{"id":19538,"date":"2025-10-15T17:12:55","date_gmt":"2025-10-15T15:12:55","guid":{"rendered":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/?p=19538"},"modified":"2025-10-16T09:27:47","modified_gmt":"2025-10-16T07:27:47","slug":"una-comunita-in-festa-per-il-suo-nuovo-pastore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/2025\/10\/15\/una-comunita-in-festa-per-il-suo-nuovo-pastore\/","title":{"rendered":"UNA COMUNIT\u00c0 IN FESTA PER IL SUO NUOVO PASTORE"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"19538\" class=\"elementor elementor-19538\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e99aff3 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"e99aff3\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-dc01132 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"dc01132\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Testimoni di un momento importante per la comunit\u00e0 parrocchiale di Campodipietra l\u2019ingresso del nuovo parroco, don Aldo Vendemiati chiamato a guidare con cuore e dedizione i fedeli. Un passaggio spirituale profondo che apre una nuova fase della vita comunitaria. Ogni parroco porta con s\u00e9 un cammino, una storia, una vocazione. E oggi questa storia si intreccia con quella della collettivit\u00e0, pronta ad accogliere con gioia e fiducia il suo nuovo pastore.<\/p><p>Un momento che unisce fede, speranza e attesa. L\u2019accoglienza calorosa, la partecipazione sentita dei fedeli, segno di una comunit\u00e0 viva, pronta a camminare insieme con il suo nuovo pastore. A don Aldo rivolgiamo un augurio sincero. Ogni inizio \u00e8 un dono, e questo giorno rimarr\u00e0 scolpito nella memoria come un punto di partenza carico di speranza.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ad4b162 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"ad4b162\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bf731fa elementor-widget elementor-widget-video\" data-id=\"bf731fa\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-settings=\"{&quot;youtube_url&quot;:&quot;https:\\\/\\\/youtu.be\\\/eekYm0u56vc?si=njZ048fxbCphVdHZ&quot;,&quot;video_type&quot;:&quot;youtube&quot;,&quot;controls&quot;:&quot;yes&quot;}\" data-widget_type=\"video.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-wrapper elementor-open-inline\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-video\"><\/div>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e4a285f e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"e4a285f\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5d7e375 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5d7e375\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: left;\"><strong>Omelia di S. Ecc. Mons. Biagio Colaianni in occasione dell\u2019ingresso di Don Aldo Vendemiati nella parrocchia di <\/strong><strong>San Martino Vescovo Campodipietra \u2013 12 Ottobre<\/strong><\/p><h4 style=\"text-align: center;\"><strong>LA FEDE CHE GUARISCE E COSTRUISCE LA COMUNIT\u00c0<\/strong><\/h4><p><em>Carissimi,<\/em><\/p><p>la Scrittura \u00e8 il punto di riferimento per la nostra vita cristiana. Essa ci indica quale deve essere la nostra fede in Dio: non una semplice emozione o la ricerca di ci\u00f2 che desideriamo ottenere da Lui, ma qualcosa di pi\u00f9 profondo. Oggi ci vengono presentate due figure emblematiche: Naam\u00e0n, il Siro, e dieci lebbrosi. Entrambi chiedono la guarigione, pur non appartenendo al popolo di Israele.<\/p><p>Naam\u00e0n vive in un contesto culturale dove si crede che solo maghi o interventi straordinari possano guarire. Affetto dalla lebbra, spera che qualcuno lo salvi, pur senza certezze. Altri gli indicano una via: come ogni cristiano \u00e8 chiamato a indicare la strada verso Dio, cos\u00ec qualcuno gli dice di andare in Giudea, dove un profeta potrebbe guarirlo. \u00c8 una giovane schiava a suggerirgli questo, ed egli, pur dubbioso, decide di partire.