{"id":10870,"date":"2024-11-22T10:31:00","date_gmt":"2024-11-22T09:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/?p=10870"},"modified":"2025-01-28T13:00:00","modified_gmt":"2025-01-28T12:00:00","slug":"padre-raffaele-da-santelia-a-pianisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/2024\/11\/22\/padre-raffaele-da-santelia-a-pianisi\/","title":{"rendered":"PADRE RAFFAELE DA SANT&#8217;ELIA A PIANISI"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"10870\" class=\"elementor elementor-10870\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-269d9f9 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"269d9f9\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c008832 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"c008832\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h6><strong>IL VENERABILE PADRE RAFFAELE \u00a0DA SANT\u2019ELIA A PIANISI<\/strong><\/h6><h6>Domenico Petruccelli nasce a Sant\u2019Elia a Pianisi il 14 dicembre 1816 in una famiglia di umili condizioni. Il padre Salvatore coltiva i campi, la mamma Brigida si occupa a casa di accudire i figli. Il piccolo cresce in un clima di profondo rispetto e di condivisione dei valori religiosi, ma il padre del piccolo Domenico, mano a mano che cresce, sogna per il figlio una sistemazione che non sia quella dell\u2019agricoltore, ma neppure quella che possa condurlo alla vita religiosa.<\/h6><h6>Invece Domenico, attratto proprio dalla vicinanza del convento con la sua casa, inizia a dirigersi spesso verso la chiesa conventuale ed a frequentare i frati che nel convento vivevano. Cos\u00ec, dopo aver superato con molta fatica le resistenze opposte dal padre, assecondato invece dalla madre, nel 1834 bussa al noviziato del convento di Morcone ed a lui viene dato il nome dell\u2019arcangelo Raffaele. Con i voti di povert\u00e0, castit\u00e0 ed obbedienza si lega in maniera definitiva all\u2019Ordine francescano il 10 novembre del 1834. Dopo aver accarezzato l\u2019idea di condurre una vita eremitica all\u2019Eremo di Capodimonte a Napoli, il 29 marzo del 1840 viene consacrato sacerdote a Larino. Non sentendosi completamente preparato a svolgere il ministero sacerdotale, ottiene dai superiori il permesso di frequentare il seminario dei Gesuiti a Benevento, per approfondire la predicazione e l\u2019amministrazione dei sacramenti (soprattutto quello della penitenza). Negli anni successivi viene trasferito prima a Torremaggiore e, a trentasei anni nel 1852, a Morcone dove gli viene affidato il compito di impartire la preparazione ai novizi, prima come vicemaestro e poi come maestro; un compito che egli assolse con lo scrupolo e l\u2019umilt\u00e0 che erano connaturati a lui; basti pensare che padre Raffaele non volle mai assumere l\u2019incarico di guardiano di un convento, fuorch\u00e8 negli anni della soppressione degli ordini religiosi.<\/h6><h6>Padre Raffaele nel 1855 giunge nel convento di Campobasso: questa parentesi \u00e8 importante perch\u00e9 consente di capire meglio quanto continuasse ad essere umile e servizievole questo cappuccino che prest\u00f2 assistenza ai carcerati ed agli ammalati, forte di una piena e completa adesione alla vita sacramentale ed eucaristica. La messa che celebrava nella Chiesa della Libera era sempre affollata di fedeli e ci sono testimonianze da parte di alcuni fratelli che lo videro elevato in estasi durante la cerimonia, particolarmente quando era rapito dall\u2019adorazione e dalla contemplazione della Madonna.<\/h6><h6><em>\u201cL\u2019umilt\u00e0 e la carit\u00e0 che albergavano nel suo cuore <\/em>\u2013 ha scritto il suo principale biografo, padre Rosario Borraccino, autore di due libri sulla sua vita \u2013<em> e il desiderio di penitenza, da sempre ricercata, sono alla base del suo impegno sacerdotale a Campobasso a favore degli ultimi in un momento storico particolare. Ritengo gli ultimi, quelli che sono stati e che sono in parte anche oggi pi\u00f9 abbandonati e proprio per questo maggiormente bisognosi di una presenza di conforto, specie in condizioni straordinarie. Quelli che si meritarono, direi di preferenza, ma non certo esclusivamente, il conforto spirituale dal padre Raffaele furono quanti tra i carcerati, soldati e i ricoverati in ospedale avvicin\u00f2 in punto di morte\u201d.