Arte Sacra. Corpus Domini in mostra, alla Gil l’apertura della mostra su opere del Di Zinno

 Si intitola La Forma e il Mistero un nuovo percorso espositivo dedicato allo scultore Paolo Saverio Di Zinno.

A partire da mercoledì 19 giugno, alle ore 17.30 presso gli spazi espositivi di via Gorizia a palazzo Gil di Campobasso ci sarà l’apertura delle tre mostre fotografiche “Corpus Domini in mostra”. Tre raccolte di emozioni, di luce, di storie e di storia, di tradizioni, di sentimenti e di fede e di arte. Taglio del nastro, dunque, alla presenza dell’arcivescovo di  Campobasso – Boiano S.E. mons. GianCarlo Bregantini e delle Istituzioni regionali e comunali. 

La mostra La Forma e il Mistero rappresenta una nuova occasione per celebrare i trecento anni della nascita dell’artista e fa seguito ad una prima preview allestita nel mese di dicembre 2018.

L’iniziativa è promossa dal Comitato pro Di Zinno, dall’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano, dalla Regione Molise ed è sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo, che vede come ente attuatore la Fondazione Molise Cultura, con il contributo di Sviluppo Molise e Patto territoriale per il Molise.

Il percorso offrirà ai visitatori la possibilità di ammirare in foto le opere realizzate dallo scultore del Settecento a testimonianza dell’importante produzione disseminata sul territorio molisano, presente oggi in molte chiese.

L’altra mostra  si intitola “Light” di Laura Venezia. Un progetto, quello della campobassana, nato quasi per caso.

“Un giorno una cara amica mi ha invitata a fotografare la vestizione dei Misteri del Corpus Domini. Una sfida, una lotta contro le leggi del tempo e contro la stessa indicibile Bellezza che ti circonda in quel momento. Scattare delle fotografie in questo giorno così particolare per la mia città è stato per me la fonte di un piacere così intenso che ho deciso di farne un progetto: un reportage”.

La terza mostra si intitola “Angeli” di Lello Muzio. In questo ciclo fotografico lo sguardo di Lello Muzio ha strappato gli angeli dalla tela colorata della tradizione religiosa e dalla ritualità popolare collettiva, per ridistribuirli secondo una spaesante manovra di riappropriazione individuale della materia più sublime di cui siamo fatti: l’amore.

Le tre mostre rimarrano aperte fino al 5 luglio, dal lunedì al venerdì osservando i seguenti orari di apertura: dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, sabato 22 e domenica 23 giugno orario continuato dalle 17 alle 20.  L’ingresso è gratuito.

 

 

 

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