{"id":19459,"date":"2025-10-13T13:08:12","date_gmt":"2025-10-13T11:08:12","guid":{"rendered":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/?p=19459"},"modified":"2025-10-13T13:47:14","modified_gmt":"2025-10-13T11:47:14","slug":"fedele-nel-servizio-presente-nellamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/2025\/10\/13\/fedele-nel-servizio-presente-nellamore\/","title":{"rendered":"FEDELE NEL SERVIZIO, PRESENTE NELL\u2019AMORE"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"19459\" class=\"elementor elementor-19459\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e99aff3 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"e99aff3\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-dc01132 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"dc01132\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Una giornata che profuma di riconoscenza e di festa. La Chiesa Madre di Vinchiaturo si stringe attorno a don Peppino Cardegna per celebrare i suoi 25 anni di sacerdozio: un cammino fatto di volti, di storie, di preghiere condivise. Venticinque anni vissuti accanto alla Parola, accanto all\u2019Eucaristia, accanto a ciascuno incontrato lungo la strada\u2026<\/p><p>Un ministero fatto di passi silenziosi e mani tese, di ascolto paziente e presenza fedele. Nelle parole di S. Ecc. Mons. Colaianni, l\u2019essere sacerdote \u00e8 dire \u201cs\u00ec\u201d ogni giorno. Anche quando il cammino diventa faticoso. \u00c8 farsi ponte tra cielo e terra, \u00e8 spezzare il pane e accendere speranze, \u00e8 restare accanto alla gente donando una presenza che non abbandona. Ogni anniversario \u00e8 memoria viva e promessa: ricorda il dono ricevuto, illumina la strada che ancora attende.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d7a589d e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"d7a589d\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-eff3dfa elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"eff3dfa\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1244\" src=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20251005_131329-scaled.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-19462\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20251005_131329-scaled.jpg 2560w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20251005_131329-300x146.jpg 300w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20251005_131329-1012x492.jpg 1012w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20251005_131329-768x373.jpg 768w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20251005_131329-1536x747.jpg 1536w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20251005_131329-2048x996.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4948a13 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"4948a13\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1244\" src=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20251005_125010-scaled.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-19463\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20251005_125010-scaled.jpg 2560w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20251005_125010-300x146.jpg 300w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20251005_125010-1012x492.jpg 1012w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20251005_125010-768x373.jpg 768w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20251005_125010-1536x747.jpg 1536w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20251005_125010-2048x996.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-123adda e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"123adda\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3d124fc elementor-widget elementor-widget-video\" data-id=\"3d124fc\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-settings=\"{&quot;youtube_url&quot;:&quot;https:\\\/\\\/youtu.be\\\/4A-ezhaE28w?si=VkuGuGrO7iNn3AZE&quot;,&quot;video_type&quot;:&quot;youtube&quot;,&quot;controls&quot;:&quot;yes&quot;}\" data-widget_type=\"video.