{"id":10868,"date":"2024-11-22T10:29:47","date_gmt":"2024-11-22T09:29:47","guid":{"rendered":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/?p=10868"},"modified":"2025-02-07T12:01:46","modified_gmt":"2025-02-07T11:01:46","slug":"fra-immacolato-brienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/2024\/11\/22\/fra-immacolato-brienza\/","title":{"rendered":"FRA IMMACOLATO BRIENZA"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"10868\" class=\"elementor elementor-10868\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c68df95 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"c68df95\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-40c8e5f e-con-full e-flex e-con e-child\" data-id=\"40c8e5f\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1ad9249 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"1ad9249\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h5 style=\"text-align: center;\"><strong>ARCIDIOCESI DI CAMPOBASSO-BOJANO<\/strong><\/h5><h5 style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/h5><h5 style=\"text-align: center;\"><strong>VENERABILE<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/h5><h5 style=\"text-align: center;\"><strong>FRA IMMACOLATO GIUSEPPE DI GES\u00d9 <\/strong><\/h5><h5 style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/h5><h5 style=\"text-align: center;\"><em>(AL \u00a0SECOLO: ALDO BRIENZA)<\/em><\/h5><h5 style=\"text-align: center;\"><em>RELIGIOSO PROFESSO<\/em><\/h5><h5 style=\"text-align: center;\"><em>ORDINE\u00a0 CARMELITANI\u00a0 SCALZI <\/em><em>(1922-1989)<\/em><\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5><em>INDICE <\/em><\/h5><h5><strong>Succinto profilo biografico del Venerabile Servo di Dio<\/strong><\/h5><h5><strong>Storia della Causa<\/strong><\/h5><h5><strong>Importanza e significato del Venerabile nella Chiesa e nella societ\u00e0 <\/strong><\/h5><h5><strong>Prospetto cronologico della vita\u00a0 del Venerabile<\/strong><\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5><strong>Succinto profilo biografico<\/strong><\/h5><h5>Il Servo di Dio, Fra Immacolato (Aldo Brienza), nasce a Campobasso il 15 agosto 1922 da Emilio e Lorenza Trevisani. E&#8217; il quarto degli otto figli dei coniugi Brienza che si uniscono in matrimonio il 5 settembre del 1915. La loro casa \u00e8 sita in Piazza Vincenzo Cuoco n. 2. Il 21 agosto 1922 riceve il sacramento del Battesimo nella chiesa Cattedrale di Campobasso. Della prima comunione non si hanno notizie certe. Il 25 marzo del 1943, ormai definitivamente allettato, riceve la Cresima, dal vescovo di Campobasso Mons. Secondo Bologna. A tredici anni manifesta il desiderio di diventare monaco certosino. In famiglia non tutti ne sono a conoscenza: suo padre ha per lui ben altri progetti. Frequenta con profitto le scuole statali fino al primo anno dell\u2019Istituto Tecnico Superiore. Il 27 giugno del 1938, a pochi giorni dal termine dell\u2019anno scolastico, mentre si trova con la famiglia in viaggio per una scampagnata, sente un dolore acutissimo al piede sinistro. Medici e ospedali non riescono immediatamente a formulare una diagnosi. Da quel giorno non abbandona pi\u00f9 il letto. La medicina ufficiale decreter\u00e0 che trattasi di osteomielite deformante agli arti, cio\u00e8 di una infezione del tessuto osseo, che in era pre-antibiotica era quasi sempre mortale, e le uniche guarigioni si avevano o con l\u2019amputazione o con esiti di gravi deformit\u00e0 ed invalidit\u00e0. Comincia il calvario delle cure improbabili, dove l\u2019unica certezza \u00e8 la consapevolezza della morte imminente. Eppure Fra Immacolato, quasi a dispetto delle diagnosi della medicina degli uomini, senza mai far pesare sugli altri il suo stato di sofferente, resta con noi per 51 anni: un tempo interminabile cadenzato da ripetute crisi che segnano il suo corpo con sofferenze inaudite.<\/h5><h5>Spera di guarire per diventare religioso, poi accetta con fervore la croce offrendola al Signore per la conversione dei peccatori. Oltre a non lamentarsi mai, sempre con il sorriso sulle labbra &#8211; come all\u2019unisono confermano tutti i testimoni dell\u2019Inchiesta diocesana &#8211; cerca di nascondere i suoi mali che aumentano di giorno in giorno. Alla Priora del Carmelo di Firenze scrive: \u201cIl Signore mi ha dato la forza di dissimulare \u2026 Egli \u00e8 buono e infinitamente comprensivo e mi ha risparmiato il troppo grave dolore di dare ansie e pene alla mia mamma\u201d. Le ansie e le pene che il Signore risparmia ai suoi cari che lo circondano con il loro affetto non sono quelle che derivano dal suo essere inabile assoluto: i segni esteriori della sua malattia non possono essere dissimulati. Le pene che il Signore gli concede di dissimulare sono quelle che derivano dal fuoco divorante del Suo amore, quelle che derivano dalla mistica immedesimazione con la Sua croce.<\/h5><h5>I primi anni \u00e8 seguito spiritualmente dal Don Antonio Picciano, al quale succede Don Michele Ruccia, ma chi gli star\u00e0 vicino fino alla morte sar\u00e0 Don Michele Fratianni. Conosce la spiritualit\u00e0 di Santa Teresa di Ges\u00f9 Bambino. Ne resta affascinato. Nel 1942, si mette in contatto con la Curia Generalizia dell&#8217;Ordine dei Carmelitani Scalzi per approfondirne la conoscenza. Chiede di far parte dell&#8217;Ordine secolare del Carmelo teresiano e il 25 marzo 1943 si realizza questo suo desiderio: assume il nome di Fra Giuseppe Maria dell&#8217;Addolorata, che in seguito (1951) cambier\u00e0 con Fra Immacolato Giuseppe di Ges\u00f9.\u00a0 Il 6 gennaio 1945, ottiene dal confessore il permesso di offrirsi \u201cvittima per la santificazione dei sacerdoti\u201d.\u00a0 Il 26 marzo del 1946, con un indulto speciale del Santo Padre Pio XII, ottiene di poter far parte del Primo Ordine del Carmelo. L&#8217;11 maggio 1948, nelle mani di P. Romualdo di S. Antonio, superiore provinciale di Napoli, su delega del Generale dell\u2019Ordine P. Silverio di S. Teresa, emette la professione solenne.\u00a0 In molti si adoperano perch\u00e9 fosse ordinato sacerdote. Tuttavia, a causa della sua malattia che lo condiziona a rimanere supino e quasi completamente immobile e di incomprensioni tra il vescovo di Campobasso e i Superiori Generali dei carmelitani, ci\u00f2 non si realizza. Si dispone ad accogliere gli eventi sottomesso al volere di Dio e a quello della Chiesa, consapevole che l\u2019incondizionata accettazione della volont\u00e0 di Dio si traduce in fonte zampillante di grazie per le anime. Qualche anno pi\u00f9 tardi, ritornando sulla questione della mancata ordinazione sacerdotale, scrive: \u201cIn questo periodo di malattia ho capito che posso esser sacerdote pur non essendolo, dando cio\u00e8 Ges\u00f9 alle anime e le anime a Ges\u00f9 e facendo il sacrificio di non offrire il Santo Sacrificio. La mia vita la vorrei tutta spesa, tutta immolata per la santa causa del Sacerdozio cattolico e sarei tanto felice se con la mia immolazione potessi donare a Ges\u00f9 anche un solo sacerdote santo\u201d.