{"id":17616,"date":"2025-04-23T10:50:19","date_gmt":"2025-04-23T08:50:19","guid":{"rendered":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/?p=17616"},"modified":"2025-04-24T11:25:29","modified_gmt":"2025-04-24T09:25:29","slug":"festa-di-san-giorgio-patrono-della-citta-di-campobasso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/2025\/04\/23\/festa-di-san-giorgio-patrono-della-citta-di-campobasso\/","title":{"rendered":"LA FESTA DI SAN GIORGIO, PATRONO DELLA CITT\u00c0 DI CAMPOBASSO"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"17616\" class=\"elementor elementor-17616\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-7fc147b elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"7fc147b\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-77d1adc\" data-id=\"77d1adc\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5b42867 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5b42867\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>La citt\u00e0 di Campobasso si prepara anche quest\u2019anno a celebrare San Giorgio, suo Santo Patrono, in una ricorrenza da sempre vissuta con profonda partecipazione da tutta la comunit\u00e0.<\/p><p>In segno di rispetto per la recente scomparsa del Santo Padre Papa Francesco, il programma dei festeggiamenti subir\u00e0 alcune modifiche: <strong>non si terranno eventi civili n\u00e9 manifestazioni pubbliche<\/strong>, ma sar\u00e0 mantenuto esclusivamente il momento liturgico.<\/p><p>Il cuore della celebrazione sar\u00e0 la <strong>Santa Messa Solenne<\/strong>, in programma <strong>mercoled\u00ec 23 aprile alle ore 17:00 presso la Chiesa di San Giorgio<\/strong>. La liturgia sar\u00e0 presieduta da <strong>S.E. Mons. Biagio Colaianni<\/strong>, concelebrata dai sacerdoti della citt\u00e0 e animata dal Coro Parrocchiale, con la partecipazione di diaconi, religiosi, religiose, gruppi ecclesiali, autorit\u00e0 civili e militari e dell\u2019intera comunit\u00e0 dei fedeli.<\/p><p><strong>Sar\u00e0 un\u2019occasione di raccoglimento e preghiera, durante la quale si eleveranno intenzioni anche per l\u2019anima di Papa Francesco<\/strong>, unendosi al cordoglio della Chiesa universale in questo momento di lutto.<\/p><p>Un momento di fede, silenzio e devozione, nel rispetto del dolore che accomuna l\u2019intera comunit\u00e0 cristiana.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8c1de21 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"8c1de21\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0a3b29f elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"0a3b29f\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1440\" src=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/SAN-GIORGIO-2025-scaled.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-17637\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/SAN-GIORGIO-2025-scaled.jpg 2560w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/SAN-GIORGIO-2025-300x169.jpg 300w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/SAN-GIORGIO-2025-1012x569.jpg 1012w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/SAN-GIORGIO-2025-768x432.jpg 768w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/SAN-GIORGIO-2025-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/SAN-GIORGIO-2025-2048x1152.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-23244ba e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"23244ba\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-44fe74a elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"44fe74a\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h5><strong>Omelia di S. Ecc. Mons. Biagio Colaianni in occasione della festa di San Giorgio Patrono di Campobasso 23 Aprile 2025 &#8211; <\/strong><strong>Chiesa di S. Giorgio a Campobasso<\/strong><\/h5><h6><strong>\u00a0<\/strong><\/h6><h4 style=\"text-align: center;\"><strong>NEL NOME DI CRISTO: SGUARDI, INCONTRI E RISURREZIONE<\/strong><\/h4><p>Pietro e Giovanni stanno per entrare nel tempio per pregare. Uno storpio \u00e8 davanti alla porta e chiede loro di essere aiutato. Loro chiedono a Dio di essere aiutati, e lo storpio chiede a loro di essere aiutato.