<\/p><p>Giunto in Giudea, si presenta al re, che fraintende la sua visita come un atto politico e non lo accoglie. Naam\u00e0n sta per tornare indietro, ma i suoi collaboratori insistono: <em>\u201cC&#8217;\u00e8 davvero un profeta che pu\u00f2 guarirti\u201d<\/em>. Finalmente va, ma non incontra direttamente il profeta. Gli viene soltanto detto: <em>\u201cVai nel fiume Giordano, immergiti sette volte e sarai guarito\u201d<\/em>. Naam\u00e0n si aspettava accoglienza, un rito solenne, una cerimonia straordinaria. Invece, un semplice gesto.<\/p><p>Inizialmente scettico \u2013 anche lui ha fiumi nella sua terra, e non guarirebbe certo immergendosi l\u00ec \u2013 alla fine si lascia convincere. Si cala nel Giordano e guarisce.<\/p><p>La sua non \u00e8 solo una guarigione fisica, ma del cuore. Naam\u00e0n comprende di trovarsi davanti a Dio. Vuole portare con s\u00e9 la terra di Israele, per rendere sacro il luogo in cui abita. Perch\u00e9 ogni luogo abitato da Dio diventa sacro. Ma Dio non abita solo in una terra simbolica: abita nella nostra vita. E noi dobbiamo lasciarlo entrare, perch\u00e9 ci aiuti a crescere nella fede.<\/p><p>Nel Vangelo, dieci lebbrosi si avvicinano a Ges\u00f9 da lontano e gridano: <em>\u201cGes\u00f9, abbi piet\u00e0 di noi\u201d<\/em>. In quel tempo, la malattia era vista come conseguenza del peccato. E la lebbra, considerata contagiosa, costringeva all\u2019isolamento. Ges\u00f9 non li guarisce immediatamente, ma dice loro di andare a presentarsi ai sacerdoti, che avevano il compito di certificare la guarigione. E mentre vanno, tutti e dieci guariscono.<\/p><p>Ma solo uno torna indietro, loda Dio, riconosce Ges\u00f9, si prostra davanti a lui. Solo uno comprende davvero. Cos\u2019\u00e8 accaduto in Naam\u00e0n e nel lebbroso samaritano? Hanno mostrato fede. Non una fede scontata o abitudinaria, come quella di chi si fa il segno della croce passando davanti a una chiesa, o si affida a Dio solo in certe circostanze. Spesso diciamo: <em>\u201cCredo in Dio, speriamo che mi aiuti\u2026\u201d<\/em>. Ma questa \u00e8 vera fede? O rischia di diventare una pratica magica, interessata, superficiale, legata all\u2019umore o al tempo che abbiamo?<\/p><p>Incontrare Ges\u00f9 significa fare un\u2019esperienza profonda, piena, radicale. La fede \u00e8 una relazione con Dio basata sulla fiducia. Una fiducia totale, come in un amore autentico: non si ama perch\u00e9 si riceve, ma perch\u00e9 si ama. Un amore cos\u00ec \u00e8 capace di superare dubbi, difficolt\u00e0, sofferenze. Perch\u00e9 si basa su una fede certa.<\/p><p>Se siamo capaci di un amore cos\u00ec per le persone che amiamo, perch\u00e9 non per Dio?<\/p><p>Ecco allora l\u2019invito: ad avere una fede certa. Tutti e dieci i lebbrosi sono stati guariti, ma solo uno ha mostrato di aver capito. Dio dona la salvezza, l\u2019amore, l\u2019amicizia, ma attende da noi una risposta libera e responsabile.<\/p><p>La seconda lettura ce lo ricorda con le parole di Paolo: <em>\u201cQuesta parola \u00e8 degna di fede\u201d<\/em>. Non \u00e8 una parola qualsiasi, ma la Parola di Dio. E io mi fido di Dio. La fede non pu\u00f2 dipendere dai risultati: <em>\u201cCredo se ottengo qualcosa\u201d<\/em>. No. Come in un amore vero: si ama senza condizioni. \u00c8 questa la fede che ci viene chiesta.<\/p><p>Oggi, come comunit\u00e0 che accoglie il nuovo parroco, siete invitati a vivere una fede incarnata, vissuta, radicata nell\u2019appartenenza. Don Aldo \u00e8 chiamato a vivere qui il suo ministero. Il suo dono di s\u00e9 si realizza in mezzo a voi. Certo, per la Chiesa intera, per ogni uomo, ma in particolare per questa comunit\u00e0.