<\/h5><h5>Non esce mai di casa se non per tre pellegrinaggi a Loreto, per partecipare alla Messa degli ammalati in Cattedrale, per votare e per i ricoveri ospedalieri. Passa le sue giornate pregando e studiando; si intrattiene con grande cortesia e amorevolezza con chiunque venga a visitarlo; per tutti egli ha parole di conforto. I tantissimi visitatori occasionali o assidui, che per tutto l\u2019arco della sua esistenza hanno avuto a che fare con lui, ai quali si aggiungono i testimoni dell\u2019Inchiesta diocesana, all\u2019unisono attestano: \u00e8 stato l\u2019icona della sofferenza accettata per amore del Signore e vissuta nella gioia del Risorto. Vive in famiglia circondato dall&#8217;affetto dei genitori e dei suoi numerosi fratelli. La sorelle Clara, presto rimasta vedova, si prende cura di lui dopo la morte dei genitori. La sua casa e soprattutto la sua stanza divengono, con il passare degli anni, il luogo di ritrovo della numerosa famiglia. Non viene tenuto all\u2019oscuro dei problemi che caratterizzano le famiglia: il suo consiglio spesso si rivela risolutivo. I nipotini, che con gli anni divengono sempre pi\u00f9 numerosi, si intrattengono volentieri con lo zio ammalato e lo zio \u00e8 sempre paziente e disponibile con loro; li aiuta a fare i compiti e, senza mai essere petulante, fa in modo che passi in loro il senso pi\u00f9 profondo della nostra fede.\u00a0<\/h5><h5>La corrispondenza con i padri spirituali segna una fase nuova della sua vita. Le lettere inviate ai direttori spirituali divengono, d\u2019ora in avanti, la via d&#8217;accesso alla sua anima; ed \u00e8 grazie ad esse, che noi oggi conosciamo il suo mondo interiore. Ha esercitato il suo apostolato anche attraverso la corrispondenza epistolare. Le centinaia di lettere che i suoi corrispondenti hanno gelosamente custodito disegnano il suo umile quanto efficace magistero, radicato nella migliore tradizione della spiritualit\u00e0 carmelitana, che egli dimostra di conoscere in profondit\u00e0 nei suoi aspetti teorici e per diretta esperienza personale. Si tratta di un magistero che egli esercita in perfetta sintonia con la sua specifica chiamata alla \u201csequela Christi\u201d lungo la via dolorosa; un magistero che nella sofferenza vissuta nella gioia del Signore risorto ha la maggiore e forse unica fonte di ispirazione<\/h5><h5>Con il passare degli anni il suo corpo flette sempre pi\u00f9 sotto il peso incalzante di un male che avanza giorno dopo giorno con complicazioni sempre pi\u00f9 dolorose. Sorella morte in diverse circostanze bussa alla sua porta, ma inutilmente: \u00e8 la sua tenacia a respingerla: \u00e8 la sua volont\u00e0 di voler restare accanto al Signore sofferente il pi\u00f9 a lungo possibile, l\u2019unica spiegazione plausibile di una esistenza che si trascina, contro ogni logica medica, per un tempo interminabile. Cos\u00ec oltre alla setticemia dei primi anni, \u00e8 colpita l&#8217;anca sinistra, poi la colonna vertebrale, il viso e la spalla destra. Le piaghe da decubito sanguinano continuamente. Sono coinvolte anche le parti delicate del suo corpo. Sopravvengono bronchite e broncopolmonite, coliche renali ed epatiche con peritonite e colicistite. Non mancano flemmoni, piaghe ed emorragie in tutto il corpo. Poi \u00e8 la volta dello stomaco che non funziona, mentre si riacutizzano nuovi focolai. Subisce operazioni al rene e all&#8217;intestino, dopo quelle al piede e alla gamba, finch\u00e9 un blocco intestinale &#8211; il 13 aprile del 1989 \u2013 pone fine alla sua esistenza. Fra Immacolato \u00e8 rimasto con noi per 51 anni. Un tempo infinito se giudicato con i parametri degli uomini. Un tempo eterno, invece, se osservato nella prospettiva di Dio. Nella logica divina, infatti, la vita dell\u2019uomo non \u00e8 segnata dagli attimi che scorrono pi\u00f9 o meno identici l\u2019uno dopo l\u2019altro, ma dalle intenzioni e dalle opere; sono esse che scandiscono il solo tempo che ha valore dinanzi a Dio.\u00a0 Il tempo di Fra Immacolato \u00e8 stato fino alla fine quello di Dio: ad ogni suo respiro e fino all\u2019ultimo, come in un\u2019interminabile giaculatoria, in una sorta di misurazione traslata del tempo, ripeteva: \u201cNon scambierei le mie sofferenze con tutte le gioie del Paradiso\u201d.<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5><strong>Storia della Causa <\/strong><\/h5><h5>All\u2019indomani della morte di Fra Immacolato (13 aprile 1989) su pressante richiesta del clero diocesano e di tanti fedeli, l\u2019Arcivescovo di Campobasso, Mons. Ettore Di Filippo, sentiti i Superiori generali dei Carmelitani scalzi, riconosce fondata la richiesta di adoperarsi perch\u00e9 l\u2019eredit\u00e0 spirituale lasciata da Fra Immacolato fosse raccolta e divulgata. Senza prevaricare i tempi e le modalit\u00e0 del diritto canonico, in occasione del secondo anniversario della scomparsa di Fra Immacolato (1991), l\u2019Arcivescovo autorizza il parroco Don Michele Fratianni ad attivarsi per raccogliere la documentazione necessaria all\u2019occorrenza. Il lavoro svolto da Don Fratianni viene interrotto dalla sua prematura scomparsa, proprio mentre \u00e8 trascorso il tempo necessario per l\u2019introduzione canonica della causa di beatificazione. Intanto l\u2019oggettiva difficolt\u00e0 di trovare un sostituto di Don Michele e un postulatore che avesse i requisiti richiesti dalle norme canoniche, nonostante la disponibilit\u00e0 e l\u2019interessamento del nuovo Arcivescovo di Campobasso Mons. Armando Dini, divengono l\u2019unico motivo che ritarda l\u2019apertura del processo diocesano.\u00a0 In questi anni vedono la luce alcuni saggi e diversi articoli sulla figura e la spiritualit\u00e0 di Fra Immacolato fra i quali ricordiamo: (1995) P. L. Iammarrone: <em>Il profilo della vita spirituale di Fra Immacolato<\/em>; (1997) Don M. Fratianni <em>Il cielo sulla casa; <\/em>\u00a0(2003) Giuseppe Biscotti: <em>Fra Immacolato: il cireneo di casa nostra<\/em>.\u00a0 Anche la stampa regionale e le Tv locali si interessano in pi\u00f9 occasioni della figura di Fra Immacolato. Il 1\u00b0 ottobre 2004 Mons. Dini con proprio atto, prot. N. 409\/SelSAP0005\/178 istituisce la Commissione storica, presieduta dal Prof. Giuseppe Biscotti, con il compito di proseguire il lavoro gi\u00e0 avviato da Don Michele Fratianni, cio\u00e8 di raccogliere tutto il materiale d\u2019archivio e le testimonianze riguardanti Fra Immacolato. Lungo l\u2019itinerario della ricerca storica degli scritti di Fra Immacolato e dei documenti che lo riguardano si colloca la figura di Padre Gerardo Di Flumeri, postulatore della causa di beatificazione di San Pio da Pietrelcina, che conosceva Fra Immacolato anche dagli atti del processo di Padre Pio. Questi in data 20 maggio 2003, al presidente della Commissione storica scrive: \u201cSi adoperi presso la Curia Vescovile, perch\u00e9 il processo diocesano di Fra Immacolato si avvii e si concluda felicemente\u201d. Il 27 marzo dell\u2019anno successivo scrive di nuovo: \u201cFormulo l\u2019augurio che il processo di beatificazione di Fra Immacolato si apra quanto prima e si concluda felicemente\u201d. La svolta che porta in brevissimo tempo all\u2019apertura del processo diocesano, si ha agli inizi del mese di settembre del 2004 grazie alla disponibilit\u00e0 del cappellano militare Don Gabriele Teti, il quale con il consenso del suo Ordinario Mons. Angelo Bagnasco, si rende disponile ad occuparsi in qualit\u00e0 di postulatore della causa di Fra Immacolato.