<\/p><p>C\u2019\u00e8 una caratterizzazione che spesso viene riportata nella Scrittura: lo <strong>sguardo<\/strong>. Il guardare \u00e8 incontrare l\u2019altro. Ed ecco che allora Pietro, fissandolo, gli dice: <em>\u201cQuello che ho, te lo do\u201d<\/em>. Questo fissare \u00e8 entrare in comunione, in relazione, \u00e8 farsi carico, interrogarsi, voler conoscere l\u2019altra persona. Un po\u2019 come Papa Francesco faceva: raggiungeva con lo sguardo i suoi interlocutori prima ancora di stringere loro la mano, perch\u00e9 incontrava, si faceva carico, prendeva presso di s\u00e9 le persone che incontrava. E nella carit\u00e0 compiva quanto il Signore chiede e dice nella Sacra Scrittura, nel Vangelo, in particolare per tutti quanti noi.<\/p><p>Allora \u00e8 questo l\u2019atteggiamento da avere: incontrare le persone non in modo superficiale, ma incontrarle nel profondo, farsene carico, entrare in relazione e rispondere a quelle che possono essere le loro necessit\u00e0, per poi presentarle al Signore. S\u00ec, perch\u00e9 <strong>il Signore c\u2019entra in quello che Pietro fa<\/strong>. Ogni miracolo, ogni benedizione di Dio \u00e8 sempre di Dio. Anche i santi \u2013 anche San Giorgio \u2013 sono intercessori delle grazie che il Signore d\u00e0. I santi sono per questo dati a noi: come esempio e come mediatori costanti, perch\u00e9 raccolgono le nostre preghiere, le nostre invocazioni, le presentano a Dio con la forza della loro testimonianza e della loro coerenza di vita. Questo permette di poter chiedere a Dio di intervenire e intercedere per noi.<\/p><p>Quindi, <strong>nel nome di Cristo<\/strong>, Pietro pu\u00f2 dire: <em>\u201cQuello che ho, te lo do\u201d<\/em>. Noi abbiamo vissuto il Triduo Pasquale, abbiamo vissuto un tempo di Quaresima, tutto orientato ad accogliere quanto il Signore voleva donarci. Terminata la Pasqua \u2013 anche se siamo nell\u2019Ottava di Pasqua e quindi ogni giorno celebriamo la Pasqua come ogni domenica \u2013 bisogna chiedersi: <em>\u201cA me, il Signore, cosa ha dato? Io cosa devo dare agli altri?\u201d<\/em><\/p><p>Posso dare una somma di soldi? Sempre limitata, perch\u00e9 non possiamo svuotarci le tasche per i poveri. Il povero ci serve, anche, perch\u00e9 ci permette di dire: <em>\u201cSono capace di carit\u00e0\u201d<\/em>. Ma farsene carico \u00e8 un\u2019altra cosa. Poi abbiamo le persone attorno che magari ci chiedono insistentemente alcune cose, e noi siamo buoni perch\u00e9 siamo pazienti: una volta, due volte, tre volte. Ma c\u2019\u00e8 un limite a tutto. Per cui, quando uno esagera, lo mandiamo via. Poi, una persona che non conosciamo, dopo che l\u2019abbiamo scrutata con sospetto e con la giusta attenzione \u2013 anche dovuta \u2013 dobbiamo decidere se accoglierla o meno.<\/p><p><strong>Il nostro Signore Ges\u00f9 Cristo d\u00e0 a tutti quanti noi<\/strong>. Ha dato la grazia del Battesimo, ci d\u00e0 \u2013 come ascoltiamo nel Vangelo, nella Sacra Scrittura \u2013 la sua vicinanza, la sua amicizia. Non ci chiede n\u00e9 la carta d\u2019identit\u00e0, n\u00e9 la patente, n\u00e9 se siamo santi o meno. Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo ha donato se stesso per ognuno di noi, indistintamente. Non a uno di pi\u00f9 e a uno di meno: per ognuno. Se lo accogliamo.<\/p><p>Ed ecco allora che dobbiamo chiederci: <em>\u201cIl Signore, in questa Pasqua che ho celebrato, che ho preparato con il tempo di Quaresima \u2013 quindi un bel po\u2019 di tempo \u2013 io cosa ho ricevuto da Dio?