDIO CATUCCI\u201d"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"20798\" class=\"elementor elementor-20798\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7941d47 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"7941d47\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c898148 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"c898148\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>La Curia Vescovile Arcivescovile Metropolitana di Campobasso ha annunciato ufficialmente la nomina dei nuovi coparroci della parrocchia <strong>San Sabino, vescovo e martire<\/strong>, a Gildone.<\/p><p>Il sacerdote <strong>Lorenzo Piazzolla<\/strong>, nato a Barletta nel 1972 e ordinato presbitero nel 2000, assume il ruolo di <strong>coparroco moderatore<\/strong>, mentre il sacerdote <strong>Claudio Catucci<\/strong>, nato a Bitonto nel 1972 e ordinato presbitero nel 2001, \u00e8 nominato <strong>coparroco<\/strong>.<\/p><p>La nomina rientra nelle nuove disposizioni del Codice di Diritto Canonico che consentono la gestione condivisa di una parrocchia da parte di pi\u00f9 sacerdoti. Questa modalit\u00e0 pastorale favorisce la collaborazione, l\u2019intesa e la comunione tra i sacerdoti, promuovendo al contempo una vita comunitaria attiva e partecipata.<\/p><p>Il moderatore, in questo caso il sacerdote Piazzolla, avr\u00e0 responsabilit\u00e0 diretta davanti al vescovo e la rappresentanza giuridica della parrocchia, mentre entrambi i coparroci guideranno insieme la comunit\u00e0. Le nomine entreranno in vigore <strong>dal 1\u00b0 gennaio 2026<\/strong> e saranno valide per un periodo di <strong>9 anni, rinnovabile<\/strong>, secondo quanto stabilito dalla delibera CEI del 1984.<\/p><p>Il vescovo ha invitato i sacerdoti a lavorare in comunione tra loro e con i confratelli della vicaria, esortando la comunit\u00e0 parrocchiale ad accogliere i nuovi coparroci con apertura e collaborazione.<\/p><p><em>\u201cQuesto \u00e8 un aggiungere, non un togliere. Sono del parere che bisogna sempre aggiungere, quando \u00e8 possibile. In questo caso, il moderatore \u00e8 colui che, come avete ascoltato, ha una responsabilit\u00e0; ma sono in due, infatti sono coparroci, cio\u00e8 collaboreranno insieme perch\u00e9 la comunit\u00e0 possa essere meglio servita e raggiunta.<\/em><\/p><p><em>Il moderatore \u00e8 colui che rispetta l\u2019altro: non \u00e8 quello che comanda, ma \u00e8 quello che ha pi\u00f9 responsabilit\u00e0 e quindi si preoccupa di essere il mio interlocutore per quanto riguarda un po\u2019 tutti i lavori in generale. Per questo li affidiamo al Signore.<\/em><\/p><p><em>\u00c8 bella la volont\u00e0 e l\u2019esempio di cooperazione fra di loro, perch\u00e9 quando i sacerdoti, anche due o pi\u00f9, sono concordi nel ministero, sono veramente il segno di una comunit\u00e0 presbiterale che rappresenta tutta la diocesi per mandato del Vescovo. Sono segno, in una comunit\u00e0, dell\u2019unit\u00e0 e della comunione nella Chiesa, esempio per tutti i laici che operano nelle comunit\u00e0 parrocchiali.<\/em><\/p><p>La celebrazione si \u00e8 conclusa con la benedizione dell\u2019Arcivescovo S. Ecc. Mons. Biagio Colaianni su di loro e sull\u2019intera parrocchia.<\/p><p>\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7f5ae25 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"7f5ae25\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d67350b elementor-widget elementor-widget-video\" data-id=\"d67350b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-settings=\"{&quot;youtube_url&quot;:&quot;https:\\\/\\\/youtu.be\\\/s-7fAX6fkBs?si=-9GVFzqey3nVYBPF&quot;,&quot;video_type&quot;:&quot;youtube&quot;,&quot;controls&quot;:&quot;yes&quot;}\" data-widget_type=\"video.