\u00a0 L\u2019Arcivescovo Dini senza indugiare avvia la procedura canonica per l\u2019apertura della fase informativa del processo canonico di beatificazione di Fra Immacolato; contemporaneamente nominava teologi censori degli scritti di Fra Immacolato i seguenti religiosi: P. Giovanni Iammarrone, sacerdote dell\u2019Ordine dei Frati Minori Conventuali, Professore di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Facolt\u00e0 San Bonaventura e la Pontificia Universit\u00e0 Lateranense, Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e Fra Luigi Maria Lavecchia, sacerdote dell\u2019Ordine dei Frati Minori Cappuccini,\u00a0 docente di Teologia Morale presso la Facolt\u00e0 teologica pugliese \u201cIstituto Santa Fara\u201d \u2013 Bari; docente di Teologia morale\u00a0 presso l\u2019 Issr \u201cBeata Maria Vergine del Soccorso\u201d &#8211; San Severo..<\/h5><h5>E in data 21 settembre 2004, al Generale dell\u2019Ordine del Carmelo teresiano, comunica che in data 1\u00b0 ottobre si terr\u00e0 a Campobasso una solenne concelebrazione per dare avvio alla fase informativa del processo canonico di beatificazione di Fra Immacolato. Il 15 dicembre successivo, a soli due mesi dalla introduzione della fase istruttoria, la Congregazione delle cause dei santi concede il nihil obstare.\u00a0<\/h5><h5>La Commissione storica nel 2005 porta a termine la raccolta delle lettere che il Servo di Dio aveva inviato a personalit\u00e0 diverse nelle pi\u00f9 disparate localit\u00e0 di Italia. Tra gli interlocutori privilegiati di Fra Immacolato vi sono i suoi direttori spirituali e i confratelli della Casa Generalizia. Tra questi spiccano: padre Valentino Macca che, alla Priora del Carmelo Ocd \u201cTre Madonne\u201d di Roma confidava: \u201cLo vedremo presto salire agli onori degli altari\u201d, i Superiori Generali Ocd con i quali ha intrattenuto rapporti epistolari sin dal 1942. Vi sono poi le lettere alle monache carmelitane. Ad esse si presenta in punta di piedi, per divenirne presto un riferimento spirituale sicuro. Seguono le lettere indirizzate a coloro che cercano conforto spirituale e preghiere: tutti indistintamente trovano in lui una guida sicura e stabile, pronto a farsi carico delle debolezze per bruciarle nel fuoco della sofferenza espiatrice. Tra costoro vi sono persone note, ma anche gente semplice; non mancano i religiosi, i sacerdoti e i vescovi. Il voluminoso Epistolario di Fra Immacolato \u00e8 giudicato dai Teologi censori uno scrigno di saggezza teologica e di profondit\u00e0 spirituale. In particolare padre Iammarrone\u00a0 sottolinea la correttezza formale dei \u201cmolti elementi dottrinali ben assimilati ed espressi in forma ortodossa, del tutto privi di errori e autenticamente cattolici\u201d; essi \u201crappresentano un\u2019eloquente testimonianza dell\u2019esperienza spirituale di un\u2019anima che, fin dalla fanciullezza, ha sentito l\u2019attrazione del Signore e dal giorno in cui \u00e8 stata colpita da una grave malattia si \u00e8 affidata ai disegni provvidenti di Dio, iniziando un cammino di sequela e di conformazione a Ges\u00f9 Cristo sofferente e crocifisso, terminato nel giorno del suo passaggio da questo mondo all\u2019eternit\u00e0 di Dio\u201d. P. Luigi Maria Lavecchia dal canto suo conferma quanto asserito dal collega censore, scrive infatti: \u201cDalla lettura d\u2019insieme dell\u2019Epistolario non si riscontrano particolari espressioni e situazioni di vita che contrastano con la Rivelazione, la fede, il dato Magisteriale e l\u2019impegno di consacrazione religiosa nello specifico della spiritualit\u00e0 carmelitana teresiana\u201d.<\/h5><h5>L\u2019Epistolario diviene una delle fonti principali per la compilazione della prima biografia documentata del Servo di Dio. La biografia, edita nel 2007 per i tipi della Editrice OCD, si inscrive, come sostiene P. Luigi Borriello nell\u2019ambito \u201cdelle biografie documentate\u201d Cf Borriello L., <em>Recensione del libro di Giuseppe Biscotti: Fra Immacolato Brienza carmelitano scalzo, Roma Morena, ODC, 2007<\/em>, in \u201cTeresianum\u201d n. 1, 2008, pp. 75-77. <strong>\u00a0<\/strong>Per la sua redazione l\u2019autore oltre ad utilizzare gli scritti gi\u00e0 editi, ha potuto avvalersi del contributo delle fonti orali dirette. In modo particolare l\u2019autore si \u00e8 basato sulle testimonianze dei congiunti del Servo di Dio e di coloro che l\u2019avevano conosciuto personalmente. La biografia, composta di 527 pagine, \u00e8 corredata da centinaia di note esplicative, da un ampio repertorio bibliografico, dall\u2019indice dei nomi sia nella scansione cronologica che alfabetica. L\u2019Arcivescovo Dini ha impreziosito il volume con un\u2019interessante presentazione, inoltre, ha concesso il Nihil obstat quonimus imprimatur; anche l\u2019Ordine carmelitano, nella persona di padre Arnaldo Pigna, gi\u00e0 Provinciale della Provincia carmelitana Ocd di Roma, ha concesso il Nihil obstat.\u00a0<\/h5><h5>Il 13 aprile del 2005, in occasione del sedicesimo anniversario della dipartita per il Cielo di Fra Immacolato, espletata con successo la fase istruttoria, con una solenne concelebrazione nella Cattedrale di Campobasso, mons. Dini istituisce il Tribunale diocesano per avviare il processo sulla vita, virt\u00f9 e fama di santit\u00e0 del nostro Servo di Dio. A soli due anni di distanza &#8211; precisamente l\u201911 maggio 2007 \u2013 59\u00b0 anniversario della professione solenne di Fra Immacolato, l\u2019Arcivescovo Dini chiude, con una solenne concelebrazione nella Cattedrale di Campobasso, i lavori del Tribunale diocesano. Alla concelebrazione erano presenti il vescovo emerito Mons. Antonio Nuzzi, i Definitori generali dei carmelitani scalzi, Rev.mi PP. Xavier Jayaraj e Stephen Watson, i Rev.di Provinciali P. Arnaldo Pigna della provincia carmelitana di Roma e P. Leonardo Cuccurullo della provincia carmelitana di Napoli, moltissimi sacerdoti e religiosi giunti da tutta Italia, le autorit\u00e0 cittadine e regionali e tantissimi fedeli. La narrazione della vicenda umana e spirituale\u00a0 di Fra Immacolato non passa inosservata, infatti presto si susseguono numerose recensioni e articoli pubblicati su importanti organi di stampa quali: <strong>La Civilt\u00e0 cattolica<\/strong>: Esposito di G., <em>Recensione del libro di Giuseppe Biscotti: Fra Immacolato Brienza carmelitano scalzo, Roma Morena, ODC, 200, in \u201cLa Civilt\u00e0 cattolica n. 3774, <\/em>\u00a0<strong>15 settembre 2007<\/strong>; <strong>L\u2019Osservatore Romano<\/strong>: Gori N., <em>Si consum\u00f2 come olocausto gradito a Dio per i fratelli<\/em>, in \u201cL\u2019Osservatore Romano\u201d, 10 maggio 2007, p. 6; Biscotti G., <em>Fra Immacolato Brienza, icona della sofferenza vissuta nella gioia del Risorto<\/em>, in \u201cL\u2019Osservatore Romano\u201d anno CXLV , 25 novembre 2005, n. 276, p. 4; <strong>Avvenire<\/strong>: Liut M.,<em> Verso gli altari Fra Immacolato, per cinquant\u2019anni evangelizzatore dal letto della sua malattia, <\/em>in \u201cAvvenire\u201d, 12 maggio 2007,\u00a0 p. 23; <strong>la Rivista di\u00a0 vita Spirituale<\/strong>: Laudazi Padre E., <em>Al buon Dio bisogna dire sempre di s\u00ec. Breve profilo biografico e spirituale di Fra Immacolato Giuseppe di Ges\u00f9<\/em>, in \u201cRivista di vita spirituale\u201d, anno LIX, novembre-dicembre 2005, pp. 646-656;<strong> Famiglia Cristiana<\/strong>: Biscotti G., <em>Vita, dolori e morte di fra Immacolato<\/em>, in \u201cFamiglia cristiana\u201d, anno LXXVIII, n. 21-25 maggio 2008, p. 162, <strong>Voce di Padre Pio<\/strong>. Nel 2009 i Provinciali Ocd, con l\u2019intento di far conoscere ad un pubblico sempre pi\u00f9 numeroso la figura del loro confratello di Campobasso, finanziano la pubblicazione di una seconda edizione della biografia\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/h5><h5>Il 5 febbraio 2008 il nuovo Arcivescovo Mons. GianCarlo Bregantini accompagnato dal Giudice delegato del tribunale diocesano, dal nuovo Postulatore don Fabio di Tommaso, dal Vicario generale della Diocesi, consegna alla Congregazione delle Cause dei Santi il plico contenente la documentazione raccolta dal Tribunale diocesano. In data 21 settembre 2008 La Congregazione delle Cause dei Santi trasmette al Postulatore la \u201cCopia pubblica\u201d degli atti dell\u2019inchiesta diocesana.