\u201d<\/em> Perch\u00e9 quando poi il Signore, con l\u2019esempio di Pietro, ci dice che anche noi dobbiamo donare, Pietro dice: <em>\u201cQuello che ho, te lo do\u201d<\/em>. Ma lui aveva quello che il Signore gli aveva dato. <strong>Nel nome del Signore ha compiuto, ha vissuto, ha incontrato il povero, lo ha aiutato.<\/strong><\/p><p>Il Signore, a noi, cosa ha dato? Cosa possiamo dare agli altri di ci\u00f2 che il Signore ci ha donato? Beh, certo: il Signore non d\u00e0 denaro, potere, gloria\u2026 ma d\u00e0 tante altre cose. D\u00e0 un cuore capace di accoglienza, d\u00e0 un cuore sensibile, ci rende capaci di fraternit\u00e0, ci rende attenti alle necessit\u00e0 degli altri. <strong>Allarga il nostro cuore<\/strong>, ci mette in dialogo con Lui, ci permette di comprendere, di prendere parte \u2013 almeno per quanto Lui desidera \u2013 alla sua divinit\u00e0. Siamo tutti battezzati. La maggior parte, quasi tutti, saremo cresimati anche. Abbiamo il dono dello Spirito Santo.<\/p><p><em>\u201cCosa mi d\u00e0 il Signore che io posso dare agli altri?\u201d<\/em> Questo \u00e8 importante che noi lo consideriamo. Perch\u00e9, in fin dei conti, <strong>quello che noi diamo agli altri, se proviene da Dio<\/strong>, determina qualcosa di straordinario. Determina che lo storpio non solo guarisce, ma entra nel tempio con loro. E allora sono in tre: Pietro, Giovanni e lo storpio guarito che si rivolgono a Dio. Il popolo vede. Perch\u00e9 in questo incontro di sguardi \u2013 che era farsi carico dell\u2019altro, amandolo \u2013 anche il popolo ottiene una nuova capacit\u00e0 di vedere. Quella a cui siamo chiamati per <strong>vedere il Risorto<\/strong>, che abbiamo celebrato nel Triduo Pasquale.<\/p><p>Una cosa \u00e8 chiara: anche per le tradizioni e i riti, il Venerd\u00ec Santo \u00e8 sempre pi\u00f9 frequentato della stessa celebrazione della Pasqua. Coinvolge molta pi\u00f9 gente. Perch\u00e9? Perch\u00e9 <strong>l\u2019esperienza della morte \u00e8 concreta<\/strong>. Chi di noi non ha perso una persona cara? Ha sofferto, ha pianto, e ancora oggi ha ferite che ogni tanto vanno lenite. La sofferenza per la perdita \u00e8 sempre grande. La morte \u00e8 evidente, si impone alla nostra vita. La risurrezione, invece, \u00e8 pi\u00f9 difficile da vedere. \u00c8 una speranza che sembra lontana, rimandata alla fine del mondo.<\/p><p>Ma <strong>Ges\u00f9 Cristo \u00e8 risorto. Ha vinto la morte. \u00c8 vivente in mezzo a noi<\/strong>. Oggi si tratta di imparare a riconoscerlo, a vederlo, a comprenderlo e a lasciarsi aiutare a vivere cristianamente, nella fraternit\u00e0.<\/p><p>Il Vangelo di Emmaus racconta che Ges\u00f9 si fa compagno di viaggio dei discepoli che tornavano a casa, delusi. Si aspettavano grandi cose: pensavano che Ges\u00f9 avrebbe capovolto la storia, cacciato i romani, cambiato il mondo. Nulla \u00e8 accaduto come loro pensavano, e tornano a casa amareggiati. \u00c8 l\u00ec che il Signore li incrocia: <strong>nel loro dolore, nella loro delusione<\/strong>. Ges\u00f9 si accosta agli uomini l\u00e0 dove essi vivono, soprattutto nella difficolt\u00e0, nell\u2019angoscia, nella paura, nella povert\u00e0. L\u00ec Dio incontra l\u2019uomo.<\/p><p>Proprio come <strong>Papa Francesco<\/strong>, che ha testimoniato il Cristo risorto vivendo il Vangelo, innamorato di Ges\u00f9, partendo da Lui e restando sempre aperto a tutti. Ha mostrato Cristo risorto ai poveri, agli ammalati, ai dimenticati. Ecco perch\u00e9 <strong>lo riconosceva e lo faceva riconoscere<\/strong>.