Esercizi spirituali. A Vatican News, intervista a Mons. Bregantini su 52^ giornata Mondiale della Pace: politica è uscire insieme dai problemi

L’arcivescovo di Campobasso-Bojano commenta ai microfoni di Radio Vaticana Italia il tema del Messaggio del Papa per la 52.ma Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1° gennaio 2019, sul rapporto tra pace e politica

Antonella Palermo – Città del Vaticano

“La buona politica è al servizio della pace” è il tema del Messaggio del Papa per la 52.ma Giornata Mondiale della Pace, che è stato reso noto ieri.

Per mons. Giancarlo Bregantini, a Roma in questi giorni per gli Esercizi Spirituali al clero molisano, guidati dalle meditazioni e dalla testimonianza del vescovo maronita di Aleppo, mons. Joseph Tobji , Papa Francesco ci dà l’opportunità di “capire che la pace nasce da relazioni serene, lungimiranti e intelligenti, basate sul primo pilastro della pace che è la verità”

. – Credo che sia un tema indovinatissimo. Rivalorizzare la politica e non disprezzarla – specie in questo momento di sovranismo locale dove la mancanza di prospettive lunghe ci rende tutti miopi – ancora di più suggerisce che abbiamo bisogno di una politica lungimirante, che è la premessa per la pace, perché solo così possiamo progettare il futuro. Io ringrazio il Signore che tramite il Papa ci ha dato questa opportunità: capire che la pace nasce da relazioni serene, lungimiranti e intelligenti, basate sul primo pilastro della pace che è – come ha sottolineato Papa Giovanni XXIII nella Pacem in Terris – la verità, come base di tutta l’esperienza di costruzione della pace.

Del resto, Eccellenza, abbiamo un ricchissimo bagaglio di documenti del Magistero, anche di Papi precedenti, che vanno in questa direzione…

  1. – Torna di grande attualità la Populorum Progressio, proprio a pochi giorni dalla Canonizzazione di Paolo VI, laddove lui chiedeva che le nazioni potessero sviluppare un duplice dono: uno sviluppo integrale di ogni persona e uno sviluppo solidale. La mancata accoglienza di questa proposta ha creato l’Africa nelle sue drammatiche realtà di povertà – e da lì i barconi che abbiamo in casa – e la drammatica realtà di una terra dominata da interessi di parte. Ora, credo che la soluzione sia proprio questa: riprendere in mano la Populorum Progressio; cominciare a capire che le nazioni che fanno guerra lì alla fine se le ritrovano dopo, come nodi in casa. Se noi facciamo l’interesse della Siria, per esempio, facciamo anche il nostro: questo è il punto. Uccidere la Siria vuol dire uccidere l’Europa, l’America; e questo vale anche per l’Africa. Il tema della politica come dinamica di pace è veramente lo sguardo al futuro. Bisogna cambiare radicalmente sguardo, che poi porta, come dicevamo sul modello Riace, alla dinamica “tu aiuti gli altri e alla fine aiuti te”: non è che cacciando gli immigrati dai confini e ricacciandoli in mare risolviamo. Non risolviamo nulla perché è l’impostazione che va cambiata. Uscire da soli dai problemi è avarizia, uscire insieme è politica. Questa è la grande definizione che attraversa il messaggio del Papa per questa giornata.
     

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