Corpus Domini. Campobasso “Città dei Misteri”. Il vescovo Bregantini benedice i figuranti dei 13 misteri

Bregantini, il prodigio degli “ingegni” esperienza con grande capacità sociale

La città dei Misteri, la città del Di Zinno, la città dell’arte, la città Eucaristica. Una serie di elementi che fanno del Corpus Domini, una festività che non è solo folclore, ma ricchezza e pienezza di spiritualità, sacralità, adorazione e preghiera. Domenica 3 giugno la città si colora dei suoi magici 12 misteri che sfileranno nel centro storico e nella città di Campobasso. i 13 Misteri, quadri viventi o ignegni realizzati dall’artista di arte sacra e scultore Paolo Saverio Di Zinno del quale ricorrono i trecento anni della nascita (1718-2018). Maggiore sarà l’attenzione, quest’anno,  alle sue opere d’arte che sono una “sfilata” di catechesi vivente. Al mattino, alle ore 8:00, l’arcivescovo Bregantini benedirà i figuranti dei dodici “Misteri” in volo, ingegni del Di Zinno, con una Santa Messa e benedizione prima della vestizione, presso il Museo dei Misteri diretto dall’architetto Liberato Teberino che da 50 anni custodisce, con devozione e maestria, le opere d’arte assieme agli altri componenti della famiglia Teberino.
Culmine della solennità del Corpus Domini, domenica 3 giugno, è la processione del SS. Sacramento dalla tenda Eucaristica alla Cattedrale della SS. Trinità con Solenne benedizione del vescovo dalla loggia del Municipio di Campobasso.

(foto di Laura Venezia)

“Per alcune grandi feste liturgiche, fin dall’epoca medievale è andata diffondendosi in vari Paesi
europei l’usanza di allestire sfilate di quadri plastici, detti “Misteri”. A Campobasso essa ha trovato
un notevole sviluppo nel 1700, nell’ambito della solenne processione del Corpus Domini. Sono
tredici gruppi viventi, ingegnosamente composti su strutture in ferro battuto e raffiguranti,
nell’ordine, San Michele Arcangelo, l’Immacolata Concezione, Abramo, la Santa Famiglia, Santa
Maria Maddalena, San Crispino, San Gennaro, Sant’Antonio Abate, San Nicola di Bari, San
Leonardo di Noblat, Sant’Isidoro, San Rocco e la Madonna Assunta.
2. I “Misteri” non hanno solo un carattere folcloristico, ma rivestono soprattutto un valore religioso.
Infatti, con lo stesso ordine della loro sequenza, invitano a meditare sulla storia della salvezza”.

GIOVANNI PAOLO II
ANGELUS
Domenica, 27 giugno 1999

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