Solennità del Corpus Domini. Con i 13 Misteri del di Zinno, Campobasso rivive la Storia della Salvezza.

Bregantini, la festa del Corpus Domini  a Campobasso  tra Sinodalità, Solennità e Speranza.

La lettura sociale e spirituale dei 13 Misteri del di Zinno a cura dell’arcivescovo  GianCarlo Bregantini.

  1. Sant’Isidoro cioè la bellezza dei nostri campi dorati, sotto il sole di giugno, per una dignità che si fa Pane Eucaristico
  2. San Crispino, cioè il lavoro dei nostri calzolai. Il lavoro degli artigiani, che fanno operosi i nostri borghi antichi.
  3. San Gennaro. cioè la forza culturale di una città, già capitale culturale del Molise e per tutti i nostri giovani, oggi universitari, in varie città del mondo! Con una preghiera, ammirata, per i due giovani morti insieme, solidali con i genitori, a Londra.
  4. Abramo. Cioè la lunga barba di chi sa immolare anche i propri affetti, per la gioia e il bene di tutti! Bene comune, con fede!
  5. La Maddalena. Icona del nostro Sinodo, che ci segue con gioia e ci risveglia con entusiasmo, nella corsa verso Gesù risorto!
  6. Sant’Antonio Abate. Cioè chi resta saldo davanti alle seduzioni del demonio, perché radicato nella sua fede cristiana.
  7. Immacolata. Simbolo della purezza di cuore e di sguardo limpido e parole sincero, con un ricordo a tutte le mamme, anche la mia da cielo, proprio il 20 giugno di sei anni fa.
  8.  San Leonardo. Che richiama la dura realtà del carcere, con i detenuti che chiedono speranza e lavoro! per un riscatto! Di tutti!
  9. San Rocco. Esempio di carità gratuita, di chi fa della solidarietà lo stile della sua vita e la vera rivoluzione sociale, con un ricordo a tutti i volontari, segno di speranza, per tutti!
  10. L’Assunta. E lo sguardo al cielo e la mano che rialza. L’imprenditore che riassume, il sorriso ritrovato nella malattia!
  11. San Michele. Il mistero più fotografato. Ma in realtà è e resta il più eloquente: il trono del male viene rovesciato, le prepotenze che decadono, capovolto! Vince il bene! Sempre!
  12. San Nicola. cioè l’amore per i piccoli e per i bambini con il pensiero alle nostre scuole, ferite ma rialzate con fiducia.
  13. Il Sacro Cuore. Infine, si fa icona di chi fa dell’amore la sua legge e forza di figlio, fratello e famiglia, compagno di viaggio perché siano custodite le nuove generazioni, rappresentate così bene dai nostri portatori, senza i quali, nulla!

Non ci resta che benedire la forza mirabile di una tradizione perennemente valida, anzi crescente, di anno in anno! Ma il tutto ha una sorgente, l’ostia consacrata che questa sera porteremo in processione e che già da questo balcone benedirà l’intera nostra città è terra del Molise. Grazie!”

foto di Laura Venezia

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