<\/em><\/h6><h6>Gli anni di padre Raffaele a Campobasso coincidono con quelli dell\u2019annessione del Regno delle due Sicilie &#8211; e quindi del Molise &#8211; al Regno d\u2019Italia e del varo delle leggi sabaude che sopprimevano gli istituti religiosi. Provvedimenti anticlericali erano gi\u00e0 stati assunti dal Regno di Sardegna nel 1848 contro i Gesuiti e nel 1855 contro gli ordini e gli istituti religiosi, ma il disegno venne completato, dopo la proclamazione dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, con la legge del 7 luglio del 1866, anche se il regime di soppressione si attenu\u00f2 progressivamente in concomitanza della nuova fase dei rapporti tra Stato e Chiesa.<\/h6><h6>Per effetto di quelle leggi dal 1865 i cappuccini dovettero abbandonare sia il convento della Pace che la Chiesa della Libera e padre Raffaele dovette raggiungere il convento di Sant\u2019Elia dove rimase per circa venti anni. A Sant\u2019Elia, nonostante la severit\u00e0 nell\u2019applicazione delle nuove leggi, padre Raffaele continu\u00f2 a vestire il saio ed a vivere nel convento, anche se esso era stato affittato ad una famiglia napoletana che lo adib\u00ec a mulino e a deposito. Padre Raffaele ne soffr\u00ec moltissimo, ma questo non gli imped\u00ec di continuare a vivere da francescano e da sacerdote, sempre attorniato dal popolo santeliano e sempre impegnato nella meditazione, nella celebrazione della santa messa, nelle confessioni, nelle visite agli ammalati ed ai bisognosi.<\/h6><h6>Quando si inizia a stemperare l\u2019effetto delle leggi sulle soppressioni, l\u2019intera provincia francescana di Sant\u2019Angelo-Foggia inizia a riorganizzarsi e padre Raffaele viene inviato a Morcone nel 1888, con la responsabilit\u00e0 di dedicarsi nuovamente ai novizi. Qui rimarr\u00e0 praticamente fino al tempo immediatamente precedente la sua morte. E quanto fosse necessario come esempio per i giovani che si avvicinavano alla vita francescana lo dimostra proprio il fatto che, nel vortice dei trasferimenti disposti in quegli anni, l\u2019unico a non essere toccato fu proprio lui, in quanto i suoi superiori erano consapevoli che la sua stessa vita quotidiana era un esempio mirabile permanente per i novizi che si apprestavano a vivere la Regola francescana.<\/h6><h6>Il 18 settembre del 1900 padre Raffaele torna a Sant\u2019Elia accolto da una folla numerosa e festante che nemmeno lui avrebbe mai potuto immaginare; a settecento metri dal paese gli si fanno incontro i santeliani che lo accompagnano a braccia fino al convento. Qui inizia l\u2019ultima parte della sua vita esemplare: continua a svolgere gli impegni consueti della sua vita e del suo apostolato, ispirati unicamente a Dio ed alla fedelt\u00e0 totale alla Regola francescana. Ma intanto peggiorano anche le sue condizioni di salute. Ancorch\u00e8 amorevolmente assistito dai confratelli che popolano questo convento, padre Raffaele si spegne la sera dell\u2019Epifania del 6 gennaio 1801: \u201cHa fatto la morte del giusto \u2013 scrisse dopo i funerali l\u2019arciprete di Sant\u2019Elia don Francesco Teutonico \u2013 perch\u00e9 da giusto ha vissuto, essendo stato l\u2019osservante pi\u00f9 rigoroso della regola di san Francesco\u201d.<\/h6><h6>Dalla sua morte \u00e8 nata e non si \u00e8 spenta una devozione che \u00e8 presente qui, ma anche nelle altre comunit\u00e0 italiane e nel mondo &#8211; soprattutto negli Stati Uniti ed in Argentina &#8211; dove la figura di padre Raffaele continua ad essere viva ed a raccogliere l\u2019affetto dei suoi devoti.<\/h6><h6>Non comprenderemmo in pieno la sua grandezza se non ricordassimo, anche in parte, quei fatti straordinari che accesero la devozione del popolo nei suoi confronti. Durante la sua permanenza nel convento di Sant\u2019Elia, avvertito da una visione, di notte fece suonare da un frate le campane del convento, svegliando la popolazione che accorse in strada proprio poco prima di un violento terremoto. Dopo che la gente si fu riunita in chiesa, padre Raffaele disse loro di tornare nelle loro case, rassicurandoli che avrebbe pregato per loro.<\/h6><h6>Padre Raffaele conobbe per divina ispirazione anche il momento della morte di suo padre, tanto che una mattina, mentre attingeva l\u2019acqua da un pozzo rimase immobile. Uno dei compagni gli chiese se non stesse bene e lui rispose che proprio in quell\u2019ora era passato a miglior vita suo padre: \u201cCi stavo io stesso quando \u00e8 morto &#8211; confid\u00f2 al nipote &#8211; ma state contento che si trova in un buon posto\u201d.<\/h6><h6>Un giorno d\u2019estate &#8211; si narra ancora &#8211; era nel convento di Morcone quando si scaten\u00f2 un forte temporale. Allora egli dalla sua cella fece un segno di croce verso il cielo e la tempesta all\u2019improvviso cess\u00f2.