Padre Giovanni Del Zingaro un esempio di vita nella fedeltà quotidiana

Carissimi fratelli e sorelle,

non potendo partecipare alle esequie del nostro carissimo padre Giovanni, desidero associarmi al vostro dolore, con questo mio ricordo, che volentieri vi affido, tramite la voce di don Stefano Fracassi, dell’unità pastorale di sant’Elia.

Per me, come Vescovo, padre Giovanni Del Zingaro è sempre stato un esempio di vita nella fedeltà quotidiana. Non faceva rumore. Arrivava sempre puntualissimo ai suoi impegni, che svolgeva con cuore grande e amabile. Riservato, ma insieme socievole, sempre attento ad ogni cosa.

In particolare, lo ricordo in due luoghi di sua attività pastorale.

In primo luogo, nell’Ospedale, dove aveva creato un clima di leale collaborazione con infermieri ed infermiere, con i medici e il personale direttivo. Le sue iniziative pastorali ed assistenzialistiche erano sempre ben preparate con calma, ben curate in tutti i dettagli.

In particolare, era molto bello quando, in occasione del Natale o della santa Pasqua, celebravamo insieme nei singoli reparti. Era una sincera festa. La messa era condivisa da tutti gli ammalati, che venivano salutati subito dopo, con grande cordialità. Lui sapeva, certo, di qualche particolare situazione ma mai la faceva pesare.

Commovente era poi la messa sulla soglia del reparto di Rianimazione, il mercoledì mattina, il giorno delle Ceneri. Una messa che sapeva dar voce a tutti coloro che nell’anno erano stati in qualche modo ospiti del reparto stesso ed erano poi guariti. Che commozione e che gioia ne nasceva. Un vero evento per l’ospedale, con la  collaborazione dei reparti più sensibili, che lui sapeva coagulare bene.

C’era sempre un bel numero di persone all’eucarestia quotidiana, nel primo pomeriggio. Poi terminata quella celebrazione, scendeva alla Chiesa della Carità, nel vivo della città, dove puntualissimo celebrava con gioia la messa. Molto gradito il suo stile celebrativo, essenziale e limpido. Sapeva dire poche ma precise cose, nella sua breve omelia.

E’ stato un vero frate cappuccino, come quelli che si leggono nei Promessi Sposi. Direi come un Fra Galdino, umile  e servizievole, che sa far bene le cose ordinarie.

Prego perché da cielo che si ricordi di noi, dei suoi ammalati, della sua comunità cappuccina al Sacro Cuore, delle vocazioni. Possa star vicino soprattutto a coloro che sono colpiti dal covid.

Grazie a voi tutti, in reciproca preghiera, sempre sotto l’amabile protezione di san Padre Pio,

Campobasso, 4 novembre 2021.

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