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-wrapper elementor-open-inline\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-video\"><\/div>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-054d144 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"054d144\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-140239d elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"140239d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Omelia di S. Ecc. Mons. Biagio Colaianni in occasione <\/strong><strong>della nomina dei nuovi coparroci della parrocchia<\/strong> <strong>San Sabino, vescovo e martire<\/strong>, <strong>a Gildone. 08 febbraio 2026<\/strong><\/p><h5 style=\"text-align: center;\"><strong>SALE CHE D\u00c0 SAPORE, LUCE CHE ILLUMINA: LA FEDE CHE DIVENTA VITA<\/strong><\/h5><p>La prima lettura del profeta Isaia presenta un popolo che afferma di cercare il Signore e di volergli restare fedele. Digiuna, osserva pratiche religiose, compie gesti esteriori. Tuttavia si lamenta perch\u00e9 non vede risultati straordinari, quasi aspettasse segni evidenti e immediati.<\/p><p>Il Signore allora interviene e corregge questa mentalit\u00e0: il digiuno che desidera non \u00e8 formale, ma concreto. Non basta astenersi dal cibo; occorre condividere il pane con chi ha fame, accogliere in casa i poveri, vestire chi \u00e8 nudo, non opprimere nessuno e vivere nella giustizia e nella pace. La vera conversione non \u00e8 apparenza, ma carit\u00e0 vissuta.<\/p><p>Non \u00e8 sufficiente rispettare alcune regole \u2013 <em>come il digiuno quaresimale<\/em> \u2013 se poi tutto si riduce a un\u2019abitudine esteriore. <strong>Il digiuno autentico \u00e8 orientarsi a Dio<\/strong>, <strong>rimanere uniti a Lui. Ges\u00f9 smaschera una religiosit\u00e0 ipocrita e legalista, che non nasce da un vero rapporto con il Padre.<\/strong><\/p><p>Anche per noi vale lo stesso richiamo: non basta essere devoti, partecipare alla Messa o compiere gesti rituali. La celebrazione \u00e8 dono di grazia, ma deve tradursi in vita concreta. Non si pu\u00f2 vivere la comunione in chiesa e poi, fuori, ignorare gli altri o addirittura ferirli. Il cristiano \u00e8 chiamato a testimoniare Cristo con i fatti, soprattutto nella carit\u00e0 quotidiana.<\/p><p>Ges\u00f9, parlando in modo semplice e comprensibile a tutti, dopo le Beatitudini spiega non solo chi \u00e8 beato, ma come si vive da beati. E usa due immagini chiarissime: il sale e la luce.<\/p><p>Il sale serve a dare sapore, ma ai tempi di Ges\u00f9 aveva anche altri usi fondamentali: conservava i cibi quando non esistevano frigoriferi, assorbiva l\u2019umidit\u00e0, proteggeva dalla corruzione; era cos\u00ec prezioso da essere usato come moneta di scambio; veniva perfino applicato sulle ferite per disinfettarle, pur causando bruciore.<\/p><p>Quando Ges\u00f9 dice: <strong><em>\u00abVoi siete il sale della terra\u00bb<\/em><\/strong>, affida ai discepoli una missione precisa. Devono dare sapore alla vita, custodire il bene, preservare dal male, diffondere l\u2019amore ricevuto. <strong>Il sale, per\u00f2, per essere efficace deve sciogliersi e mescolarsi: non pu\u00f2 restare separato. Cos\u00ec il cristiano non vive isolato, ma immerso nella realt\u00e0, portando ovunque l\u2019amicizia con Cristo.<\/strong><\/p><p>Se il sale perde sapore, non serve pi\u00f9. Allo stesso modo, <strong>se il credente non testimonia l\u2019amore, smarrisce la propria identit\u00e0<\/strong>. Andare a Messa o pregare senza tradurre tutto questo in opere concrete rende la fede sterile. L\u2019identit\u00e0 del sale \u00e8 salare; <strong>l\u2019identit\u00e0 del cristiano \u00e8 annunciare e vivere il Vangelo.<\/strong><\/p><p>La seconda immagine \u00e8 quella della luce. La luce, per natura, illumina. Se viene nascosta, tutto resta nel buio: si inciampa, si perde l\u2019orientamento, si cade. Cos\u00ec il Signore afferma: <em>\u00abVoi siete la luce del mondo\u00bb.