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-wrapper elementor-open-inline\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-video\"><\/div>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-67502fd e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"67502fd\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2f4031d elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"2f4031d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Omelia di S. Ecc. Mons. Biagio Colaianni<\/strong><\/p><h5 style=\"text-align: center;\"><strong>SERVO PER AMORE: 25 ANNI DI SACERDOZIO DI DON GIUSEPPE CARDEGNA<\/strong><\/h5><p><em>Carissimi,\u00a0<\/em><\/p><p>saluto le autorit\u00e0 civili e militari presenti, poi tutti i docenti, i colleghi di don Giuseppe, i dirigenti scolastici e la comunit\u00e0 che lo sostiene, sia quella qui presente sia le altre venute dalle comunit\u00e0 che ha precedentemente incontrato. Saluto i confratelli che partecipano a questa celebrazione, insieme ai diaconi e ai ministranti.<\/p><p>E poi, caro don Giuseppe, un saluto a te in questo giorno cos\u00ec particolare nel quale fai memoria di quello che \u00e8 stata la tua vita quando ti sei determinato a fare della tua vita un\u2019offerta a Dio e un servizio continuo a lui e a quanti ti ha affidato nel tuo ministero. \u00c8 un momento importante perch\u00e9 l\u2019attenzione sar\u00e0 rivolta sicuramente a quanto tu ti sei speso, a quanto hai fatto, a come sei stato capace di esprimere la presenza di Dio in mezzo agli uomini con il tuo servizio. Ma ancor pi\u00f9 bisogna sottolineare quanto Dio ha fatto in te, perch\u00e9 \u00e8 Dio colui che ti ha chiamato. <strong>L\u2019uomo risponde a quello che Dio chiede.<\/strong> E quindi c\u2019\u00e8 la tua generosit\u00e0, ma \u00e8 Dio che chiama e Dio, quando chiama, sa perch\u00e9 chiama e qual \u00e8 il fine che realizza attraverso coloro che chiama.<\/p><p>Non sempre si percepisce la presenza di Dio nella nostra vita. Infatti la prima lettura \u00e8 una lamentela e un rimprovero a Dio, netto. Il contesto \u00e8 quello della Babilonia: il popolo, il regime babilonese che si espande e devasta dall\u2019interno il popolo di Israele; c\u2019\u00e8 violenza, il popolo ebraico \u00e8 disorientato. E di fronte a tutto questo la domanda \u00e8: <em>\u201cMa Dio che fa? Quale ruolo ha Dio nella storia? Perch\u00e9 non salva? Dio \u00e8 indifferente, si disinteressa, spettatore; non ascolta. Ci sono guerre e lui sta a guardare tutto il male che si compie.\u201d<\/em><\/p><p>Questo succedeva molto prima di Ges\u00f9, nei secoli passati. Oggi \u00e8 la stessa cosa per molte persone. Chi di voi non si \u00e8 chiesto: <em>\u201cMa perch\u00e9 Dio non interviene? Perch\u00e9 non fa s\u00ec che le cose cambino?\u201d<\/em> Allora c\u2019\u00e8 il rischio che la lamentela a Dio continui anche oggi, nei contesti di guerra, povert\u00e0, prevaricazione, violenza, disinteressi e disattenzione, specialmente verso chi \u00e8 nel bisogno. C\u2019\u00e8 il rischio che ancora una volta attribuiamo a Dio la responsabilit\u00e0 dell\u2019insensatezza e della violenza delle quali sono capaci gli uomini.<\/p><p>Anche oggi assistiamo a quanti sono sordi all\u2019ascolto della parola di Dio, indifferenti alla sua presenza; e i contesti di guerra lo dimostrano pienamente. Ma allora: quando Dio interviene? Intanto la Sacra Scrittura ci orienta verso ci\u00f2 che spesso \u00e8 poco sottolineato: <strong>Dio vuole la salvezza dell\u2019uomo.<\/strong> E la salvezza dell\u2019uomo non \u00e8 del tutto \u201cadesso\u201d, se non in parte. <strong>La salvezza che Dio dona \u00e8 per il paradiso, per la vita eterna. Dio attende e interviene con l\u2019uomo in vari modi, ma l\u2019intervento finale sar\u00e0 il dono della vita eterna.<\/strong><\/p><p>Come interviene Dio? \u00c8 un mistero. Quando interviene non annuncia la sua presenza via social, non manda un messaggio: \u201cGuardate che sto intervenendo per evitare che muoiano 10 persone\u2026\u201d Non ostenta il suo amore, la sua salvezza. Allora: come interviene? Se pensate che don Peppino sia un bravo sacerdote, ecco una risposta. Se pensate che sia semplicemente un uomo con buone parole, bene che ben venga, \u00e8 una relazione umana preziosa. Ma se cogliete in lui il suo essere presbitero, il suo essere segno della presenza di Dio tra gli uomini, segno della continua salvezza che Dio vuole per tutti, allora lo celebriamo non solo come persona ma come sacerdote.<\/p><p>Rispetto alla domanda \u201cDio, che fai? Non intervieni?