{"id":20547,"date":"2026-02-03T10:44:07","date_gmt":"2026-02-03T09:44:07","guid":{"rendered":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/?p=20547"},"modified":"2026-02-03T14:44:45","modified_gmt":"2026-02-03T13:44:45","slug":"la-luce-eterna-della-resurrezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/2026\/02\/03\/la-luce-eterna-della-resurrezione\/","title":{"rendered":"LA LUCE ETERNA DELLA RESURREZIONE"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"20547\" class=\"elementor elementor-20547\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7941d47 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"7941d47\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c898148 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"c898148\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: justify;\">Nel pomeriggio del 27 gennaio, nella chiesa di San Pietro in Vinculis a Sant\u2019Angelo in Grotte, \u00e8 stata inaugurata e benedetta una nuova opera pittorica dell\u2019artista italo-americano Ron Di Scenza, residente a Carpinone. Il dipinto, raffigurante l\u2019Ascensione di Ges\u00f9, \u00e8 stato collocato nella lunetta sopra il presbiterio con l\u2019obiettivo di arricchire e valorizzare l\u2019altare della chiesa.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">Alla cerimonia hanno partecipato l\u2019arcivescovo della diocesi di Campobasso-Bojano, Biagio Colaianni, il parroco don Michele Stasio, l\u2019autore dell\u2019opera e l\u2019architetto e storico dell\u2019arte Franco Valente. Visibilmente commosso, Di Scenza ha spiegato che il dono nasce da una profonda esperienza personale, vissuta in giovent\u00f9, che lo ha portato a sentire il bisogno di ringraziare il Signore attraverso l\u2019arte.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">L\u2019architetto Valente ha illustrato il valore storico e simbolico dell\u2019opera e del luogo sacro, sottolineando la forza espressiva del Cristo e il significato cristiano della rappresentazione della vita eterna. L\u2019arcivescovo Colaianni ha definito il dipinto un dono prezioso per l\u2019intera comunit\u00e0, frutto di ispirazione e fede.<\/p><p style=\"text-align: justify;\">La cerimonia si \u00e8 conclusa con la benedizione del quadro, il ringraziamento dei cittadini all\u2019artista e un momento di convivialit\u00e0, a suggello di un evento che arricchisce ulteriormente il patrimonio artistico e spirituale del borgo.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-54c7e1d e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"54c7e1d\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3c9064d elementor-widget elementor-widget-video\" data-id=\"3c9064d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-settings=\"{&quot;youtube_url&quot;:&quot;https:\\\/\\\/youtu.be\\\/elxuHUJDNuc?si=LrOxGv6oa4nQcmC8&quot;,&quot;video_type&quot;:&quot;youtube&quot;,&quot;controls&quot;:&quot;yes&quot;}\" data-widget_type=\"video.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-wrapper elementor-open-inline\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-video\"><\/div>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7a8262d e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"7a8262d\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6f11d5d elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"6f11d5d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1341\" src=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/VALENTE-scaled.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-20557\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/VALENTE-scaled.jpg 2560w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/VALENTE-300x157.jpg 300w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/VALENTE-1012x530.jpg 1012w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/VALENTE-768x402.jpg 768w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/VALENTE-1536x805.jpg 1536w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/VALENTE-2048x1073.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6c29686 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"6c29686\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-78e4721 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"78e4721\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong><em>Intervento dell\u2019architetto Franco Valente<\/em><\/strong><\/p><h5 style=\"text-align: center;\"><strong>ARTE, SIMBOLO E COMUNIT\u00c0:\u00a0 <\/strong><strong>IL SIGNIFICATO PROFONDO DEL CRISTO DI RON A SANT\u2019ANGELO<\/strong><\/h5><p>Dopo la testimonianza personale di Ron non \u00e8 semplice soffermarsi su un\u2019opera pittorica da lui realizzata e donata alla comunit\u00e0 di Sant\u2019Angelo. Tuttavia, provando a guardare il quadro con uno sguardo diverso, \u00e8 possibile interrogarsi su ci\u00f2 che l\u2019artista ha fatto e sulle ragioni profonde che lo hanno guidato. Chi si occupa di storia dell\u2019arte e di architettura tenta spesso di cogliere significati che talvolta nemmeno gli artisti stessi formulano consapevolmente, attribuendo senso alle opere e ai gesti creativi.