A Campobasso il convegno “Mediterraneo, frontiera di pace” con la prolusione del Presidente della CEI, il Cardinale Gualtiero Bassetti

Sono venuto per condividere con voi la speranza che il Mediterraneo possa diventare una vera tenda di pace e non più un mare di morte”. E’ iniziata con queste parole la visita del Presidente della Cei, il Cardinale Gualtiero Bassetti, nella diocesi di Campobasso, in occasione dell’inaugurazione del nuovo ciclo di conferenze e seminari della Scuola di cultura e formazione socio-politica “G.Toniolo” e di questo primo incontro sul tema “Mediterraneo, frontiera di Pace”, propedeutico all’evento di Bari, che si terrà nel prossimo mese di febbraio dal 19 al 23. Il card. Bassetti, guardando in particolare al dramma della Libia, della Siria, dell’Iraq e dell’Iran, facendosi anche portavoce dei sentimenti e della preoccupazione del santo Padre Francesco per la situazione mondiale attuale, ha incontrato la comunità e i vescovi del Molise, raccomandando a tutti di “costruire sentieri di pace e di comunione, per vincere ogni forma di ostilità, con profezia e carità reciproca, perché il Mediterraneo riguarda tutti in quanto è il mare che ha partorito i diversi figli del comune padre Abramo e che oggi genera una speranza condivisa”. Frutto pregiato di questa iniziativa sono stati i tanti appelli, primo fra tutti quello da parte dell’arcivescovo metropolita di Campobasso, mons. Giancarlo Bregantini, il quale ha esortato “a credere che i destini del mondo si possono cambiare con l’impegno di tutti per la giustizia sociale, facendo fiorire la vera pace nei solchi della storia”. Presenti anche il vescovo di Isernia-Venafro, mons. Camillo Cibotti e il vescovo di Trivento, mons. Claudio Palumbo. Ha espresso vicinanza e stima per l’iniziativa con una lettera anche il presidente della Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana, mons. Bruno Forte. Fra i relatori il Magnifico Rettore dell’Unimol, il prof. Luca Brunese, convinto che “decisivi, per la questione Mediterraneo, come elementi costitutivi saranno il dialogo e il confronto”. Tra i promotori della serata, in prima linea la coordinatrice della Scuola Toniolo, la prof.ssa Ylenia Fiorenza, che ha ribadito l’importanza di “auspicare che il Mediterraneo sia casa per tutti e l’approdo certo della vita che non muore, che non vuole morire”. E’ seguita poi la voce della Politica. Presente alla conferenza, avviata con l’accensione della lampada della Pace, anche il governatore della Regione Molise, Donato Toma, che ha messo in luce “l’urgenza di consolidare sempre più alleanze costruttive tra i popoli affacciati sul Mediterraneo”. Nel suo saluto al cardinale Bassetti, il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, ha sottolineato come “in questo percorso di crescita, le istituzioni hanno il compito di creare una rete partecipativa che possa sostenere l’inclusione e far fronte alle dinamiche di relazione che si producono, con interventi ed iniziative basate soprattutto sull’ascolto e la relazione diretta con chi opera sul campo”. Alla frontiera mediterranea, anela alla pace, di fatto, solo chi la costruisce ogni giorno, un popolo per l’altro popolo, con legami di futuro e nel sogno che l’assetto geopolitico del Mediterraneo avvenga, d’ora in avanti, senza armi. Come ha detto coinvolto nella sua telefonata il vescovo di Aleppo, direttamente dalla Siria, mons. Joseph Tobji, testimoniando che lì “la situazione è ancora grave e dolorosa, perché la povertà si fa sentire nel morso della violenza e dei conflitti che non cessano di colpirci”.Il Mediterraneo che, nella sua storia, ha da sempre congiunto Asia, Europa e Africa, attorno al suo bacino, dove si sono sviluppate le principali civiltà e religioni, oggi invoca la pace. E guardando al summit di Bari, dove prossimamente arriveranno cardinali, vescovi e patriarchi delle Chiese cattoliche da 20 Paesi sul Mediterraneo e Papa Francesco nella giornata conclusiva, da Campobasso è già stato abbozzato un primo fondamentale passo per favorire il rispetto, la fratellanza, l’accoglienza e la convivenza pacifica, per l’edificazione di un ponte oltre che storico e geografico, culturale, politico e soprattutto umano.

  

  

  

 

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