<\/p><p>Anche i discepoli di Emmaus, mentre camminavano, non riconoscevano Ges\u00f9 pur avendolo accanto. <strong>C\u2019\u00e8 bisogno di vedere con gli occhi del cuore, con gli occhi della fede<\/strong>. Ed ecco allora che il Signore Ges\u00f9 si ferma con loro, racconta loro le Scritture. \u201cNon ci ardeva forse il cuore nel petto mentre ci parlava lungo la via?\u201d, diranno poi. Ma non basta. Il Signore <strong>resta con loro<\/strong>, spezza il pane, e in quel gesto \u2013 nel pane spezzato \u2013 <strong>lo riconoscono<\/strong>.<\/p><p>Grazie al dono dello Spirito Santo che riceveranno, lo riconoscono nella Scrittura, lo riconoscono <strong>nell\u2019Eucaristia<\/strong>. E noi oggi? Lo vediamo o non lo vediamo il Risorto? La Scrittura ci \u00e8 data, bene o male la conosciamo, abbiamo la possibilit\u00e0 di <strong>meditarla<\/strong>, non solo leggerla come un raccontino, ma <strong>meditarla davvero<\/strong>. Ci \u00e8 data l\u2019Eucaristia, che \u00e8 l\u2019incontro col divino, accogliere il Signore Ges\u00f9 che <strong>si dona a me, a ognuno di noi, ai poveri \u2013 e io stesso sono povero e peccatore<\/strong> \u2013 quindi si dona a me, e io devo riconoscerlo.<\/p><p><strong>Lui \u00e8 presente nella mia vita<\/strong>. E quando gli apostoli iniziano a comprenderlo, accade qualcosa di straordinario: proprio allora, quando stanno capendo chi \u00e8 questo che hanno incontrato, che si \u00e8 fermato con loro, ha condiviso il pane&#8230; <strong>sparisce<\/strong>. S\u00ec, proprio nel momento in cui lo riconoscono, <strong>sparisce dalla loro vista<\/strong>.<\/p><p>Avrebbero potuto dire: \u201cSignore, resta con noi, che bello rivederti! Siamo contenti, continuiamo a vivere insieme!\u201d. Invece, <strong>sparisce<\/strong>. Ma forse perch\u00e9 il Signore vuole che <strong>impariamo a vederlo presente nella nostra vita<\/strong> costantemente, sempre. Come oggi. Il Signore non lo vediamo fisicamente, ma dobbiamo imparare a vederlo nel nostro cuore, nella nostra vita, come il Risorto, che si presenta a noi <strong>nell\u2019Eucaristia, nella Scrittura, nella grazia, nell\u2019amicizia che ci offre<\/strong> costantemente. Sta a noi riconoscerlo come tale.<\/p><p>Poi c\u2019\u00e8 <strong>l\u2019altro passaggio<\/strong>: quando il Signore va via, dove bisogna vedere il Risorto? Chi \u00e8 il Risorto? Beh, <strong>Papa Francesco<\/strong>, con la testimonianza che ha dato, \u00e8 stato un segno visibile del Cristo presente in mezzo agli uomini. Tutto l\u2019incenso, tutta la celebrazione che gli viene riservata in questi giorni non ha senso se resta fine a s\u00e9 stessa, se non ci coinvolge. Se diciamo solo: <em>\u201cQuanto era bravo\u201d, \u201cQuanto mi piaceva\u201d<\/em> \u2013 non serve a molto. <strong>Qual \u00e8 l\u2019eredit\u00e0 che ci ha lasciato?<\/strong><\/p><p>L\u2019insegnamento che ci ha lasciato \u00e8 <strong>l\u2019accostarsi ai poveri<\/strong>, l\u2019essere <strong>attenti, inclusivi, accoglienti sempre e comunque<\/strong>. Se raccogliamo questa eredit\u00e0, allora s\u00ec che viviamo secondo lo stile di un uomo che <strong>ha reso presente il Cristo Risorto nel mondo, in mezzo all\u2019umanit\u00e0<\/strong>.<\/p><p>Questa \u00e8 l\u2019eredit\u00e0 che il Papa ci lascia: un\u2019eredit\u00e0 di esempio, di imitazione, di testimonianza del Cristo Signore, che ha sempre avuto come <strong>punto di riferimento assoluto<\/strong>. La sua orazione costante si \u00e8 tradotta in uno stile di vita, in un\u2019attenzione che fosse apertura verso tutti. E oggi celebriamo <strong>San Giorgio<\/strong>.<\/p><p>San Giorgio \u00e8 comunque santo, pu\u00f2 essere un riferimento pi\u00f9 \u201cminore\u201d rispetto a Ges\u00f9 Cristo, rispetto al Papa (che ancora non \u00e8 santo, ma sicuramente lo diventer\u00e0). <strong>San Giorgio \u00e8 testimone della lotta contro il male<\/strong>. Di lui si dicono tante cose. Nell\u2019antichit\u00e0, non c\u2019erano dispositivi per memorizzare, tutto si tramandava <strong>raccontando<\/strong>. E cosa si raccontava? L\u2019esperienza, la testimonianza di un uomo \u2013 San Giorgio \u2013 che <strong>ha lottato contro il male<\/strong>, rappresentato dal drago.