<\/p><p>\u00c8 utile partire dal titolo della chiesa, dedicata a San Pietro in Vincoli, cio\u00e8 a San Pietro prigioniero. Questa storia ha origine a Roma grazie a Eudossia che, durante un pellegrinaggio a Costantinopoli, ricevette dal patriarca la catena con cui San Pietro era stato incarcerato in Oriente. Le catene vennero portate a Roma e qui fu edificata la chiesa di San Pietro in Vincoli, destinata ad assumere un ruolo centrale nella storia della cristianit\u00e0. In seguito furono trasferite anche le catene usate dai Romani per imprigionare Pietro nel carcere Mamertino. Alla presenza di Papa Leone Magno, le due catene \u2014 quelle di Costantinopoli e quelle di Roma \u2014 furono unite e, miracolosamente, si saldarono senza alcun intervento umano. Da allora questo prodigio fu comunicato a tutto il mondo cristiano.<\/p><p>Oggi abbiamo un Papa che si definisce agostiniano, e Sant\u2019Agostino \u00e8 una figura fondamentale della storia della Chiesa. Secondo il suo pensiero, l\u2019uomo nasce gi\u00e0 segnato da un destino: le possibilit\u00e0 di scelta sono limitate e l\u2019autonomia decisionale \u00e8 minima. In questo senso anche la comunit\u00e0 di Sant\u2019Angelo \u00e8 profondamente condizionata dal luogo in cui \u00e8 nata; ciascuno vive la storia del paese, anche senza conoscerla pienamente.<\/p><p>Un ringraziamento va a don Michele e al vescovo, che con pazienza ascoltano queste riflessioni. Durante incontri come questo, il tabernacolo viene aperto e l\u2019ostia spostata, poich\u00e9 non \u00e8 corretto parlare voltando le spalle al \u201cpadrone di casa\u201d. Il tabernacolo, infatti, \u00e8 il luogo del comando, il luogo di chi governa.<\/p><p>Occorre ricordare che, se Ron avesse dipinto quest\u2019opera nell\u2019VIII secolo, gli avrebbero tagliato le mani. Spesso si pensa che la pittura sia sempre stata accettata nella cristianit\u00e0, ma non \u00e8 cos\u00ec. Giovanni Damasceno, pittore ai tempi di Leone III Isaurico, realizzava icone in un contesto in cui si voleva rispettare il comando dato da Dio a Mos\u00e8: non rappresentare Dio. Questo precetto \u00e8 condiviso da ebrei e musulmani, che evitano immagini divine nei loro luoghi di culto. I cristiani, per\u00f2, credono nell\u2019incarnazione di Dio in Cristo, e proprio questo rende possibile la sua rappresentazione.<\/p><p>L\u2019arte \u00e8 la Bibbia narrata per immagini. Attraverso le opere artistiche \u00e8 possibile ricostruire la storia della Chiesa e dell\u2019umanit\u00e0. Nonostante ci\u00f2, a Giovanni Damasceno furono tagliate le mani, che \u2014 secondo la tradizione \u2014 la Madonna gli restitu\u00ec miracolosamente. Da qui nasce l\u2019iconografia della Madonna con tre braccia, dove il terzo arto rappresenta l\u2019ex voto dell\u2019artista.<\/p><p>L\u2019arte non pu\u00f2 essere considerata estranea alla vita dell\u2019uomo. L\u2019opera di Ron nasce da una storia personale, ma anche dal luogo in cui \u00e8 nato, vissuto e dalla comunit\u00e0 da cui proviene. Le immagini raffigurano una figura barbuta, con le stimmate, posta in alto: una rappresentazione che non descrive una persona reale, ma il momento dell\u2019Ascensione, quando gli apostoli vedono Cristo salire al cielo nella gloria degli angeli, quaranta giorni dopo la sua morte.<\/p><p>La festa dell\u2019Ascensione viene istituita proprio nel periodo di Papa Leone, lo stesso in cui nasce la chiesa di San Pietro in Vincoli. In questa tradizione iconografica compaiono due angeli che suonano la tromba. Giovanni Damasceno affermava che per vedere gli angeli bisogna pregare e digiunare, affinch\u00e9 la mente, illuminata dalle Scritture, possa comprenderne il significato.<\/p><p>Le trombe richiamano il giudizio universale. Le chiese, infatti, non nascono per conferenze o celebrazioni, ma per custodire i morti. Sotto i pavimenti si trovano le ossa degli antenati, sepolti l\u00ec perch\u00e9 in quel luogo si attende la resurrezione. La presenza delle reliquie garantisce che, nel giorno del giudizio, l\u2019anima del santo si ricongiunger\u00e0 al corpo e condurr\u00e0 con s\u00e9 i fedeli a lui affidati, in questo caso San Pietro.<\/p><p>Gli angeli che suonano la tromba rimandano all\u2019arcangelo Uriele, colui che annuncer\u00e0 la resurrezione del mondo alla fine dei tempi. Tutto questo \u00e8 racchiuso in segni e immagini che solo l\u2019arte \u00e8 in grado di trasmettere.