\u201d ecco la risposta: un uomo tra tanti. Dio ne sceglie molti. Ha scelto lui per un ministero, vi sceglie voi genitori, voi educatori, voi con responsabilit\u00e0 pubbliche. Dio ci invita ad operare il bene: questo \u00e8 il segno della salvezza che Dio compie. Non \u00e8 Dio che si disinteressa, che ascolta male, che non vuole salvare. Dio rimane fedele a se stesso, fedele alle promesse gi\u00e0 fatte nell\u2019Antico Testamento, fedele in Cristo, fedele attraverso la Chiesa.<\/p><p>In questa luce va letta la figura sacerdotale di don Giuseppe. Nella vita sacerdotale hai sperimentato lamentele, contestazioni: \u201cChe fai? Come ti comporti? Come salvi? Come vai vicino alla gente?\u201d La tua consapevolezza, don Giuseppe, sia sempre il servizio al Signore che ti indica come servire tutti coloro ai quali sei chiamato. In questo sii fiducioso.<\/p><p>Dopo 25 anni certamente hai fatto bilanci \u2014 ieri, stamattina, nei giorni futuri \u2014 ma che il tuo consuntivo sia davanti a Dio, a partire da Dio. <em>\u201cSignore, come 25 anni fa, il mio cuore \u00e8 tuo, la mia mente \u00e8 tua, il mio animo \u00e8 tuo, tutta la mia vita \u00e8 data a te. Fanne ci\u00f2 che vuoi.\u201d<\/em> Nonostante le difficolt\u00e0, le sofferenze, puoi dire: <em>\u201cSono tuo\u201d<\/em>, perch\u00e9 tu lo vuoi, e con il tuo amore puoi colmare i limiti.<\/p><p>La risposta la lasciamo alla Scrittura, che sostiene il sacerdote. Tante attivit\u00e0 pastorali, culturali, variegate, ma il sacerdote \u00e8 sostenuto dalla parola di Dio che in lui diventa educante per il ministero. E come educatore, anche nella scuola, con i colleghi, educa a riportare tutto al Signore, che non solo ci chiama, ma diventa risposta alla nostra vita.<\/p><p>E il Signore che dice? Guardiamo a chi siamo e a quanto ci ha donato. Ravviva il dono della fede che \u00e8 in te. Ogni tanto rischiamo di essere stanchi, disorientati, di volerci fermare, sentirci sconfitti. Ma se fossimo staccati da Dio? <strong>Dio non solo apre alla speranza, ma rende viva la speranza, grazie al dono dello Spirito Santo.<\/strong><\/p><p>\u00c8 lo Spirito Santo che ha consacrato don Peppino, che lo anima, che in ogni celebrazione diventa nutrimento. E quando \u00e8 davanti al Vangelo, alla Scrittura, ispira ci\u00f2 che Dio vuole da lui. Ravviva il dono di Dio che \u00e8 in te: il sacerdozio. Su di te furono imposte le mani: mani che sono protezione, custodia, che imprimono su di te la volont\u00e0 di Dio e il dono dello Spirito. Che ti diano forza, carit\u00e0, prudenza; qualit\u00e0 non solo umane, ma sostenute dalla Parola di Dio e da Dio stesso. Esse sostengono il tuo essere sacerdote per chi ti \u00e8 affidato. Questo vale per ognuno di noi.<\/p><p>Mai vergognarsi di essere cristiani, di dire <em>\u201cIo credo in Dio, mi fido di Dio, mi appoggio al Signore\u201d,<\/em> anche quando le cose non vanno, anche quando la malattia arriva e sembra che Dio non ascolti. Non \u00e8 la fede superficiale che ci \u00e8 chiesta. Ci \u00e8 chiesta profondit\u00e0, una fede che non si vergogna, che non si considera inefficace. <em>\u201cCustodite mediante lo Spirito Santo che abita in voi il bene prezioso che vi \u00e8 stato affidato.\u201d<\/em> Qual \u00e8 quel bene prezioso? \u00c8 Dio stesso, \u00e8 l\u2019amore di Dio, \u00e8 la fraternit\u00e0, \u00e8 la capacit\u00e0 di avvicinarsi a chi ha bisogno. Questo \u00e8 il valore della nostra fede.<\/p><p>Don Giuseppe \u00e8 risposta a ci\u00f2 che Dio chiede: \u00e8 testimone. Lo Spirito agisce in lui, \u00e8 modello d\u2019amore, lo testimonia ogni giorno, in parrocchia e nella scuola. I ragazzi lo percepiscono; voi colleghi vedete la sua funzione educativa, la sua presenza. Senza ostentazione, con la parola, con la vicinanza, \u00e8 modello e testimone dell\u2019amore di Dio. \u00c8 la risposta di Dio al mondo giovanile, al contesto della scuola che ha la funzione di formare nei valori civili, nei valori umani e nella fraternit\u00e0 con tutti.<\/p><p>Non \u00e8 facile. Don Peppino, conosciamo il tuo entusiasmo, la tua propositivit\u00e0, ma magari ci sono stati momenti in cui hai detto: \u201cChi me l\u2019ha fatto fare? Non ce la faccio.\u201d Avrai pensato di fermarti, rallentare, dare il 50%. Ti sar\u00e0 venuto qualche dubbio anche sul Signore. A voi genitori, docenti, dirigenti non viene il dubbio su dove stiamo portando i giovani? Cosa stiamo dicendo? Siamo stanchi, abbiamo debolezze. Ma esprimerle deve essere davanti a Dio, non in piazza, non al bar. Davanti a Dio possiamo confidare le nostre fragilit\u00e0, ma con una sola parola: \u201cSignore, accresci la mia fede.