Il coraggio di esplorare

Il giorno 26 ottobre 2021, alle ore 18.00, nella Sala Celestino V presso la Curia vescovile di Cb in Via Mazzini., viene presentato il libro “Il coraggio di esplorareCharles de Foucauld: nuovi orizzonti spirituali per le giovani generazioni”, Cittadella Editrice , Assisi, gennaio 2020.

Charles de Foucauld – Strasburgo 15 settembre 1858/ Tamanrasset 1 dicembre 1916 – : ricco, nobile, geografo famoso, ufficiale dell’esercito francese, poi sacerdote, monaco, eremita, mette tutto in discussione e va a vivere in Algeria tra gli ultimi, tra i poveri schiavizzati dal colonialismo imperialista francese. Cosa vuole indicare il titolo del libro, scritto a più mani, “Il coraggio di esplorare”? Esplorare cosa? Forse conoscere frontiere e culture nuove? Forse penetrare nel profondo di noi stessi, della nostra anima? Sicuramente l’esplorazione ci pone di fronte a frontiere sconosciute; ci mette nella condizione di affrontare ostacoli nascosti; suppone la possibilità di trovarci dinanzi a muri difficilmente scavalcabili; presume l’eventualità di imbatterci in barriere, le quali ci spingono quasi a pentirci di esserci messi in cammino per esplorare nuovi scenari, nuovi orizzonti, diverse culture.

Non c’è dubbio, però, che l’esplorazione ci sollecita a fare i conti con gli altri, che molto probabilmente noi consideriamo diversi e quasi sempre ostili. Negli ultimi anni di vita, prima a Beni Abbès – tra l’Algeria ed il Marocco – e successivamente a Tamanrasset – al confine tra l’Algeria e il Mali ed il Niger -, molto più a sud e a contatto con le popolazioni più povere ed emarginate dal colonialismo francese – i Tuareg – , Charles de Foucauld è stato in grado di liberarsi della mentalità occidentale dell’evangelizzatore cristiano, emancipandosi dall’atteggiamento di superiorità dell’uomo occidentale nei confronti delle popolazioni africane; lo ha fatto ponendo al centro del suo interesse  quotidiano l’uomo nella sua essenzialità. Di qui, all’evangelizzazione Charles de Foucauld ha sostituito la prassi del reciproco riconoscimento delle rispettive culture, delle tradizioni e delle letture interpretative della Storia. Partendo da questa concezione, lui, antesignano dell’abbattimento di tutte le barriere razzistiche, che discendono da filosofie securitarie, si è definito “fratello universale”, applicando alla vita quotidiana il convincimento che siamo tutti sottoposti ad eguale destino e che le differenziazioni, legate ad una interpretazione unilaterale della Storia, vanno tutte buttate via, al vento.

A conclusione della presentazione del libro, seguirà il dialogo fra gli autori ed il pubblico presente in sala.

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