<\/h5><h5>In data 23 gennaio 2010 la Congregazione delle Cause dei Santi notifica al Postulatore Don Fabio di Tommaso alcune inadempienze nella documentazione dell\u2019inchiesta diocesana e invita a porvi rimedio secondo le modalit\u00e0 del diritto canonico e delle leggi specifiche.\u00a0 In data 17 novembre 2010 l\u2019Arcivescovo di Campobasso da\u2019 inizio, nel rispetto delle formalit\u00e0 giuridiche, alla fase suppletiva dell\u2019inchiesta diocesana. Gli atti dell\u2019istruttoria suppletiva vengono recapitati al Dicastero dei Santi personalmente dall\u2019Arcivescovo Mons. Bregantini in data 19 febbraio 2011. Il Congresso Ordinario della Congregazione delle Cause dei Santi in data 28 ottobre 2011 affida al Rev.mo Relatore Mons. Carmelo Pellegrino la causa del Servo di Dio Fra Immacolato.<\/h5><h5>L\u2019inchiesta diocesana ha avuto inizio il 20 marzo del 2005 ed \u00e8 terminata il 15 marzo 2007. Gli interrogatori si sono svolti a Campobasso nei locali della Curia Arcivescovile, in Via Mazzini 76. L\u2019inchiesta diocesana suppletiva ha avuto inizio il 25 novembre 2010 ed \u00e8 terminata il 1\u00b0 febbraio 2011. Gli interrogatori sono avvenuti a Campobasso nei locali della Curia Arcivescovile. Complessivamente le sessioni sono state 16, di cui 9 nella prima inchiesta e 7 nella seconda, quella suppletiva. I testi escussi sono stati complessivamente sessanta, di cui 20 della sessione suppletiva. Si tratta di persone che, salvo poche eccezioni, hanno conosciuto personalmente il Servo di Dio. In particolare si segnalano i congiunti del Servo di Dio tra i quali le sorelle e i nipoti che gli sono stati pi\u00f9 vicini e i cognati. Il medico curante, il personale medico e infermieristico dell\u2019Ospedale \u201cCardarelli\u201d di Campobasso ove il Servo di Dio \u00e8 stato ricoverato per un intervento chirurgico. I Confratelli carmelitani che lo hanno conosciuto di persona o che ne hanno sentito parlare: si tratta di religiosi che hanno ricoperto e che ricoprono importanti ruoli nell\u2019Ordine teresiano. I sacerdoti diocesani e i religiosi di Ordini e congregazioni diversi sia maschili che femminili; il Vescovo emerito di Teramo, gi\u00e0 Vicario generale della Diocesi di Campobasso. Le Monache carmelitane scalze di diversi monasteri con le quali il Servo di Dio si \u00e8 mantenuto in contatto epistolare per alcuni decenni. Gli aderenti all\u2019associazionismo cattolico di Campobasso, dall\u2019Unitalsi all\u2019Azione Cattolica. Numerosi sono anche i laici, madri e padri di famiglia che hanno avuto nel Servo di Dio un importante riferimento spirituale per s\u00e9 e per i loro cari.<\/h5><h5>In data 27 febbraio 2013 il Dicastero dei Santi affida la causa al nuovo Relatore Mons. Claudio Jovine. Questi constatata la regolarit\u00e0 giuridica delle procedure seguite dal Tribunale diocesano di Campobasso, dava avvio in modo ufficiale alla fase romana del processo di beatificazione del Servo di Dio. Nel 2014 la postulazione diocesana, compila la Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis. Si tratta di un nutrito volume che contiene la documentazione necessaria perch\u00e9 la Chiesa possa giudicare con cognizione di causa e pervenire al pronunciamento ufficiale sulla venerabilit\u00e0 di frate Immacolato. Il 12 novembre 2020 i Consultori Teologi, (in numero di 10) previsti a norma del Regolamento della Congregazione delle Cause dei Santi, dopo aver analizzato gli scritti del nostro Servo di Dio, la biografia edita dalle edizioni Ocd allegata alla Positio e la stessa Positio, volume di pi\u00f9 di 450 pagine, esprimevano all\u2019unanimit\u00e0 parere favorevole circa l\u2019eroicit\u00e0 delle virt\u00f9 del Servo di Dio. Nel 2022 i Padri Cardinali e i Vescovi riconoscono che il Servo di Dio ha esercitato le virt\u00f9 cristiane in modo eroico.<\/h5><h5>Il 18 febbraio 2022 Papa Francesco dispone la pubblicazione del Decreto di Venerabilit\u00e0. In data 11 maggio 2022 il Decreto pontificio viene reso pubblico a Campobasso, in una solenne concelebrazione presieduta al cardinale Semeraro, prefetto della Congregazione della causa dei santi, dei vescovi della regione ecclesiastica Abruzzo-Molise, del clero diocesani, dei Carmelitani scalzi, confratelli di Fra Immacolato, delle autorit\u00e0 civili e militari e di numerosi fedeli.<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5><strong>Importanza e significato del Venerabile nella Chiesa e nella societ\u00e0 <\/strong><\/h5><h5><em>\u201c\u00c8 una vittima prescelta da Dio\u201d<\/em><\/h5><h5>Fra Immacolato \u00e8 vissuto in un uno dei periodi pi\u00f9 drammatici della storia dell\u2019umanit\u00e0: ha attraversato infatti quasi per intero il \u201csecolo breve\u201d e, a suo modo, ne \u00e8 stato testimone e protagonista. Il suo ruolo all\u2019interno della Chiesa \u00e8 stato sottolineato in modo inequivocabile da san Pio da Pietrelcina che di lui disse: \u201c\u00c8 una vittima prescelta da Dio\u201d. Una vittima che, insieme a molte altre, nell\u2019oblazione incondizionata sottratta agli sguardi indiscreti del mondo, ha contribuito ad arginare la devastante forza del male di uno dei periodi pi\u00f9 bui dell\u2019umanit\u00e0. La sua esperienza umana e religiosa infatti inizia il 27 giugno 1938, allorquando Dio irrompe con forme struggenti nella sua vita, mentre nella mente di uno squilibrato d\u2019oltre Alpe prende forma l\u2019idea dello sterminio degli ebrei, in attesa di trascinare l\u2019umanit\u00e0 in un dramma senza uguali. Il nostro Servo di Dio ignaro di tutto ci\u00f2, senza porre domande e senza comprendere fino in fondo ci\u00f2 che Dio gli chiedeva, si dispone ad accogliere umilmente la Sua volont\u00e0: \u201cNon sapevo &#8211; scriver\u00e0 qualche tempo dopo alla priora del Carmelo di Firenze &#8211; ci\u00f2 che Ges\u00f9 aveva per me in serbo, ignoravo completamente i divini disegni, per\u00f2 mai Ges\u00f9 mi ha fatto recalcitrare sotto l\u2019amorosa mano che mi crocifiggeva\u201d. Il 13 aprile 1989 &#8211; mentre il muro di Berlino sta per cedere sotto i colpi di una ritrovata speranza &#8211; termina la sua esistenza terrena e con essa la fine delle sue sofferenze.