CS 1 -04 25esimo Episcopato vescovo Bregantini, celebra Nunzio Apostolico in Italia Tscherrig

Prot. Int.  2019  /  1 – 04

COMUNICATO STAMPA

 

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GIUBILEO EPISCOPALE ARCIVESCOVO BREGANTINI

25° anniversario Ordinazione Episcopale Domenica 7 aprile

Presiede il Nunzio Apostolico in Italia, S.E. Emil Paul Tscherrig

 

Campobasso. Giubileo Episcopale di S.E. mons. Giancarlo Bregantini, arcivescovo Metropolita di Campobasso –Boiano. Sarà il Nunzio apostolico in Italia, il diplomatico svizzero, S.E. mons. Emil Paul Tscherrig a presiedere la Celebrazione Eucaristica per il 25° anniversario di Ordinazione Episcopale del vescovo Bregantini.

Domenica 7 aprile 2019, alle ore 18:00, presso la Parrocchia di Sant’Antonio di Padova in via Principe di Piemonte, 6 a Campobasso, avrà luogo la Santa Messa alla presenza di autorità ecclesiastiche, civili, militari, presbiteri, religiosi, religiose, diaconi e di tutto il popolo di Dio. Tra gli altri, Saranno presenti, i vescovi della CEAM (conferenza episcopale abruzzese e molisana) e il vescovo della Conferenza Episcopale Calabra mons. Vincenzo Bertolone. Prima della Liturgia Eucaristica, alle ore 16:00, il Nunzio apostolico incontrerà tutti i vescovi presso il Palazzo vescovile.  “Mio Signore e Mio Dio” è il motto dello stemma vescovile di Bregantini, sintesi della pienezza del “servizio” nei 25 anni alla Sequela di Cristo affidatogli da Papa Giovanni Paolo II il 7 aprile 1994. Stimmatino, come sacerdote e come Pastore, il presule Bregantini vivrà il Giubileo episcopale stretto nell’abbraccio del suo popolo di Dio e di tanti che ne apprezzano il carisma e le doti di predicazione e di sintesi, molto spesso profetica. Nel segno dell’unità pastorale e dentro il cammino sinodale, la partecipazione alla  Santa Messa sarà il segno tangibile di un gregge che, con il suo pastore, festeggia non un traguardo ma un punto di continua partenza verso il regno dei Cieli che può instaurarsi solo se  la testimonianza  cristiana diverrà sempre più luce per il mondo.

Il Vicario generale della Curia di Campobasso, don Antonio Arienzale, invita tutto il popolo di Dio a partecipare.

 

 

L’Addetto Stampa

Rita D’Addona

 

 

Biografia Nnnzio apostolico, Emil Paul Tscherrig

S.E. Mons. Emil Paul Tscherrig, Arcivescovo titolare di Voli, è nato a Unterems (Svizzera) il 3 febbraio 1947. È stato ordinato sacerdote l’11 aprile 1974 ed incardinato nel clero di Sion. È laureato in Diritto Canonico. Entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede il 1° aprile 1978, ha prestato la propria opera successivamente presso le Rappresentanze Pontificie in Burundi, Corea, Argentina e in Segreteria di Stato. Eletto Arcivescovo titolare di Voli e nominato Nunzio Apostolico, il 4 maggio 1996, è stato consacrato il 27 giugno successivo. 

È stato nominato come Capo Missione nelle seguenti Rappresentanze Pontificie:

  • Nunzio Apostolico in Burundi, il 4 maggio 1996
  • Nunzio Apostolico in Trinidad e Tobago, Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Dominica, Giamaica, Grenada, Repubblica Cooperativistica della Guyana, Sminarne, Saint Kitts e Nevis, San Vincenzo e Grenadine, Santa Lucia, e Delegato Apostolico nelle Antille, l’8 luglio 2000
  • Nunzio Apostolico in Corea, il 22 maggio 2004
  • Nunzio Apostolico in Mongolia, il 17 giugno 2004
  • Nunzio Apostolico in Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda e Norvegia il 26 gennaio 2008
  • Nunzio Apostolico in Argentina, il 5 gennaio 2012
  • Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino il 12 dicembre 2017