<\/p><p>Il drago \u00e8 un simbolo, un\u2019immagine per dire che <strong>il male viene vinto<\/strong>. Siamo certi che questo sia accaduto? Se non lo siamo, allora significa che <strong>la morte di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 stata vana<\/strong>. Ma noi sappiamo e crediamo che <strong>Ges\u00f9 Cristo \u00e8 risorto, ha vinto la morte, ha vinto il male<\/strong>, in tutte le sue forme, in tutti i suoi contesti: sociali, familiari, ecclesiali\u2026 dovunque esista il male, <strong>Cristo lo ha vinto<\/strong>.<\/p><p>E allora San Giorgio \u00e8 <strong>segno di questa possibilit\u00e0 di combattere e vincere il male<\/strong>, perch\u00e9 Cristo lo ha vinto. E a noi servono i santi proprio per questo: per darci <strong>forza e coraggio<\/strong>, per dirci che anche noi \u2013 nel nostro piccolo \u2013 possiamo, <strong>come loro, testimoniare e imitare Cristo<\/strong>, e <strong>sconfiggere il male<\/strong>. Questo ha fatto Ges\u00f9 Cristo. Questo ha testimoniato Papa Francesco: ha vinto il male della povert\u00e0, dell\u2019esclusione, dell\u2019allontanamento, del giudizio, delle guerre, della violenza.<\/p><p><strong>Ha contrastato il male e ha testimoniato la pace<\/strong>, il desiderio profondo di pace. Ha testimoniato l\u2019inclusione, la fraternit\u00e0, l\u2019accoglienza di tutti. <strong>La pazienza, l\u2019amore per Dio<\/strong>. Queste sono le testimonianze che ci vengono date. A noi il compito di <strong>raccoglierle come eredit\u00e0<\/strong>: del Papa, di Francesco, dei santi. Ma soprattutto perch\u00e9 <strong>siamo battezzati, amici e interlocutori del Cristo Risorto<\/strong>, che \u00e8 in mezzo a noi. E sappiamo che anche noi possiamo <strong>conquistare l\u2019amore di Dio e dei fratelli<\/strong>, vincendo ogni forma di male.<\/p><p>L\u2019ultima cosa: \u201c<strong>Resta con noi<\/strong>\u201d. Eppure, Ges\u00f9 sparisce. Ma il Signore sparisce davvero dalla nostra vita? C\u2019\u00e8 una condizione: <strong>il Signore, per quanto onnipotente, ha scelto di dipendere dagli uomini<\/strong>. Si \u00e8 fatto ammazzare per dimostrare il suo amore. Resta con noi <strong>soltanto se lo desideriamo<\/strong>, se gli facciamo spazio nel nostro cuore, nella nostra vita. Se non glielo facciamo, <strong>il Signore rester\u00e0 alla porta, aspettando di entrare<\/strong>. Non forza nessuna porta.<\/p><p>\u201c<strong>Resta con noi, Signore<\/strong>\u201d: sia questa <strong>la preghiera di ciascuno di noi<\/strong>. Resta con noi, mostrati come il Risorto, <strong>capace di vincere il male attraverso di noi<\/strong>. S\u00ec, perch\u00e9 Dio ha sconfitto il male una volta per tutte, ma ora <strong>chiede a noi di combatterlo e vincerlo nella storia, nella quotidianit\u00e0 che viviamo ogni giorno<\/strong>.<\/p><p><strong><em>Festa di San Giorgio 23 Aprile 2025<\/em><\/strong><\/p><p style=\"text-align: right;\"><strong><em>+ S. Ecc. Mons. Biagio Colaianni<\/em><\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1536948 e-grid e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"1536948\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-360eecf elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"360eecf\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/SAN-GIORGIO-7-1012x569.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-17650\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/SAN-GIORGIO-7-1012x569.jpg 1012w, 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