<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5><em>La chiamata alla vita religiosa regolare<\/em><\/h5><h5>Fra Immacolato tuttavia non \u00e8 soltanto l\u2019espressione misteriosa della sofferenza vissuta nella gioia del Cristo risorto. Egli si inserisce anche nel processo di rinnovamento con il quale lo Spirito Santo accompagna il cammino della Chiesa lungo i secoli. Ci\u00f2 si palesa con la sua chiamata alla vita religiosa regolare, pur restando pienamente inserito nelle dinamiche della vita familiare, per giunta di una famiglia assai numerosa. In tal modo egli anticipa in qualche modo la primavera dello Spirito che, in epoca post Conciliare, vedr\u00e0 sorgere tante e diverse forme di vita religiosa in grado di coniugare in perfetta armonia la vita in famiglia e la professione dei \u2018consigli evangelici\u2019. La dimensione profetica dell\u2019esperienza esistenziale di Fra Immacolato appare, alla luce dei mutamenti radicali che la famiglia ha subito, chiara ed evidente. Dio, attraverso il suo essere religioso in famiglia, gi\u00e0 dal lontano 1942, addita una strada possibile per evitare alle famiglie cristiane di lasciarsi assorbire dal tumulto dei falsi valori che il mondo prospetta. In altre parole, se la famiglia in quanto tale non \u00e8 chiamata a vivere secondo la forma dei \u201cconsigli evangelici\u201d, essa per\u00f2 non \u00e8 esentata dal far proprio lo spirito pi\u00f9 genuino della vita religiosa. La rivitalizzazione della vita cristiana, come insegna l\u2019esperienza esistenziale di Fra Immacolato, in perfetta sintonia con quanto i Padri conciliari sottolineano con forza nella \u201cLumen Gentium\u201d, parte dalla famiglia e non pu\u00f2 realizzarsi senza una forte esperienza di fede, senza far proprio &#8211; in qualche modo &#8211; lo spirito che anima la vita religiosa. La famiglia in sintonia con le comunit\u00e0 religiose e pi\u00f9 in generale con l\u2019intera comunit\u00e0 ecclesiale, deve tornare a mettere al centro dei propri interessi il Signore; deve tornare all\u2019assidua preghiera liturgica e a quella domestica, deve aprirsi alle forme possibili di attivit\u00e0 missionaria e far proprio un modello di vita sociale sobrio, che trovi nella carit\u00e0 fraterna il suo ineliminabile termine di riferimento. La vita in famiglia di Fra Immacolato, religioso professo solenne, nel disegno provvidenziale di Dio, questo insegna, questo significa.<\/h5><h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5><h5><em>Il suo nome da religioso\u00a0 <\/em>\u00a0<\/h5><h5>Anche il suo nome da religioso \u2013 Immacolato &#8211; accettato per ubbidienza,\u00a0 assume una dimensione \u2013 in qualche modo \u2013 profetica. Quel nome nella logica di Dio\u00a0 &#8211; come egli stesso svela al padre spirituale <em>(Don Michele Ruccia, 24.11.1951: \u201cMio caro Don Michele,<\/em><em> stamani subito dopo la S. Comunione ho avvertito ben chiara la presenza del di S. Giovanni della Croce. Non ho resistito e Lui si \u00e8 fermato con me per quasi tutto il tempo del ringraziamento. Insieme abbiamo adorato, ringraziato, pregato \u2026\u00a0 Ho compreso che il mio nuovo nome di religione \u00e8 per me un programma che mi parla di purezza, di amore, di dedizione generosa e totale\u201d), <\/em>\u2013 sta ad indicare che la sofferenza accettata per puro amore spalanca la via verso \u201cl\u2019innocenza originaria\u201d, sta ad indicare quanto sia vero che dopo l\u2019amore, il dono pi\u00f9 grande che Dio possa fare all\u2019uomo \u00e8 la sofferenza. La vicenda di Fra Immacolato si lega in tal modo al messaggio di Lourdes e di Fatima, cio\u00e8 al profetico e pressante richiamo della Santa Vergine alla penitenza e al sacrificio, quali mezzi efficaci per arginare l\u2019ondata di errori dottrinali e il dilagare dell\u2019immoralit\u00e0 dai quali il mondo, ma anche la Chiesa, non sarebbero stati risparmiati. Dinanzi a questi fatti, che pur dovettero sfiorare la sua mente, la sua risposta rimase sempre la stessa: \u201cChe io sappia perdermi in Dio e che a lui sappia abbandonarmi tanto completamente che di me non rimanga alcun vestigio, proprio come avviene di un granello di polvere che sparisce senza lasciare traccia di s\u00e9.<\/h5><h5>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/h5><h5><em>Il magistero dell\u2019esempio<\/em><\/h5><h5>Per 51 anni &#8211; nella disponibilit\u00e0 pi\u00f9 assoluta &#8211; fu un punto di riferimento per vescovi, sacerdoti, consacrati e laici. Si andava da lui per raccontare e per domandare. Ascoltava senza interrompere. Quando doveva intervenire, anche se con poche parole, era sincero, fermo e, a volte, anche duro. Non aveva paura di rimproverare. In genere per\u00f2 era l&#8217;incoraggiamento a prevalere. Faceva sue le difficolt\u00e0 e le sofferenze degli altri. Indicava la passione di Ges\u00f9 e il dolore dell\u2019Addolorata, invitando a salire il calvario con loro. L\u2019abituale sorriso con cui accoglieva chiunque si recava a fargli visita scompariva solo dinanzi al peccato. L&#8217;offesa a Dio sembrava che gli straziasse la carne gi\u00e0 sanguinante. Riusciva comunque a mettere pace e un po&#8217; di amore anche nelle persone pi\u00f9 difficili. Il suo umile magistero, radicato nella migliore tradizione della spiritualit\u00e0 carmelitana, che egli dimostra di conoscere in profondit\u00e0 nei suoi aspetti teorici e per diretta esperienza personale, sa confrontarsi con lo spessore spirituale e con la specifica psicologia e sensibilit\u00e0 dei suoi interlocutori. Cos\u00ec se alle anime gi\u00e0 avanti nella via della santit\u00e0 prospetta il valore e la bellezza della sofferenza espiatrice, con l\u2019intento esplicito di realizzare una sorta di consorteria spirituale, capace di rendere ancora pi\u00f9 efficace l\u2019immolazione per la santificazione dei sacerdoti e la salvezza delle anime, a quelle che iniziano il cammino o che lo hanno da poco intrapreso indica nella fedelt\u00e0 alla chiamata ricevuta, nella diligente osservanza dei doveri prescritti e nella continua meditazione della passione del Signore la strada maestra per andare spediti sulle vie di Dio. Possiamo asserire, in definitiva, che Fra Immacolato incarna consapevolmente l\u2019immagine stessa del magistero dell\u2019esempio, del magistero del puro amore, della perfetta carit\u00e0. Gli aspetti distintivi e qualificanti della sua pedagogia spirituale possiamo individuarli, anche se in modo non esaustivo, nel convincimento in lui profondamente radicato che la sofferenza \u00e8 \u201cil bacio che lo Sposo riserva all\u2019anima sua sposa\u201d, che \u201cla sofferenza accettata per puro amore \u00e8 il bacio reso al Signore dall\u2019anima sua sposa\u201d, che il Signore e la sua Santissima Madre non si lasciano vincere in generosit\u00e0 nell\u2019addolcire il peso della croce, soprattutto nei momenti pi\u00f9 difficili e nella consapevolezza che il male esiste, che il demonio non \u00e8 una metafora, ma una realt\u00e0 mai inerme che impiega tutte le energie di cui dispone per distogliere, confondere e rallentare il cammino di perfezione delle anime; che le anime &#8211; soprattutto quelle consacrate &#8211; costano sangue, che molte di esse, senza il soccorso generoso della preghiera e della sofferenza espiatrice delle tante vittime del puro amore, non avrebbero scampo. Si tratta di convincimenti maturati nel tempo, desunti dall\u2019esperienza, verificati nella loro efficacia e verit\u00e0 personalmente tante volte; si tratta in definitiva del suo mondo interiore, del suo progetto di vita che sintetizza per s\u00e9 e per gli altri in una espressione semplice quanto efficace e che ama spesso ripetere: \u201cLavorare \u00e8 bene, pregare \u00e8 ancora meglio, ma soffrire in unione a Ges\u00f9 \u00e8 tutto\u201d.