Unità dei Cristiani. Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto (cfr Gv 15, 5-9)

E’ il tema per la settimana di preghiera  che si svolge tutti gli anni dal 18 al 25 gennaio.

La data è stata proposta, nel 1908, da padre Paul Wattson, perché compresa tra la festa della cattedra di san Pietro e quella della conversione di san Paolo; assume quindi un notevole significato simbolico, mentre in altre parti del mondo si celebra in date diverse. Consapevoli di questa flessibilità sulla data della Settimana, possiamo considerare il prezioso materiale preparato, nato dal lavoro delle monache di Grandchamp, Svizzera, come un invito a trovare opportunità per pregare insieme, in tutto l’arco dell’anno, per il raggiungimento della piena unità che è il volere di Cristo stesso.

La Commissione internazionale costituita dalla Chiesa cattolica e il Consiglio ecumenico delle chiese, infatti,  si sono riuniti a settembre 2019 a Grandchamp, Areuse, nel Cantone di Neuchâtel in Svizzera, per preparare il materiale della Settimana di preghiera del 2021.

Il Consiglio ecumenico delle chiese e le monache sono state invitate a scegliere il tema e a redigere il testo per la Settimana.

L’intera Comunità ha lavorato diversi mesi alla stesura di questo testo, che ha costituito la base su cui ha poi lavorato la Commissione internazionale.

La Comunità di Grandchamp è una comunità che raduna monache provenienti da diverse tradizioni cristiane e da diversi paesi; la Comunità fu fondata nella prima metà del XX secolo e, fin dal principio, ha coltivato forti legami sia con la Comunità di Taizé che con il padre Paul Couturier, figura chiave della storia della Settimana di preghiera.

Oggi essa conta circa cinquanta suore, impegnate nella ricerca di itinerari di riconciliazione tra i cristiani, all’interno della famiglia umana e nel rispetto dell’intera creazione.

Il tema scelto dalla Comunità è “Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto” (cfr Gv15, 5-9), un tema che ha permesso alle monache di condividere l’esperienza e la sapienza della loro vita contemplativa, innestata nell’amore del Signore e di parlare del frutto di questa preghiera: una più profonda comunione con i propri fratelli e sorelle in Cristo e una maggiore solidarietà con l’intera creazione.

Sono veramente un dono queste comunità, nate sotto la spinta della Parola di Dio, che fa sentire nel cuore l’ansia di voler vivere profondamente il Vangelo, ad ogni costo.

Il documento proposto riflette il metodo di preghiera delle monache di Grandchamp. Nella loro tradizione tre delle celebrazioni delle preghiere monastiche, denominate “veglie” o “notturni”, sono raggruppate in una sola celebrazione vespertina. Analogamente, la nostra celebrazione per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è composta da tre sezioni, chiamate “veglie” che seguono il modello proprio della Comunità monastica svizzera.

  • La prima veglia è centrata sull’unità della persona in se stessa e sul dimorare in Cristo. I partecipanti sono invitati ad un momento di silenzio che viene ripetuto varie volte nel corso della celebrazione.
  • La seconda veglia esprime il desiderio di riscoprire l’unità visibile tra i cristiani. Ancorati all’amore di Cristo ci volgiamo alle persone accanto a noi e ci scambiamo reciprocamente un segno della sua pace.
  • La terza veglia si apre all’unità di tutte le genti, di tutto il creato. Il gesto è ispirato ad un testo di Doroteo di Gaza: alcune persone si posizionano in cerchio e si muovono verso il centro. Più ci avviciniamo a Dio, che è il centro, più ci avviciniamo gli uni agli altri.

 

Come vivremo dunque questa settimana? Non si possono fare molte cose, ma una sì: mettersi in ascolto della Parola per obbedire al desiderio di Gesù che ancora ci chiede di rimanere nel suo amore. Quanto più rimarremo nel suo amore tanto più ameremo gli altri, tanto più porteremo molto frutto che durerà nel tempo.

Non il fare affannoso, dunque, ma lo stare, il rimanere in attesa di godere dell’ascolto meditato della Parola.

Quel “rimanete” che Gesù ci chiede è l’invito a stare con Lui. Forse non siamo molto abituati a meditare, ma non eravamo abituati neppure a stare settimane chiusi in casa. E’ tempo di imparare cose che ci faranno molto bene.  

Il sussidio è ricco e stimolante e invoglia a provare ad imitare la bella esperienza ecumenica delle monache di Grandchamp, ma è anche lo specchio di un tempo molto diverso da quello che stiamo vivendo. Evidentemente non c’era ancora la pandemia e mai si sarebbe potuto immaginare una così immane tragedia.

Ci dobbiamo chiedere se questa opportunità, come tante altre che ci sono state e ci saranno, non debbano servire a rileggere quello che ci sta capitando con occhi diversi. Siamo chiamati a rinnovare noi stessi, nel profondo, senza rimanere attaccati ad abitudini stantie. Dobbiamo ricordare che ognuno di noi, pregando, entra in comunione con i credenti che pregano nelle altre parti del mondo per costruire una più grande e visibile unità della Chiesa di Cristo.

Gioacchino

Responsabile della Pastorale Ecumenica 

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Il 25 gennaio termina la “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani” con il tema preso dal vangelo di Giovanni – Rimanete nel mio amore. Produrrete molto frutto-. In qualità di responsabile della Pastorale ecumenica diocesana invito i gruppi, le associazioni e i movimenti a prendere parte alla cerimonia di chiusura che si terrà nella nostra parrocchia, alle ore 19 del 25 gennaio 2021, con la presenza del vescovo e dei rappresentanti delle altre chiese presenti sul territorio. Grazie per la vostra disponibilità.

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