<\/em> Dio dona la sua luce perch\u00e9 noi la riflettiamo, come uno specchio che rimanda il raggio ricevuto. Non produciamo luce da soli: la riceviamo e la diffondiamo.<\/p><p><strong>Essere luce significa rendere visibile Dio attraverso le opere buone<\/strong>. Se la luce resta coperta, prevalgono le tenebre: guerre, egoismi, indifferenza, mancanza di fraternit\u00e0. Il mondo conosce ombre profonde, ma Cristo affida a noi la responsabilit\u00e0 di far prevalere la luce.<\/p><p><strong>Questo non richiede presunzione, ma umilt\u00e0<\/strong>. San Paolo ricorda che annuncia Cristo crocifisso non per gloria personale, ma perch\u00e9 \u00e8 una missione ricevuta. Anche noi possiamo essere sale e luce perch\u00e9 il Signore ci dona la grazia, lo Spirito Santo, i sacramenti e la sua Parola. Non siamo soli: Egli promette di ascoltare chi lo invoca e di camminare accanto a lui.<\/p><p>Allora l\u2019impegno \u00e8 chiaro: <strong>vivere una fede non intimistica, ma concreta; trasformare la preghiera in opere; portare significato dove c\u2019\u00e8 superficialit\u00e0, speranza dove c\u2019\u00e8 scoraggiamento, bene dove c\u2019\u00e8 male.<\/strong><\/p><p>Ogni volta che accendiamo una luce o aggiungiamo un pizzico di sale al cibo, possiamo ricordarlo: non siamo chiamati a essere insignificanti, ma a dare sapore e a far brillare la luce di Dio nel mondo.<\/p><p><strong>08 febbraio 2026<\/strong><\/p><p style=\"text-align: right;\"><strong><em>+ S. Ecc. Mons. Biagio Colaianni<\/em><\/strong><\/p><p>\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f04e658 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"f04e658\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6257133 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"6257133\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"337\" src=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/don-lorenzo-1012x533.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-20808\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/don-lorenzo-1012x533.jpg 1012w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/don-lorenzo-300x158.jpg 300w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/don-lorenzo-768x404.jpg 768w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/don-lorenzo-1536x809.jpg 1536w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/don-lorenzo-2048x1078.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-392a5bb e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"392a5bb\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-85aa963 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"85aa963\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Il ringraziamento di Don Lorenzo Piazzolla e Don Claudio alla comunit\u00e0 di Gildone<\/strong><\/p><h5 style=\"text-align: center;\"><strong>CAMMINARE INSIEME COME FRATELLI, NELLA FIDUCIA E NELLA LUCE DI DIO<\/strong><\/h5><p>Il sentimento che desidero esprimere in questo momento, a nome mio e anche di don Claudio, \u00e8 anzitutto un sentimento di profondo ringraziamento al Signore. Nonostante la vecchiaia che avanza \u2014 non guardatemi male, lo so che qualcuno dice: <em>\u201cMa come, sei ancora giovane!\u201d<\/em> \u2014 \u00e8 vero, per\u00f2 mezzo secolo lo abbiamo gi\u00e0 attraversato. Eppure Dio continua a stupire nella vita di un sacerdote, percorrendo strade che spesso sono inimmaginabili, talvolta persino inspiegabili. Per questo lo ringrazio: per il cammino che apre davanti a me e, insieme, nella vita di don Claudio.<\/p><p>Un grazie sincero va anche al nostro arcivescovo, che si \u00e8 fatto presenza concreta in questa strada che Dio ha tracciato nella nostra esistenza e che sta accordando fiducia sia a don Claudio sia a me. <strong>Da parte nostra, ci impegneremo con tutte le forze per onorare questa fiducia.