Suor Margherita diventa ufficialmente eremita della diocesi di Campobasso-Bojano.

Domenica 4 ottobre 2020 suor Margherita diventerà ufficialmente “Eremita diocesana”, nell’ambito della Diocesi di Campobasso-Bojano. La liturgia si svolgerà al Santuario di Castelpetroso, alle ore 17.00, con grande gioia di tutti. Ci piace, allora, far scorrere davanti ai vostri occhi un breve profilo su suor Margherita.

E’ ormai ben noto il cammino spirituale e umano che ha compiuto questa tenacissima suora. Nativa del bergamasco, appartiene alla famiglia religiosa delle Suore Poverelle di Bergamo da circa 40 anni. Ha svolto una missione particolarmente difficile, negli anni novanta in terra d’Africa, precisamente in Congo, dove ha sostenuto le sue consorelle che operavano senza riserve tra la povera gente del paese, fino a prendere esse stesse l’infezione mortale di Ebola. In un momento terribile, in sei, sono state contagiate tutte insieme. Isolate, sono morte eroicamente, una ad una, una dopo l’altra, ma con il sostegno delle consorelle esterne. Tra queste, vi era appunto suor Margherita, ancora giovane. L’esperienza africana l’ha irrobustita nelle fede ed insieme l’ha lanciata con coraggio, per poi assumere incarichi di solidarietà tra i giovani tossicodipendenti e i poveri sulle strade.   

Da circa tre anni, come Vescovo (che già avevo notato la fecondità degli Eremiti in terra di Calabria), ho accolto ben volentieri la richiesta che suor Margherita mi ha fatto di poter avere un luogo, in diocesi nostra, dove poter vivere in modo pieno e radicale la sua vocazione che la portava verso la scelta eremitica. Dopo un prudente discernimento, sostenuto dal parare positivo dei preti soprattutto quelli dell’area matesina, abbiamo scelto di affidarle l’antico eremo di sant’Egidio, sopra Bojano. E’ un luogo bellissimo, posto a 1200 metri sul mare, con un panorama attrattivo, in un ambiente che la isola per lungo tempo durante l’inverno, in modo totale. Il sole stesso non arriva all’eremo per circa due mesi, lasciando nel gelo questo rifugio montano.

La vita di suor Margherita affascina soprattutto i giovani. Passano, chiedono, pongono domande radicali, davanti ad una scelta radicale come la sua. E ne restano conquistati, perché ne vedono la esemplarità piena. Molteplici le interviste, già realizzate, anche dalla RAI, per capire meglio il perché e le modalità di questa sua singolarità. Anzi, un giovane regista bojanese sta addirittura progettando un film sulla sua vita. Prega molto, alla domenica partecipa alla messa quando scende a valle, frequentando la parrocchia di sant’Erasmo, che è l’ente proprietario del’eremo, sotto la guida di don Giovanni Di Vito. Di notte, si fa vivo anche il lupo con il suo latrato, oltre che il fastidio dei cinghiali. Vive sobriamente. Ma sa essere anche molto allegra, con quella gioia nel cuore che le nasce dalla certezza di compiere la volontà di Dio.

Il passo che compie ora, domenica, è un passo significativo. Il codice di Diritto Canonico, infatti, prevede  che nelle diocesi, accanto alle monache di clausura come a Faifoli in agro di Montagano,  vi sia anche la vocazione eremitica, riconosciuta in modo ufficiale, emessa nelle mani mie, come Vescovo di questa amata terra, che in Suor Margherita si vede arricchita di una nuova bella esperienza di Vangelo. Ringrazio il Signore che l’ha condotta fino a questo momento, con l’accompagnamento cordiale della sua Congregazione delle Poverelle, sostenuta dalla gioia di tutti. Preghiamo tutti per Lei, certi che anche lei, con fedeltà robusta, saprà mettere tutti noi nelle sue quotidiane e ferventi preghiere.            

Campobasso, 1 ottobre 2020,                    

+ p. GianCarlo Bregantini, Vescovo

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