<\/p><p>La benedizione dell\u2019opera \u00e8 fondamentale perch\u00e9 trasforma una semplice rappresentazione artistica in un simbolo. Il simbolo, dal greco <em>symb\u00e1ll\u014d<\/em>, significa \u201cmettere insieme\u201d, unire. Al contrario, il diabolico, da <em>diab\u00e1ll\u014d<\/em>, significa dividere. Il simbolo unisce, il diavolo separa.<\/p><p>Ron \u00e8 riuscito a concentrare in un solo quadro i significati fondamentali della cultura cristiana, legandoli a un\u2019estetica di grande forza. Quest\u2019opera passer\u00e0 alla storia come il Cristo risorto pi\u00f9 alto mai rappresentato: un primato che rende questo dipinto non solo artisticamente rilevante, ma anche unico e irripetibile nella storia dell\u2019arte.<\/p><p><strong><em>27 gennaio 2026<\/em><\/strong><\/p><p><strong><em>Chiesa di San Pietro in Vinculis a Sant\u2019Angelo in Grotte<\/em><\/strong><\/p><p style=\"text-align: right;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Franco Valente, <\/em><\/strong><strong><em>Architetto<\/em><\/strong><\/p><p>\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-feb7b67 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"feb7b67\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-f7cf395 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"f7cf395\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1478\" src=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/COLAIANNI-scaled.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-20561\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/COLAIANNI-scaled.jpg 2560w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/COLAIANNI-300x173.jpg 300w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/COLAIANNI-1012x584.jpg 1012w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/COLAIANNI-768x444.jpg 768w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/COLAIANNI-1536x887.jpg 1536w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/COLAIANNI-2048x1183.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9da5637 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"9da5637\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-129b5ca elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"129b5ca\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong><em>L\u2019intervento conclusivo di Mons. Biagio Colaianni<\/em><\/strong><\/p><h5 style=\"text-align: center;\"><strong>L\u2019ARTE COME VIA DELLA SPIRITUALIT\u00c0 E ANNUNCIO DELLA FEDE<\/strong><\/h5><p>Siamo qui semplicemente per dire grazie, perch\u00e9 questa sera abbiamo vissuto un momento che, come ricordava don Michele, \u00e8 autenticamente spirituale. Non si \u00e8 trattato solo di una rappresentazione artistica o del racconto di un\u2019esperienza personale, ma di qualcosa che abbiamo condiviso insieme: un vero momento di spiritualit\u00e0.<\/p><p>La spiritualit\u00e0 \u00e8 quel tempo in cui l\u2019uomo cerca di incontrare ci\u00f2 che di pi\u00f9 alto riconosce dentro di s\u00e9; noi cristiani, in questo cammino interiore, riconosciamo la presenza di Dio in noi. Questa presenza \u00e8 stata raccontata attraverso l\u2019arte, con competenza e grande capacit\u00e0 espressiva, mostrando come l\u2019arte sia segno e simbolo del divino e come, nel corso dei secoli, abbia contribuito a coltivare e trasmettere la fede.<\/p><p>Come ricordava l\u2019architetto, in epoche in cui non tutti sapevano leggere e la cultura non era diffusa, la catechesi e il parlare di Dio passavano soprattutto attraverso le immagini. Esse rendevano il messaggio comprensibile, accessibile e fruibile da tutti, perch\u00e9 non si limitavano a una semplice raffigurazione, ma comunicavano molto di pi\u00f9. Quando rappresentiamo una persona, infatti, non vediamo solo un volto, ma ne intuiamo la storia, la vita. Allo stesso modo, nella rappresentazione delle figure religiose, ci\u00f2 che emerge \u00e8 ci\u00f2 che esse evocano: la loro storia, la loro esperienza, il loro significato profondo.<\/p><p>Quando si parla di Dio e di nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, l\u2019immagine non racconta la storia di un singolo individuo, ma una storia che appartiene a Dio e, in Ges\u00f9 Cristo, a tutta l\u2019umanit\u00e0. Per questo l\u2019evocazione storica, mediata dall\u2019arte, diventa esperienza spirituale.<\/p><p>C\u2019\u00e8 poi un altro aspetto importante da sottolineare, che riguarda Ron. Come accennava indirettamente l\u2019architetto, in alcune culture la rappresentazione per immagini era vietata; tuttavia, nella tradizione orientale, dove l\u2019iconografia \u00e8 considerata una vera rappresentazione del divino, esiste una consapevolezza molto profonda che in parte, da noi, si \u00e8 affievolita. L\u2019iconografo, prima di realizzare un\u2019opera, si prepara con digiuno, preghiera e purificazione, perch\u00e9 crede che Dio stesso intervenga nel suo dipingere. \u00c8 la mano di Dio che si manifesta attraverso l\u2019icona, tanto che l\u2019iconografo non firma mai l\u2019opera, riconoscendo Dio come unico autore.