<\/h5><h5>Fra Immacolato \u00e8 una figura di sicuro riferimento anche per chi nella Chiesa svolge funzioni guida e, pi\u00f9 in genere per i consacrati e gli operatori pastorali. Il suo magistero non si caratterizza tanto per le parole o le esortazioni quanto per l\u2019esempio della sua vita, della sua straordinaria generosit\u00e0. Pur consapevole del fatto che \u201cle anime costano sangue\u201d, egli non si \u00e8 mai irretito di fronte alle difficolt\u00e0 della perfetta carit\u00e0. Nel silenzio pi\u00f9 assoluto, per tutta la vita, si \u00e8 fatto carico delle molteplici forme della debolezza umana; siamo certi che, con il beneplacito del Signore, \u00e8 riuscito ad estinguere molti di quei pesanti debiti contratti con la Giustizia divina. Ai consacrati ricorda che la vita religiosa \u00e8 un impegno contratto volontariamente con la Grazia e che ad Essa non si pu\u00f2 rispondere con tiepidezza. Forte di questo convincimento, si mostra perfettamente d\u2019accordo con la priora del monastero delle clarisse cappuccine di Fabriano: \u201cTroppi sollievi &#8211; scrive &#8211; troppe distrazioni; oggi c\u2019\u00e8 urgente bisogno di mortificazioni; \u00e8 uno dei mezzi pi\u00f9 efficaci per riavere il fervore e con esso l\u2019amicizia di Dio. Ritorniamo alle mortificazioni corporali, ammacchiamo la carne, facciamo colare qualche goccia di sangue e saremo lieti come non lo fummo mai. Ma perch\u00e9 non si vuol comprendere la sublime grandezza del patire che ci associa al sacrificio della vittima augusta del Calvario?<strong>\u201d.<\/strong><\/h5><h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5><h5><em>Il sacerdozio ordinato: fulcro della sua vita<\/em><\/h5><h5>In considerazioni delle testimonianze dell\u2019Inchiesta diocesana e di quanto \u00e8 emerso dalle lettere ai suoi direttori spirituali possiamo asserire che il fulcro stesso di tutta la sua esistenza ruoti attorno al mistero del sacerdozio ordinato. Il suo amore per i sacerdoti, soprattutto per quelli in difficolt\u00e0, rappresenta la sua specifica dimensione ecclesiale. Non \u00e8 un caso che egli, gi\u00e0 dal lontano 1946, si offra vittima per la loro santificazione. A questo proposito vogliamo riportare &#8211; con l\u2019intento di sottolineare quanto detto sopra, un breve passo tratto dal manoscritto di un suo direttore spirituale: \u201cIl suo continuo immolarsi per le anime &#8211; scrive Don Ruccia &#8211; si accendeva quando si trattava di un sacerdote in difficolt\u00e0. Scriveva, pregava, invitava a pregare finch\u00e9 il sacerdote fosse tornato nella grazia totale di Dio. Il ritorno a Dio lo valeva a costo di soffrire; era disposto ad espiare da solo\u201d. Aveva premura anche per le loro necessit\u00e0 materiali. Sappiamo che con il consenso dei suoi superiori raccoglieva offerte tra parenti ed amici per lenire i bisogni soprattutto di quei sacerdoti che, tra l\u2019altro, non riuscivano ad avere l\u2019offerta quotidiana per la celebrazione della santa Messa.<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5><em>La famiglia naturale e quella religiosa<\/em><\/h5><h5>Pur nella sua particolare condizione di malato grave non si \u00e8 mai sottratto ai doveri nei confronti della sua famiglia naturale e di quella religiosa. E\u2019 stato per entrambi una persona mirabile<strong>:<\/strong> mai egocentrica, sempre umile, generosa, ubbidiente. \u201cPer s\u00e9 &#8211; osserva Clara la sorella maggiore &#8211; non chiedeva mai nulla. Neppure un bicchiere d\u2019acqua\u201d. La numerosa famiglia naturale lo ricorda per il suo grande equilibrio nel giudicare, per la sua inarrivabile capacit\u00e0 di estinguere sin dal loro nascere gli screzi, le incomprensioni. Per ciascuno di loro, pi\u00f9 che il congiunto malato, bisognoso di cure e di attenzioni, era l\u2019insostituibile punto di riferimento cui ricorrere in qualsiasi momento, certi del suo aiuto, del suo interessamento. \u00c8 stato per tutti loro l\u2019icona di una fede incrollabile; la guida sicura, mai bigotta, lungo le tortuose vie della vita.<\/h5><h5>Anche per i membri della sua Famiglia religiosa egli \u00e8 stato il confratello e il religioso esemplare che ha osservato la Regola scrupolosamente, che non ha mai chiesto di essere esonerato dai suoi aspetti pi\u00f9 severi. Piuttosto egli reclamava umilmente, allorquando la piet\u00e0 umana induceva i Superiori a mitigargliela alquanto. Si \u00e8 nutrito direttamente alle fonti della spiritualit\u00e0 Carmelitana divenendone con il tempo un autorevole interprete e testimone. \u00a0L\u2019intera comunit\u00e0 carmelitana vede in lui il religioso esemplare, il candidato agli onori degli altari, come ebbe a dire P. Valentino Macca alla priora del Carmelo romano di \u201cTre Madonne\u201d<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5><em>L\u2019Epistolario <\/em><\/h5><h5>L\u2019Epistolario di Fra Immacolato \u00e8 il mezzo pi\u00f9 diretto per conoscere l\u2019itinerario ascetico e mistico che egli ha percorso nella pi\u00f9 assoluta fedelt\u00e0 alla volont\u00e0 del Signore, agli insegnamenti della Chiesa e alla Regola del suo Ordine. Per queste ragioni esso \u00e8 un\u2019efficace \u201cstrumento\u201d di nutrimento spirituale per tutti gli uomini di buona volont\u00e0. Mentre rimandiamo alle relazioni sugli scritti di Fra Immacolato dei Teologi censori, a quella di P. Ennio Laudazi, membro della Commissione storica, in queste pagine ci limitiamo ad osservare che in questi anni molti altri studiosi si sono interessati dell\u2019Epistolario del nostro Servo di Dio, pubblicando saggi e articoli: tutti confermano che l\u2019Epistolario contiene molti elementi dottrinali ben assimilati ed espressi in forma ortodossa.\u00a0<\/h5><h5>\u201cIl lettore delle sue lettere &#8211; scrive P. Giovanni Iammarrone &#8211; rileva senza difficolt\u00e0 che il suo abbandono di fede alla volont\u00e0 di Dio nella sofferenza non \u00e8 venato di \u201cvelata tristezza\u201d, di \u201cdolente rimpianto\u201d o addirittura di \u201csordo rancore\u201d per la condanna, per di pi\u00f9 in et\u00e0 acerba, ad una vita all&#8217;apparenza umanamente priva di senso, ma \u00e8 pervaso di serenit\u00e0, anzi di gioia, gioia che si spiega solo per il fatto che egli ha vissuto della certezza di essere stato chiamato a corrispondere ad una vocazione di Dio Amore\u201d P. Luigi Lavecchia, a sua volta scrive: \u201cPersonalmente sono certo che, esplorando e valorizzando la spiritualit\u00e0 di Fra Immacolato, la Chiesa Universale e Locale sapr\u00e0 trarre benefici spirituali e preziosit\u00e0 parenetiche per il popolo di Dio impegnato nel cammino di sequela e di ascesi battesimale e cristologica. A maggior ragione ne trarranno giovamento gli ammalati, i quali ritroveranno in Fra Immacolato un modello concreto e di paziente ed attiva sofferenza valorizzata per finalit\u00e0 teologico-redentive ed ecclesiologiche, ed ancor pi\u00f9 i sacerdoti, per i quali in modo specifico il sacrificio del religioso carmelitano sofferente ha avuto motivo d\u2019essere&#8230; Fra Immacolato \u00e8 Ostia pro Sacerdotibus e sofferenza orante per impetrare al Divino Sacerdote vocazioni sacerdotali. Sono oltremodo convinto che, con un\u2019opportuna ermeneutica ed una appropriata introduzione, possano essere date al popolo di Dio le lettere raccolte nel suo Epistolario, affinch\u00e9 si attinga a piene mani il messaggio che la Provvidenza ha voluto consegnare a tutti gli uomini di buona volont\u00e0 attraverso questo Fratello nel battesimo e nella fede, al fine di indurre ciascuno a vivere pienamente il proprio battesimo e testimoniare la propria fede, speranza e carit\u00e0, di fronte ad un mondo sempre pi\u00f9 esigente e bisognoso, nell\u2019assolvimento convinto della propria parte di discepoli del Cristo Signore e Maestro\u201d.