\u201d<\/p><p>Altrimenti diventa una lamentela che rende Dio responsabile. Invece chiediamo che Dio supplisca le nostre fragilit\u00e0, i momenti di stanchezza, le sofferenze. Perch\u00e9 crediamo profondamente in Lui, poggiamo anche nei momenti difficili. Signore, accresci in noi la fede: questa \u00e8 la richiesta fondamentale che ciascuno deve rivolgere a Dio.<\/p><p><strong>La fede va coltivata, non \u00e8 un deposito da lasciare fermo. Deve crescere, alimentata dall\u2019amore di Dio e dalla sua presenza nella nostra vita.<\/strong> Il Signore dice: \u201cDovete fidarvi di me.\u201d E prende l\u2019esempio del granello di senape: cos\u00ec piccolo che nel palmo scompare, ma che cresce e diventa grande, d\u00e0 ombra e riparo. Se avete fede, quanto piccolo, io lo trasformo in molto.<\/p><p>Don Peppino, chi eri e chi sei? Senza il sacerdozio probabilmente avresti avuto un\u2019altra vita: pap\u00e0 di famiglia, commerciante, operaio. Ma davanti a Dio, oggi sei ci\u00f2 che sei grazie a Lui: persona consacrata che, pur con limiti, pu\u00f2 donare Dio agli altri. Quando indossi i paramenti nella celebrazione dell\u2019eucaristia e poni le mani sul pane e sul vino, li trasformi in corpo e sangue di Cristo. Quando assolvi nel confessionale, \u00e8 Dio che assolve. Tu sei strumento nelle mani di Dio. Questo accade con un piccolo seme: Dio rende possibile ci\u00f2 che sembra impossibile.<\/p><p><strong>Vesti la persona di Cristo e, anche uscendo, resti sacerdote: uomo tra gli uomini, ma sacerdote in mezzo agli uomini. <\/strong>Mai dimenticare questo. E di fronte a un dono cos\u00ec grande, quale risposta? Il Vangelo parla del servo che serve per dovere. Quando il padrone paga, non pu\u00f2 chiedere altro. Ma il Signore va oltre: il servizio deve essere gratuito. Siamo servi inutili. Perch\u00e9 inutili? Perch\u00e9 il seme non \u00e8 frutto, ma deve crescere e dare frutto. Sii sempre quel seme, consapevole che produrr\u00e0 frutto perch\u00e9 Dio ti ha chiamato a essere servo.<\/p><p>La tua utilit\u00e0 la racconter\u00e0 Dio, attraverso la vita che conduci. Lo fai anche nella scuola con i tuoi colleghi: <strong>seminare gli uomini del domani, uomini e donne che guideranno la societ\u00e0.<\/strong> Non sempre vedi subito il frutto. A volte il ragazzo pi\u00f9 trascurato diventer\u00e0 grande. La vita ci chiama a seminare con fede, sapendo che \u00e8 bene in s\u00e9. Sii sacerdote gratuito: devi dare, e basta. Se non ricevi gratificazioni, ricorda: sei un servo inutile. In quei momenti: \u201cSignore, accresci la mia fede. Ti ringrazio per il dono del sacerdozio.\u201d<\/p><p>Voi tutti oggi, con i vostri auguri, ringraziate il Signore: non per voi, non per l\u2019amicizia, ma perch\u00e9 don Giuseppe \u00e8 sacerdote per il mondo intero e per la salvezza di tutti. Quando impone le mani trasforma pane e vino in corpo e sangue di Cristo. Anche se molti non ricevono la comunione oggi, quel mistero avviene attraverso la persona di don Giuseppe ed \u00e8 salvezza per il mondo intero, per l\u2019umanit\u00e0. Come? Rimaniamo nel mistero. Accontentiamoci di ci\u00f2 che ci \u00e8 rivelato.<\/p><p><strong>Don Peppino, compi sempre nel tuo ministero questa azione di salvezza per il mondo intero, per tutta l\u2019umanit\u00e0 che Dio ti ha affidato alle mani povere ma al cuore capace di offrirsi e riconfermarsi.<\/strong> Oggi, in questa eucaristia, rinnovi il dono pieno di te stesso. Che la salvezza che celebri oggi raggiunga soprattutto quei contesti di guerra dove la gente attende salvezza. <strong>E noi cristiani, oltre ogni manifestazione, siamo chiamati alla preghiera affinch\u00e9 anche il seme piantato in acqua marina possa dare frutto.<\/strong> Che la nostra preghiera, piantata nel cuore di Dio, possa generare salvezza, bene e sollievo per chi soffre la guerra e la fame. Gli uomini che si lamentano di Dio sono comunque i primi responsabili.<\/p><p><em>5 ottobre 2025, Parrocchia S. Croce di Vinchiaturo<\/em><\/p><p style=\"text-align: right;\"><strong><em>+ S. Ecc. Mons. Biagio Colaianni<\/em><\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una giornata che profuma di riconoscenza e di festa. 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