Aggiornamento del Clero. Le Unità Pastorali, frutto maturo del cammino sinodale

La fase attuativa del Sinodo della Diocesi di Campobasso-Bojano

La sinergia comunionale tra diaconi, sacerdoti, religiosi/e e laici per attuare le Unità Pastorali, frutto maturo del cammino sinodale

«L’ U. P. è una nuova modalità per tenere unite diverse comunità con una linea pastorale condivisa da più parroci e laici. Una carovana solidale mantenuta salda da un unico cuore. Le “più” parrocchie ad esempio sono pensate insieme e accompagnate da un medesimo sentire unitario, che possiamo chiamare “empatia pastorale”» (Mons. G. Bregantini)

I giorni intensi dell’aggiornamento del clero tenutosi il 25 e 26 giugno 2019 a Campobasso hanno sintetizzato le 6 vie, una per ogni forania, per annunciare il Vangelo oggi (uscire, trasfigurare, abitare, annunciare, educare) e hanno portato a condividere le testimonianze delle Unità Pastorali funzionanti. A tal fine è proficuo incontrarsi per pregare, programmare e vivere l’amicizia sacerdotale, condividere l’agape fraterna in sinergia con i laici, da formare. Infatti,  oltre la conoscenza del territorio, la sintonia di cammini ecc. il fondamento ineludibile per le future U. P. è l’unità dei cuori per essere credibili nella dinamica della comunione, passando dal lavorare “per” al lavorare “con”. Le Unità Pastorali nello stile sinodale sono il volto reale di “una Chiesa in uscita”, un’occasione relazionale feconda per lavorare insieme e dare risposte alle sfide di oggi. In esse il passo del parroco va calibrato e ritmato con il passo dei laici in reciprocità. Ecco la ricchezza della comunità come realtà pluriforme, come insieme di diversità che lancia un progetto e fissa priorità di scelte. Ecco la nuova pastorale non più azione del pastore ma della comunità come soggetto centrale. L’ U. P. o “carovana solidale” (E.G. 87) accompagnata da “empatia pastorale”, è il risultato della coniugazione di quattro tratti interdipendenti: 1) Comunione e accoglienza della pluralità o della diversità; 2) Missione come “uscire”, andare tra la gente, riconciliarsi e annunciare; 3) Progetto ossia capacità di guardare avanti attraverso obiettivi comuni e condivisi; 4) Territorio ossia l’habitat come “luogo teologico” dell’annuncio missionario. Esse esprimono l’immagine ecclesiale indicata dal Concilio Vaticano II come comunione missionaria nel mondo e per il mondo, al fine di attuare il Regno di Dio. Oggi i modelli tradizionali non funzionano più poiché è cambiato il significato di appartenenza data da tre elementi: buone relazioni, condivisione dei valori, sentirsi riconosciuti come persone. Non c’è più l’appartenenza geografica ma globale ed estesa. Così dopo il selfie di ogni comunità e dopo il cammino iniziato nel 2016 prosegue il cammino sinodale con un lavoro paziente e generoso. Nei gruppi di studio diverse le voci, le relazioni, le esperienze sapienziali attuate nonchè le sollecitudini e le proposte per passi futuri. Ora si mira all’elaborazione dell’Instrumentum Laboris e alla costituzione dell’Assemblea sinodale (sul modello dei 72 discepoli), in vista della stesura del Liber Sinodalis che segnerà il cuore e il frutto concreto del Sinodo. Fecondo è stato il lavoro dei gruppi Magdala a livello parrocchiale con sintesi a livello interparrocchiale, degli uffici pastorali e delle sei foranie. Tutti attenti a relazionare su situazione territoriale e motivazioni, aperti a proposte e nuovi suggerimenti. Ora si apre il lavoro finale per elaborare i sei capitoli, entro la fine di settembre, dell’Instrumentis Laboris: terra alleata, cuore rimotivato, casa abitata, famiglia corresponsabile, vette che conquistano i giovani, Maria che corre verso la casa di Elisabetta. Il tutto creando dei gruppi di lavoro o circuli minores di dieci membri tra preti, diaconi, religiose e laici per ogni capitolo, auspicando di presentare il lavoro nella prossima convocazione ecclesiale d’autunno. I sei temi saranno supportati dalle suggestioni derivanti dalle Encicliche di Papa Francesco: la Laudato sì per il tema della terra alleata, l’Amoris Laetitia per la relazione con casa abitata e la famiglia corresponsabile. La Gaudete et Exultate per il tema della rimotivazione verso la santità. La recente Christus vivit inoltre sarà di aiuto nello schema per le vette che conquistano i giovani. Altri interventi pontifici su Maria aiuteranno per l’ultimo tema. Lo schema per elaborare l’Instrumentis Laboris prevede dopo una premessa: la storia della Diocesi (dall’antichità al rinnovamento conciliare) con l’incisività dei sinodi celebrati, l’aspetto geografico e socio-demografico del territorio, la Visita ad Limina con Papa Benedetto XVI il 14.1.2013, la visita di Papa Francesco in Molise il 5.7.2014, le figure significative della Diocesi, la relazione del vescovo dopo le Visite Pastorali nelle parrocchie, i santuari mariani, la pietà popolare, i dialoghi con il mondo politico e universitario ed educativo. All’inizio dell’inverno sarà costituita l’Assemblea Sinodale per produrre a primavera il Liber Sinodalis accompagnato da segni concreti di carità (Casa per i senza fissa dimora), la cultura, i giovani (Progetto Policoro) e altro. A tutti l’augurio di un buon cammino ecclesiale nel qualificare percorsi pastorali e favorendo uno stile di comunione.

di don Peppino Cardegna

(direttore diocesano Ufficio per le Comunicazioni Sociali)

 

 

 

«L’ U. P. è una nuova modalità per tenere unite diverse comunità con una linea pastorale condivisa da più parroci e laici. Una carovana solidale mantenuta salda da un unico cuore. Le “più” parrocchie ad esempio sono pensate insieme e accompagnate da un medesimo sentire unitario, che possiamo chiamare “empatia pastorale”» (Mons. G. Bregantini)

(di don Peppino Cardegna)

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