<\/h5><h5>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/h5><h5><em>La santit\u00e0 all\u2019interno del focolare domestico<\/em><\/h5><h5>La santit\u00e0 di Fra Immacolato senza la sua famiglia sarebbe inconcepibile. \u00c8 vero che egli fece di tutto per pesare il meno possibile sui suoi, ma \u00e8 altrettanto vero che solo l\u2019amore incondizionato dei genitori prima e dei fratelli poi gli hanno consentito di scalare le vette della perfezione cristiana. Tra Fra Immacolato e la sua famiglia vi \u00e8 un legame umano-spirituale strettissimo dove i ruoli, pur assai diversi, mai configgono, neanche quando, la loro casa &#8211; gi\u00e0 all\u2019indomani della sua malattia \u2013 viene frequentata pressoch\u00e9 continuamente da una miriade di persone bisognose. I genitori prima e i fratelli dopo, mai nulla hanno da obiettare al fatto che la sua stanza assomigli sempre pi\u00f9 a una piccola chiesa. La loro discrezione nell\u2019accogliere i \u201cvisitatori\u201d ha dell\u2019eccezionale: mai una domanda, mai una curiosit\u00e0; si entrava a casa loro accolti dal sorriso e con la medesima gentilezza si veniva accompagnati alla porta dopo il colloquio con il congiunto malato. Le testimonianze dell\u2019Inchiesta diocesana confermano all\u2019unisono questo tratto distintivo dei congiunti del nostro Servo di Dio. Fra Immacolato dal canto suo, come dicevamo, utilizza tutte le strategie di cui \u00e8 capace per far pesare il meno possibile il suo stato sui suoi cari. Dopo la scomparsa di entrambi i genitori Fra Immacolato diviene il punto di riferimento, la persona in grado di aggregare l\u2019intera famiglia. Attorno al suo letto continuano a scorrere i momenti salienti che caratterizzano la vita famigliare, da quelli lieti e festosi alle inevitabili discussioni che, dappertutto, non mancano mai. Egli \u00e8 l\u00ec. Non \u00e8 in grado di fare molto. Media come pu\u00f2, a volte vi riesce, a volte no. Ci\u00f2 che gli sta a cuore \u00e8 l\u2019unione e la comunione in famiglia. E per mantenerla unita a tutti si dona con lo stesso amore, con la stessa generosit\u00e0. Fra Immacolato nel giudizio di chi lo ha conosciuto \u00e8 stato una sorta di \u201ceroe\u201d silenzioso e discreto delle virt\u00f9 cristiane che, accudito amorevolmente dalla famiglia, ha saputo trasformare i tantissimi anni &#8211; ben 51 &#8211; passati in un letto di dolore in strumento di elevazione spirituale e di santit\u00e0; un\u2019anima generosa che, a dispetto della totale inabilit\u00e0 fisica, seppe dare un senso alla sua vita, seppe trasformare la sua debolezza in forza di Dio. \u00c8 nel giudizio umano, un modello da additare ai tanti che, colpiti dalla sofferenza, non sanno trovare un significato alla loro esistenza. La figura di Fra Immacolato e della sua famiglia sono espressioni di sicuro riferimento e di conforto soprattutto nei momenti in cui la tentazione di staccare anzitempo la spina e farla finita con la sofferenza si fa acuta e drammatica nello stesso tempo. \u00c8 convinzione di molti &#8211; scrive P. Luigi Lavecchia &#8211; che \u201cDio voglia che egli sia conosciuto perch\u00e9 attraverso il suo esempio coloro che sono afflitti dalla sofferenza possano lodare quel Dio che sa operare meraviglie anche in un corpo martoriato, e quelli macchiati dal peccato possano trovare in lui un fratello cui aggrapparsi per ottenere la grazia del perdono. Sono certo &#8211; aggiunge P. Lavecchia &#8211; che, esplorando e valorizzando la spiritualit\u00e0 di Fra Immacolato, la Chiesa Universale e Locale sapr\u00e0 trarre benefici spirituali e preziosit\u00e0 parenetiche per il popolo di Dio impegnato nel cammino di sequela e di ascesi battesimale e cristologica. A maggior ragione ne trarranno giovamento gli ammalati, i quali ritroveranno in Fra Immacolato un modello concreto e di paziente ed attiva sofferenza valorizzata per finalit\u00e0 teologico-redentive ed ecclesiologiche, ed ancor pi\u00f9 i sacerdoti per i quali in modo specifico egli si \u00e8 offerta vittima. Fra Immacolato \u00e8 Ostia pro Sacerdotibus e sofferenza orante per impetrare al Divino Sacerdote vocazioni sacerdotali \u201c.\u00a0<\/h5><h5>La sofferenza pu\u00f2 diventare una grazia, anzi una sorgente di grazie. Questo vale non solo per le malattie, ma per qualsiasi male. Abbiamo bisogno di alzare lo sguardo, come ha fatto Fra Immacolato, di prendere forza da Ges\u00f9 che \u00e8 venuto nel mondo proprio per questo. Per la societ\u00e0 contemporanea, la sua vita di serena accettazione, pu\u00f2 diventare un esempio e un invito a trasformare in vita anche ci\u00f2 che porta alla morte. La sua vita pu\u00f2 diventare un messaggio anche per le famiglie del nostro tempo, specialmente per quelle colpite da qualche male incurabile. La sua famiglia \u00e8 stata la culla della sua santificazione e ne hanno beneficiato tutti i membri. I genitori e i molti fratelli prima, poi anche i nipoti, che circondavano il suo letto, sono rimasti contagiati dalla sua serenit\u00e0 che li ha aiutati a superare le inevitabili difficolt\u00e0 di convivenza e assistenza. La vita &#8211; insegna Fra Immacolato &#8211; in tutte le sue pur dolorose sfumature terrene \u00e8 sempre un dono di Dio. Le famiglie che sono direttamente colpite dalla sofferenza grave sono &#8211; difficile a dirsi &#8211; lo scrigno che custodisce un tesoro. Questo \u00e8 quanto Fra Immacolato e la sua famiglia dicono alla Chiesa e alle famiglie della nostra societ\u00e0 con il loro esempio.<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5 style=\"text-align: right;\"><strong>Giuseppe Biscotti<\/strong><\/h5><h5 style=\"text-align: right;\"><strong><em>Vice postulatore<\/em><\/strong><\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5><strong>Prospetto cronologico della vita del Servo di Dio<\/strong><\/h5><ul><li><h5><strong>5 settembre 1915<\/strong>: Matrimonio dei genitori<\/h5><\/li><li><h5><strong>15 agosto 1922<\/strong>: Data di nascita del Servo di Dio<\/h5><\/li><li><h5><strong>21 agosto 1922<\/strong>: Riceve il Battesimo nella Cattedrale di Campobasso<\/h5><\/li><li><h5><strong>1929-1938<\/strong>: Frequenta la scuola elementare e media e il primo anno dell&#8217;Istituto Tecnico Superiore<\/h5><\/li><li><h5><strong>1935<\/strong>: Desidera farsi certosino<\/h5><\/li><li><h5><strong>13 giugno 1938<\/strong>: Termina l\u2019ultimo anno della scuola superiore<\/h5><\/li><li><h5><strong>27 giugno 1938<\/strong>: L\u2019incontro con la sofferenza<\/h5><\/li><li><h5><strong>26 marzo 1943<\/strong>: Vestizione religiosa nel Terz\u2019Ordine; riceve la Cresima da Mons. Secondo Bologna<\/h5><\/li><li><h5><strong>30 gennaio 1942<\/strong>: \u00c8 la prima lettera dell\u2019Epistolario; chiede di far parte dell&#8217;Ordine