<\/strong><\/p><p><strong>Ringrazio don Claudio<\/strong>: non solo per l\u2019amicizia, ma per il rispetto e l\u2019intesa fraterna nati fin dal mio arrivo a ISI nel 2022. Da allora <strong>\u00e8 cresciuto un rapporto bello e sincero<\/strong>; veniamo dalla stessa terra e l\u2019intesa \u00e8 stata immediata. Mi ha accolto come amico e oggi mi accoglie come corresponsabile, insieme a lui, della nostra comunit\u00e0.<\/p><p><strong>Grazie a tutti voi per l\u2019accoglienza<\/strong>. Avremo modo di conoscerci sempre meglio lungo il cammino: gi\u00e0 ci siamo incontrati in altre occasioni, ma il tempo ci permetter\u00e0 di approfondire questa conoscenza. <strong>Un abbraccio grande ai nostri bambini e ai nostri ragazzi, che rappresentano il futuro della comunit\u00e0.<\/strong> <strong>Insieme a don Claudio ci impegneremo a custodirli e ad accompagnarli, come ci avete chiesto, verso una conoscenza sempre pi\u00f9 profonda di Ges\u00f9 e del suo amore per ciascuno.<\/strong><\/p><p><strong>Desidero essere molto chiaro: non vengo a sostituire don Claudio.<\/strong> \u00c8 stato detto all\u2019inizio della celebrazione e lo ribadisco ora. <strong>Vengo come un fratello che prende per mano don Claudio<\/strong>, e che da lui si lascia prendere per mano, per accompagnare insieme ciascuno di voi sulla strada che Dio disegna ogni giorno per noi. Non si tratta di una sostituzione, ma di un\u2019aggiunta, perch\u00e9 questa comunit\u00e0 possa crescere sempre di pi\u00f9.<\/p><p><strong>Vi parlo col cuore: un fratello vuole bene, cerca di non giudicare e soprattutto non colpisce alle spalle.<\/strong> <strong>La fraternit\u00e0 \u00e8 fatta di sincerit\u00e0, di schiettezza, della certezza che uno \u00e8 accanto all\u2019altro.<\/strong> Questa deve essere la nostra cifra nel vivere e nel camminare insieme. Se ci\u00f2 che avete nel cuore ce lo direte apertamente, invece di lasciarlo circolare alle spalle \u2014 cosa dolorosa e ingiusta \u2014 potremo parlarne, affrontare anche le nuvole pi\u00f9 scure e rimettere ordine nel cammino. Questo diventer\u00e0 occasione di crescita, perch\u00e9 le potenzialit\u00e0 ci sono.<\/p><p><strong>Guardiamo con uno sguardo positivo alle tante cose belle che la comunit\u00e0 di Gildone possiede<\/strong>, anche a quelle che forse sono rimaste ferme o bloccate per vari motivi. Insieme possiamo sbloccarle, insieme possiamo riprendere il passo. Ma per farlo serve franchezza reciproca: noi verso di voi e voi verso di noi.<\/p><p>Non avete davanti due santi \u2014 non vedo nicchie pronte ad accoglierci! Non siamo perfetti, sbagliamo anche noi, cadiamo, possiamo valutare male le situazioni. Siamo uomini che hanno donato la propria vita a Dio e che ogni giorno cercano di lasciarsi guidare da Lui attraverso la preghiera, l\u2019adorazione e la celebrazione. <strong>A noi \u00e8 chiesto di testimoniare il passaggio di Dio nella nostra vita, di essere per voi sale della terra e luce del mondo; e insieme, tutti, essere sale della terra e luce del mondo, come ci ha ricordato il nostro arcivescovo nell\u2019omelia.<\/strong><\/p><p>Questa sia la nostra caratteristica: camminare mano nella mano, fidandoci gli uni degli altri e tenendo lo sguardo rivolto in alto. <strong>L\u00e0 ci attende Dio, pronto a donarci gioia, amore e benedizione. <\/strong>Grazie.<\/p><p style=\"text-align: right;\"><strong>Don Lorenzo e Don Claudio<\/strong><\/p><p>\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Curia Vescovile Arcivescovile Metropolitana di Campobasso ha annunciato ufficialmente la nomina dei nuovi coparroci della parrocchia San Sabino, vescovo e martire, a Gildone. 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