<\/p><p>L\u2019esperienza raccontata da Ron, pur appartenendo alla nostra tradizione pittorica e non iconografica, esprime un significato molto simile. Attraverso la sua storia, emerge come Dio non solo lo abbia salvato e gli abbia donato la vita, ma lo abbia anche ispirato nel rappresentarlo. Osservando i particolari di quest\u2019opera \u2013 cosa che avrete certamente modo di fare \u2013 si rimane colpiti dalla sua straordinariet\u00e0. Oltre al valore artistico indiscutibile, dopo aver ascoltato la sua storia si pu\u00f2 davvero riconoscere che il Signore lo ha guidato nella realizzazione di quest\u2019opera, permettendogli di esprimere, attraverso la pittura, il suo incontro profondo e spirituale con Cristo.<\/p><p>La raffigurazione del Cristo che ascende al cielo \u00e8 realizzata in modo mirabile. Il volto, che a distanza pu\u00f2 sembrare difficile da cogliere, rivela tutta la sua forza quando lo si osserva da vicino: \u00e8 qualcosa di davvero straordinario, cos\u00ec come lo sono le pieghe e i dettagli dell\u2019intera composizione. Tutto questo porta a riconoscere che il Signore si \u00e8 servito dell\u2019esperienza di Ron per continuare a parlare a noi.<\/p><p>Dio si manifesta in molti modi: attraverso l\u2019esperienza personale, attraverso l\u2019arte, attraverso il dono fatto a questa comunit\u00e0 parrocchiale. Chi non vuole vedere, non veda; chi non vuole ascoltare, non ascolti. Ma chi ha gli occhi della fede sa riconoscere la presenza di Dio, che si rivela in forme diverse.<\/p><p>Questa sera possiamo dire che Dio \u00e8 in mezzo a noi: non solo perch\u00e9 \u00e8 realmente presente nell\u2019Eucaristia, ma anche perch\u00e9 continua a manifestarsi attraverso quest\u2019opera, della quale ora potremo nutrirci spiritualmente. Entrando in questa chiesa troviamo il Santissimo Sacramento, riferimento concreto della nostra fede, e allo stesso tempo le opere artistiche ci aiutano a coltivare il senso della vicinanza e della presenza di Dio.<\/p><p>Per questo va il nostro grazie: per l\u2019opera donata a questa comunit\u00e0, non solo per il suo valore artistico, ma per ci\u00f2 che essa trasmette. Attraverso la sua esperienza, la sua arte e il compimento di quest\u2019opera, \u00e8 stata offerta a tutti noi la possibilit\u00e0 di partecipare a una comunione pi\u00f9 profonda con Dio. Questo momento diventa cos\u00ec un vero tempo di spiritualit\u00e0 e di fede, che la celebrazione eucaristica e la benedizione dell\u2019opera renderanno ancora pi\u00f9 pieno.<\/p><p>Accogliamo questi momenti non solo come eventi artistici, ma come occasioni in cui l\u2019opera e l\u2019artista riescono a trasmettere qualcosa di essenziale. Apriamo il cuore perch\u00e9 Dio possa comunicarci ancora pi\u00f9 profondamente il significato di quest\u2019opera, che annuncia la vita eterna verso la quale tutti siamo orientati.<\/p><p>La nostra fede si fonda su un annuncio essenziale: non solo il bene da compiere, l\u2019amore da vivere, la carit\u00e0, la fraternit\u00e0 e la pace, ma soprattutto l\u2019annuncio di Cristo risorto, che ci ricorda che siamo tutti attesi. Godiamo gi\u00e0 ora dei doni che il Signore ci offre, ma sappiamo che ci attende per condividere con Lui la vita eterna.<\/p><p>Grazie dunque a Ron, all\u2019architetto e a don Michele, che ha reso possibile tutto questo per la comunit\u00e0. Le persone passano, ma quest\u2019opera rimarr\u00e0, cos\u00ec come rimane la fede e il cammino di una comunit\u00e0 intera. Questo \u00e8 il dono pi\u00f9 grande: una testimonianza che resiste al tempo e continua a proclamare la presenza di Dio nella vita del suo popolo.<\/p><p><strong><em>27 gennaio 2026<\/em><\/strong><\/p><p><strong><em>Chiesa di San Pietro in Vinculis a Sant\u2019Angelo in Grotte<\/em><\/strong><\/p><p style=\"text-align: right;\"><strong><em>+ S. Ecc. Mons. Biagio Colaianni<\/em><\/strong><\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel pomeriggio del 27 gennaio, nella chiesa di San Pietro in Vinculis a Sant\u2019Angelo in Grotte, \u00e8 stata inaugurata e benedetta una nuova opera pittorica dell\u2019artista italo-americano Ron Di Scenza, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":20548,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-20547","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi-della-diocesi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20547","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20547"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20547\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20564,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20547\/revisions\/20564"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/20548"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}