Un giorno segnato dal silenzio, dalla riflessione e dal raccoglimento, in cui i fedeli sono chiamati a meditare sul valore del sacrificio e sull’amore universale. Uno dei momenti più intensi e significativi della tradizione cristiana Il Venerdì Santo dedicato al ricordo della passione e morte di Gesù Cristo. A Campobasso si vive così…

La suggestiva processione ogni anno coinvolge l’intera comunità. Un’esperienza che unisce passato e presente, fede e identità. Attraverso il silenzio, la preghierane il canto, la comunità rinnova ogni anno un legame profondo che va oltre la tradizione, diventando testimonianza viva di appartenenza e umanità condivisa.

 

Le parole di S. Ecc. Mons. Colaianni nella Liturgia della Croce

DAVANTI ALLA CROCE, LA RISPOSTA DELL’AMORE

Nel silenzio del Venerdì Santo, la Chiesa si raccoglie davanti alla croce per contemplare la passione del Signore.

Abbiamo ascoltato il racconto di Gesù: non è solo memoria di un evento passato, ma è una parola viva che riguarda ciascuno di noi. È la vicenda di Gesù, ma anche quella dell’umanità intera, ancora oggi segnata dalla sofferenza, dalla violenza e dalle divisioni tra fratelli.

Pensiamo alle guerre, alle ingiustizie, a tutto ciò che continua a ferire l’uomo. La violenza non ha mai ragione, e tutto questo ci chiede una riflessione profonda.

La passione del Signore ci mette davanti al mistero della sofferenza e della morte. Ma soprattutto ci invita a guardare come Gesù ha vissuto tutto questo.

Gesù non risponde con la violenza. Lui, che è re, manifesta una regalità diversa: non quella del potere, ma quella dell’amore che si dona fino in fondo.

Sulla croce affida tutto al Padre: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”.

È la scelta di fidarsi, anche nel dolore. È la scelta dell’amore.

In Gesù troviamo una risposta: non la vendetta, non la ritorsione, non la logica del potere, ma l’amore che salva.

Egli prende su di sé la sofferenza del mondo, ma apre anche alla speranza. Ci mostra che il bene è ancora possibile, che la fraternità può vincere, che l’amore può cambiare il cuore dell’uomo.

Questo è il compito che nasce dalla croce: vivere secondo questa logica, anche nella nostra fragilità.

Perché la croce non è la fine. È l’inizio di un cammino che conduce alla risurrezione.

Allora, in questo giorno santo, lasciamoci toccare dalla croce di Cristo. Accogliamo il suo amore. E impariamo a viverlo nella nostra vita. Per diventare strumenti di pace e fraternità.

 

Il Cristo Morto in processione incontra i fratelli detenuti.

LEGGI LA PREGHIERA

 

Il messaggio di S. Ecc. Mons. Biagio Colaianni

RICONCILIAZIONE E SPERANZA ALLA LUCE DELLA CROCE