carmelitano<\/h5><\/li><li><h5><strong>6 gennaio 1945<\/strong>: Ottiene dal confessore il permesso di offrirsi vittima per la santificazione dei sacerdoti<\/h5><\/li><li><h5><strong>25 agosto 1945<\/strong>: Primo incontro con il padre spirituale<\/h5><\/li><li><h5><strong>12 novembre 1945<\/strong>: La sua prima lettera a Don Ruccia<\/h5><\/li><li><h5><strong>26 marzo 1946<\/strong>: La professione del Terz\u2019Ordine<\/h5><\/li><li><h5><strong>13 giugno 1946 e 18 aprile 1948<\/strong>: Si reca a votare<\/h5><\/li><li><h5><strong>13 marzo 1947<\/strong>: Nota della Segreteria di Stato alla Curia Generalizia dei Carmelitani<\/h5><\/li><li><h5><strong>14 novembre 1947<\/strong>: Supplica al Prefetto della Congregazione dei Religiosi<\/h5><\/li><li><h5><strong>25 marzo 1947<\/strong>: Lettere di affiliazione all\u2019Ordine carmelitano<\/h5><\/li><li><h5><strong>25 luglio 1947<\/strong>: Partecipa al primo pellegrinaggio della Diocesi di Campobasso a Loreto, organizzato dall&#8217;UNITALSI molisana<\/h5><\/li><li><h5><strong>6 agosto 1947<\/strong>: Secondo pellegrinaggio a Loreto<\/h5><\/li><li><h5><strong>3 dicembre 1947<\/strong>: Prot. 11508\/47: La Congregazione dei Religiosi chiede informazioni<\/h5><\/li><li><h5><strong>20 febbraio 1948<\/strong>: La risposta dell\u2019Ordine alla Congregazione<\/h5><\/li><li><h5><strong>2 marzo 1948<\/strong>: La Congregazione dei Religiosi &#8211; Prot. n.11508\/47 concede la dispensa per la professione solenne<\/h5><\/li><li><h5><strong>5 aprile 1948<\/strong>: Partecipa alla Messa degli ammalati in Cattedrale in occasione della &#8220;Peregrinatio Mariae&#8221;<\/h5><\/li><li><h5><strong>16 aprile 1948<\/strong>: Il Definitorio Generale prende atto della comunicazione della Sacra Congregazione dei Religiosi<\/h5><\/li><li><h5><strong>20 aprile 1948<\/strong>: Il Definitorio Generale incarica il Provinciale di Napoli di riceverlo all\u2019Ordine<\/h5><\/li><li><h5><strong>11 maggio 1948<\/strong>: La professione solenne<\/h5><\/li><li><h5><strong>14 maggio 1948<\/strong>: Il Provinciale di Napoli informa la Curia Generalizia di aver dato seguito al Rescritto Pontificio<\/h5><\/li><li><h5><strong>9 agosto 1949<\/strong>: Terzo ed ultimo pellegrinaggio a Loreto<\/h5><\/li><li><h5><strong>23 febbraio 1951<\/strong>: Cambia il nome da religioso<\/h5><\/li><li><h5><strong>18 novembre 1952<\/strong>: \u201cFavorabili voto\u201d del Santo Padre, utilizzo calendario liturgico dell\u2019Ordine<\/h5><\/li><li><h5><strong>13 dicembre 1952<\/strong>: In modo straordinario avverte l\u2019articolazione nella spalla sinistra<\/h5><\/li><li><h5><strong>11 agosto 1954<\/strong>: Il Procuratore dell\u2019Ordine e la richiesta dell\u2019ordinazione sacerdotale<\/h5><\/li><li><h5><strong>08 marzo 1955<\/strong>: Il Procuratore Generale chiede informazioni su Fra Immacolato al Provinciale di Napoli<\/h5><\/li><li><h5><strong>11 marzo 1955<\/strong>: Il Provinciale di Napoli risponde al Procuratore<\/h5><\/li><li><h5><strong>14 marzo 1955<\/strong>: Il Procuratore Generale perora la causa dell\u2019Ordinazione sacerdotale di Fra Immacolato presso la Sacra Congregazione dei Religiosi<\/h5><\/li><li><h5><strong>31 marzo 1955<\/strong>: La Sacra Congregazione dei Religiosi sottopone la richiesta dell\u2019Ordinazione sacerdotale di Fra Immacolato al S. Padre<\/h5><\/li><li><h5><strong>05 settembre 1955<\/strong>: Istanza dettagliata sulla figura di Fra Immacolato inviata alla Sacra Congregazione dei Religiosi<\/h5><\/li><li><h5><strong>02 novembre 1955<\/strong>: Responso negativo<\/h5><\/li><li><h5><strong>30 settembre 1962<\/strong>: P. Atanasio da Civitanova Marche intercede presso il Santo Padre per l\u2019Ordinazione sacerdotale di Fra Immacolato<\/h5><\/li><li><h5><strong>25 gennaio 1963<\/strong>: La Segreteria di Stato trasmette gli atti alla Sacra Congregazione dei Religiosi<\/h5><\/li><li><h5><strong>11 febbraio 1968<\/strong>: Coliche renali, epatiche e peritonite, scrive: \u201cOra sto proprio male, mi meraviglio di essere ancora in vita\u201d<\/h5><\/li><li><h5><strong>Maggio 1975<\/strong>: Peggiora sempre di pi\u00f9<\/h5><\/li><li><h5><strong>16 aprile 1982<\/strong>: Nuovi focolai del suo male<\/h5><\/li><li><h5><strong>Novembre 1985<\/strong>: \u00c8 la volta dei reni a creargli problemi<\/h5><\/li><li><h5><strong>23 marzo &#8211; 30 aprile 1985<\/strong>: Ricovero in Ospedale per grave operazione ai reni e all&#8217;intestino e per la dialisi<\/h5><\/li><li><h5><strong>16 marzo 1986<\/strong>: Ora \u00e8 la volta dello stomaco che non funziona<\/h5><\/li><li><h5><strong>6 novembre 1987<\/strong>: Scrive l\u2019ultima lettera a P. Valentino Macca<\/h5><\/li><li><h5><strong>Aprile 1989<\/strong>: Le crisi sono pressoch\u00e9 continue; ormai le flebo e i farmaci di supporto non sono pi\u00f9 sufficienti<\/h5><\/li><li><h5><strong>13 aprile 1989<\/strong>: Pochi minuti prima delle tredici termina la sua giornata terrena<\/h5><\/li><li><h5><strong>14 aprile 1989<\/strong>: Vengono celebrate le esequie nella Cattedrale di Campobasso con la partecipazione silenziosa di una grande folla<\/h5><\/li><\/ul><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5><strong>\u00a0<\/strong><\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5><h5>\u00a0<\/h5>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-ad2467f e-con-full e-flex e-con e-child\" data-id=\"ad2467f\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7ee775b elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"7ee775b\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"450\" src=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/IMMA017.jpg\" class=\"attachment-full size-full wp-image-12185\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/IMMA017.jpg 600w, https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/IMMA017-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-38c6209 e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"38c6209\" data-element_type=\"container\" data-e-type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ARCIDIOCESI DI CAMPOBASSO-BOJANO \u00a0 VENERABILE\u00a0 FRA IMMACOLATO GIUSEPPE DI GES\u00d9 \u00a0 (AL \u00a0SECOLO: ALDO BRIENZA) RELIGIOSO PROFESSO ORDINE\u00a0 CARMELITANI\u00a0 SCALZI (1922-1989) \u00a0 \u00a0 INDICE Succinto profilo biografico del Venerabile Servo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4904,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"elementor_theme","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[689],"tags":[],"class_list":["post-10868","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-intestazione-homepage"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10868","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10868"}],"version-history":[{"count":46,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10868\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16204,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10868\/revisions\/16204"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4904"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10868"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10868"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/arcidiocesicampobasso.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10868"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}