<\/h6><h6>Una volta ancora attravers\u00f2 il fiume e chi lo accompagnava si meravigli\u00f2 che i suoi piedi fossero rimasti completamente asciutti, come se avesse camminato su un terreno secco.<\/h6><h6>Se questi sono i fatti attinti dalla memoria storica ce ne sono altri &#8211; pi\u00f9 attuali e circostanziati &#8211; che sono stati riportati nei documenti finali del processo diocesano conclusosi il 17 giugno del 2006 e che hanno dato un impulso decisivo alla causa di beatificazione. Nell\u2019omelia pronunciata durante la Messa che ha concluso il processo diocesano il presidente del Tribunale diocesano, l\u2019Arcivescovo emerito di Benevento mons. Serafino Sprovieri, riconobbe che padre Raffaele era stato \u201cuna figura rocciosa\u201d che nella sua umilt\u00e0 ed obbedienza era sempre stato maestro di fede, di libert\u00e0 interiore, di lettura della vita in una chiave soprannaturale: \u201c<em>Il profilo di padre Raffaele <\/em>&#8211; sottoline\u00f2 &#8211;<em> \u00e8 un profilo semplice, ma scolpito dalle poche, ma essenziali coordinate del francescanesimo; cio\u00e8 dall\u2019amore per la povert\u00e0, dalla profonda umilt\u00e0 e da una obbedienza incantevole. Questa figura merita di essere conosciuta, di essere imitata perch\u00e9 \u00e8 un Servo di Dio all\u2019antica, ma proprio per questo \u00e8 un Servo di Dio modernissimo, cio\u00e8 a dire quello che ci vuole per i nostri tempi, perch\u00e9 si esca dalla confusione, si ritrovi il senso della verit\u00e0 e ci si lasci guidare dalla costellazione dei valori cristiani che hanno costruito la civilt\u00e0 per tanti secoli\u201d.<\/em><\/h6><h6>Pochi sanno che padre Raffaele influenz\u00f2 notevolmente anche la formazione spirituale di san Pio che arriv\u00f2 da novizio a Sant\u2019Elia a Pianisi il 25 gennaio del 1904, tre anni dopo la scomparsa di padre Raffaele di cui nel convento aleggiava ancora vivido e indelebile il ricordo della sua figura esemplare, umile e ieratica. Padre Pio ne sub\u00ec tanto il fascino da dedicargli molti anni dopo a San Giovanni Rotondo, nel 1956, questa preghiera: \u201cO anima candida ed eletta di Padre Raffaele, io non sono stato degno di far parte di coloro che ti hanno conosciuto nel tuo pellegrinaggio della vita presente, ma ringrazio Iddio che mi ti ha fatto conoscere al profumo delle tue virt\u00f9. La tua vista mi rapisce la mente ed il cuore e piaccia a Dio di poterti anche in minima parte, di poterti imitare. Ora che tu godi la visione di Dio prega per me e per la Provincia monastica, affinch\u00e9 lo spirito tuo e quello del Serafico Padre risplenda sempre su noi singoli figli tuoi\u201d.<\/h6><h6>E perfino ai numerosi fedeli santeliani che si recavano a San Giovanni Rotondo, padre Pio ricordava che non c\u2019era bisogno di ricorrere alle sue intercessioni, perch\u00e9 il \u201cMonaco santo\u201d lo avevano gi\u00e0 a casa loro.<\/h6><h6>Padre Raffaele \u00e8 stato proclamato Venerabile il 6 aprile 2019 ed attualmente \u00e8 in corso la causa per la sua beatificazione.<\/h6><h6 style=\"text-align: right;\">Felice Mancinelli<\/h6>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-35be1f9 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"35be1f9\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8eacb35 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"8eacb35\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"314\" height=\"412\" src=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/il-ritratto-di-padre-Raffaele-da-SantElia-a-Pianisi-2.png\" class=\"attachment-large size-large wp-image-12633\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/il-ritratto-di-padre-Raffaele-da-SantElia-a-Pianisi-2.png 314w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/il-ritratto-di-padre-Raffaele-da-SantElia-a-Pianisi-2-229x300.png 229w\" sizes=\"(max-width: 314px) 100vw, 314px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6cea048 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"6cea048\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il ritratto di padre Raffaele da Sant&#8217;Elia a Pianisi<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-334e6f2 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"334e6f2\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/la-cella-di-padre-Raffaele-nel-convento-di-SantElia-a-Pianisi-1-1012x759.