Biografia mons. Giancarlo Bregantini

Giancarlo Maria Bregantini.  Pastore ordinato all’età di 44 anni vescovo e che oggi, nella piena maturità, è testimone di una vita spesa per la difesa e la tutela del più debole, in perfetta osservanza con il carisma dell’ordine da cui proviene, quello degli Stimmatini. Nato a Denno (TN) il 28 settembre 1948, ordinato vescovo dal vescovo   di Cosenza mons. Giuseppe Agostino – lo stesso che lo ha ordinato diacono e presbitero –  mons. Bregantini è “Un uomo dal sorriso e dal cuore grande”. L’imprinting di San Gaspare, la letizia unita alla serenità evangelica, traspira in tutta la pastorale di “padre Giancarlo”.  Dopo aver concluso gli studi ginnasiali e teologici nel seminario minore emette la prima professione religiosa   nella congregazione nel 1966. In questi anni, fino al 1974 coniuga gli studi con una fervente attività ed esperienza di lavoro nelle fabbriche. Quasi sicuramente a contatto con il duro lavoro quotidiano maturerà la vocazione  verso la salvaguardia e della persona umana, spesso  “sfruttata” dalla logica capitalistica. Nella cattedrale di Crotone, il 1 luglio del 1978.

Docente di storia della chiesa, insegnante di religione e, successivamente vice parroco presso santa Chiara di Crotone e cappellano del carcere circondariale della stessa città. Il contatto con i detenuti matura in lui l’idea di una provvidenza che è vicina a tutti ma soprattutto a chi si è allontanato dal Cristo.  Successivamente   a Bari continua l’insegnamento nello studentato interreligioso pugliese ed è parroco di San Cataldo  e cappellano del CTO. Il Santo Padre, riconoscendo in lui profonde doti di guida pastorale lo elegge , ad appena 44 anni, vescovo e di Locri Gerace  il 12 febbraio  1994 e dopo un mese  fa il suo ingresso in diocesi. Ed è qui che esplode, con una fermezza  dolce che lo contraddistingue, l’episcopato  in prima linea di Padre Giancarlo. Amato da tutti i fedeli si schiera, in una zona calda della  ‘ndrangheta, contro  “coloro  che fanno abortire  la vita dei nostri giovani, uccidendo e sparando, e delle nostre terre, avvelenando i nostri campi”. Il caso scatenante è la distruzione di alcune   migliaia di piantine di lamponi  di una delle cooperative nate dalla speranza infusa dal Progetto Policoro della CEI. La scomunica comminata contro i violenti della terra  viene rapidamente  diffusa dai media e diventa il simbolo di una lotta  a viso aperto dal vescovo dal sorriso  e dal coraggio del testimone cristiano. Presidente della Commissione CEI Problemi Sociali e Lavoro, Giustizia e Pace e Salvaguardia del Creato, l’8 novembre 2007 è assegnato alla sede arcivescovile metropolitana di Campobasso – Bojano, dove entra il 19 gennaio 2008. Nel 2010  in Molise si fa artefice di un’iniziativa a difesa della sanità regionale. Giornalista iscritto all’ordine dei Giornalisti Molise, il  suo nome è sinonimo di vescovo antimafia. Nel libro, edito da Città Nuova, Il nostro sud in un paese (reciprocamente) solidale argomenta, con la consueta franchezza, le sue coraggiose posizioni sui temi più scottanti: unità d’Italia e federalismo fiscale, vescovi e Sud, profezia e 8 per mille, Lega Nord e Mezzogiorno, Fiat e sindacati, donne e ‘ndrangheta, grande centro e politici cattolici, Chiesa e mondo del lavoro.  Per questo suo spirito mite e combattivo, tipico dell’etica cristiana, riceve  premi  significativi.

Tra gli altri ricordiamo nel 2009 il premio Bachelet per la legalità, nel  2013 la città di Benevento  gli attribuisce il premio Fraternità e  il riconoscimento a Capri  di ”Ambasciatore della Natura 2013” per l’impegno nella difesa del patrimonio ambientale, naturale, ecologico e paesaggistico in Italia e nel Mondo.  Nella sua instancabile attività pastorale, da abile comunicatore,  padre Giancarlo continua  a donare perle e riflessioni di saggezza, trai tanti suoi libri Ricordiamo La terra e la gente. La speranza in cui credo, Monti, 2001; Cari giovani, scrivo a voi, Ist. San Gaetano, 2007: Le sette parole di Gesù sulla croce, Edizioni Messaggero, 2010. Non possiamo tacere. Le parole e la bellezza per vincere la mafia, Milano, Piemme, 2011. Di rilievo la stesura delle meditazioni sulla Via Crucis 2014 al Colosseo affidate a mons. Bregantini da Papa Francesco. Ad oggi, inoltre, numerose sono le pubblicazioni, gli articoli giornalistici, gli editoriali e gli interventi in convegni e incontri in tutta la Penisola riscuotendo consensi e soprattutto incidendo nei cuori, nelle menti e nelle azioni, la sua missione evangelizzatrice, con la Gioia del Vangelo dentro. 

 

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