<\/p><p>Nel rito che avete celebrato ci sono gesti e parole ricchissime. Ad esempio, la consegna delle chiavi. Non sono solo quelle della porta della chiesa, ma della comunit\u00e0. \u00c8 un gesto che apre il cuore: il cuore del parroco verso di voi, il cuore vostro verso di lui. \u00c8 un passaggio da cuore a cuore. \u00c8 l\u2019inizio di una relazione pastorale.<\/p><p>Questo \u00e8 il suo dono a voi. E a voi \u00e8 fatto, per grazia di Dio. Dio Padre, Cristo Pastore, lo Spirito Santo che vi sostiene nell\u2019unit\u00e0 e nella carit\u00e0.<\/p><p>Ogni cambiamento \u00e8 una novit\u00e0, richiede a tutti di rimettersi in gioco. Non per curiosit\u00e0 o per \u201cvedere com\u2019\u00e8 il nuovo parroco\u201d, ma per scoprire cosa lo Spirito Santo sta facendo di nuovo nei cuori, nella comunit\u00e0, in questo sacerdote.<\/p><p>Dio propone sempre qualcosa di nuovo. Noi lo comprendiamo tardi, ma Lui sa di cosa abbiamo bisogno. La festa di oggi \u00e8 festa della fede, della continuit\u00e0, della Chiesa che cresce. I sacerdoti possono cambiare, la comunit\u00e0 pu\u00f2 variare, ma la fede, la comunione, l\u2019Eucaristia restano. Sono sempre le stesse, perch\u00e9 \u00e8 Cristo a costruire la comunit\u00e0. Lui \u00e8 il vero Pastore.<\/p><p>E attraverso il pastore nominato, attraverso voi, che siete gregge, Dio costruisce un cammino di santificazione.<\/p><p>Per questo, invochiamo lo Spirito Santo, affinch\u00e9 parroco e parrocchiani formino una sola famiglia, unita nella fede, nella speranza e nella carit\u00e0. Non solo per mangiare insieme o scherzare \u2013 anche queste cose sono belle, servono \u2013 ma perch\u00e9 si condivida davvero, nella profondit\u00e0 della fede.<\/p><p>Qui si vedr\u00e0 che comunit\u00e0 ha trovato Don Aldo. Qui si vedr\u00e0 che sacerdote \u00e8 Don Aldo. Se Don Saverio ha seminato bene, oggi vedremo i frutti. Se crediamo che \u00e8 in Paradiso, sappiamo che pu\u00f2 fare ancora di pi\u00f9 per voi, ora che \u00e8 presso il Signore.<\/p><p>Oggi, la vostra comunit\u00e0 deve essere una comunit\u00e0 di fede, come quella di Naam\u00e0n e del samaritano. Due stranieri, eppure capaci di mostrare vera fede.<\/p><p>Una sola famiglia raccolta nell\u2019Eucaristia, perch\u00e9 la comunit\u00e0 con il suo sacerdote cresca e si edifichi.<\/p><p>Al termine dell\u2019omelia, vi sar\u00e0 un momento forte: Don Aldo rinnover\u00e0 le promesse della sua ordinazione. E lo far\u00e0 davanti a voi, in questa comunit\u00e0. Rinnova oggi la sua consacrazione, il suo donarsi a Dio in mezzo a voi.<\/p><p>Non potete chiedere di pi\u00f9. Il dono della sua vita, egli lo fa pienamente, nel presbiterato, con sincerit\u00e0.<\/p><p>Ascoltate le promesse: egli si impegna a essere cooperatore dei vescovi, nel ministero della Parola, della celebrazione eucaristica, della riconciliazione, della preghiera, nell\u2019unit\u00e0 in Cristo per la salvezza di tutti.<\/p><p>A voi \u00e8 affidato il suo ministero, e voi, come gregge, siete affidati a lui. Sostenetevi a vicenda nella preghiera. Fate un piccolo impegno: almeno per una settimana, ogni giorno, pregate per Don Aldo. Poi, se riuscite a continuare, meglio ancora.<\/p><p>Nella preghiera reciproca, nella vostra fede, il Signore far\u00e0 s\u00ec che siate una comunit\u00e0 serena, in cammino verso la salvezza.<\/p><p><strong><em>12 ottobre 2025<\/em><\/strong><\/p><p><em>\u00a0<\/em><\/p><p style=\"text-align: right;\"><strong><em>+ S. Ecc. Mons. Biagio Colaianni<\/em><\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-47151ff e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"47151ff\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6351471 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"6351471\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1506\" src=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/11-scaled.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-19552\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/11-scaled.jpg 2560w, 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