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-12625\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/la-cella-di-padre-Raffaele-nel-convento-di-SantElia-a-Pianisi-1-1012x759.jpg 1012w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/la-cella-di-padre-Raffaele-nel-convento-di-SantElia-a-Pianisi-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/la-cella-di-padre-Raffaele-nel-convento-di-SantElia-a-Pianisi-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/la-cella-di-padre-Raffaele-nel-convento-di-SantElia-a-Pianisi-1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/la-cella-di-padre-Raffaele-nel-convento-di-SantElia-a-Pianisi-1-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6a1db4e e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"6a1db4e\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6d46307 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"6d46307\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: center;\"><strong>La cella di padre Raffaele nel convento di Sant&#8217;Elia a Pianisi<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c5b3b73 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"c5b3b73\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8ee43fc elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"8ee43fc\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"960\" src=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/la-statua-di-padre-Raffaele-davanti-al-convento-scaled.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-12631\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/la-statua-di-padre-Raffaele-davanti-al-convento-scaled.jpg 1707w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/la-statua-di-padre-Raffaele-davanti-al-convento-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9c55cd6 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"9c55cd6\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5aa71ae elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5aa71ae\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: center;\"><strong>La statua di padre Raffaele davanti al convento<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ee09225 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"ee09225\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5285f7b elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"5285f7b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"283\" height=\"503\" src=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/la-teca-contenente-le-spoglie-di-padre-Raffaele-nel-convento-di-SantElia-a-Pianisi-2.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-12639\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/la-teca-contenente-le-spoglie-di-padre-Raffaele-nel-convento-di-SantElia-a-Pianisi-2.jpg 283w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/la-teca-contenente-le-spoglie-di-padre-Raffaele-nel-convento-di-SantElia-a-Pianisi-2-169x300.jpg 169w\" sizes=\"(max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6c6ab5c e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"6c6ab5c\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-04970e8 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"04970e8\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p style=\"text-align: center;\"><strong>La teca contenente le spoglie di padre Raffaele nel convento di Sant&#8217;Elia a Pianisi<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL VENERABILE PADRE RAFFAELE \u00a0DA SANT\u2019ELIA A PIANISI Domenico Petruccelli nasce a Sant\u2019Elia a Pianisi il 14 dicembre 1816 in una famiglia di umili condizioni. Il padre Salvatore coltiva i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":12011,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"elementor_theme","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[689],"tags":[],"class_list":["post-10870","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intestazione-homepage"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10870","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10870"}],"version-history":[{"count":19,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10870\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15645,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10870\/revisions\/15645"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12011"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10870"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10870"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10870"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}