CS 1-08 Pia Rosa Fatica, ostetrica volontaria in Camerun: Memoria storica e Celebrazione Eucaristica. Sabato 5 agosto a Oratino (CB), in Molise

Prot. Int.  2017 /  01 – 08

COMUNICATO STAMPA

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In ricordo di Pia Rosa Fatica, ostetrica volontaria  in Camerun: Memoria storica e Celebrazione Eucaristica

Sabato 5 agosto a Oratino (CB), in Molise

 

«Regina dell’amore: Mafua Nkong»

 

Oratino (CB). Pia Rosa Fatica nasce a Oratino (Italia) nel 1929 e muore il 22 agosto 2015 (festa di Maria Regina) a Fontem (Camerun 2015),  Mafua Nkong (Regina dell’amore).

Promossa dal Comune di Oratino, Sabato 5 agosto 2017, nel piccolo borgo del Molise (Italia), Oratino, in provincia di Campobasso, avrà luogo una cerimonia celebrativa e di riflessione per   l’illustre ed umile figura di Pia Rosa Fatica infaticabile testimone del Vangelo. Un’ostetrica volontaria che ha vissuto 48 anni in Camerun lasciando la memoria di “una scia di bene e di gratitudine”; singolare è stato il suo contributo per la salvezza della tribù Bangwa (del territorio di Lebialem, nel Camerun). I Bangwa sono diventati la sua famiglia ed essi l’hanno insignita del titolo di Regina, Regina dell’amore: Mafua Nkong. La spinta a parlare di lei, a farla conoscere il più possibile sono il compianto per la sua morte ma soprattutto la gratitudine per la sua opera.  

A partire dalle ore 16:30 in piazza Olmicello, dopo la proiezione di un docufilm del regista Donato Chiampi e la presentazione di un libro a lei dedicato, numerosi saranno gli interventi e le testimonianze tra cui Ileana Boneschi di Medici Senza Frontiere, Antonella Golino dell’UNIMOL, Anni Lechner dell’ospedale di Fontem, Winnifred Nwafor del movimento focolari Fontem e don Antonio Mascia, Rettore della rettoria di Belleuh.  A moderare, il giornalista Rai Antonio Fatica.

Alle ore 18:30, a Corso Umberto, dopo un breve saluto da parte del Sindaco Luca Fatica, ci sarà la cerimonia di scopritura della targa da parte dei nipoti Fulvia Fatica e Marco D’Onofrio. La giornata di memoria a ricordo dell’ostetrica e regina Pia Rosa Fatica, si concluderà con una Celebrazione Eucaristica, alle ore 19:00, presieduta dall’arcivescovo di Campobasso –Bojano, S.E. mons. GianCarlo Bregantini. Concelebrano il parroco di Oratino don Giuseppe Graziano, il Vicario generale della Curia di Campobasso e parroco di Sepino, don Antonio Arienzale, don Antonio Mascia cappellano del collegio di Fontem e padre Antonio Ortenzio. Negli anni ’60 Pia Rosa è stata a Sepino, ha dichiarato don Arienzale parroco di Sepino ed ex direttore della pastorale missionaria diocesana.  “Quando veniva in Italia – ha ricordato-  si recava anche a Sepino lasciando un indelebile ricordo di umanità; il suo contatto con la gente del paese mentre si recava a piedi nelle campagne, ha consentito di avere un rapporto umano e diretto. Ed è per questo che si è creato un forte legame con la gente di Sepino”.

La giornata di memoria in ricordo dell’ostetrica volontaria in Camerun si concluderà alle 20:30 in piazza Rogati con una cena etnica a cura dell’associazione “dalla parte degli ultimi”. Nella stessa piazza saranno allestiti banchetti informativi del Comitato OraDonna di Oratino, del Collegio delle Ostetriche di Campobasso e Isernia e del Centro antiviolenza di Campobasso.

Il segreto di Pia. «Non è qualcosa di arcano: ogni madre sa che la vita si genera nel dolore. Pia lo esperimentava e lo sapeva raccontare, riferendo di una cartolina ricevuta da Chiara Lubich, o di una notte agitata … il dolore e l’amore sono uniti indissolubilmente come due facce di una stessa medaglia!» ( testimonianza, 11 feb 2017).

L’Addetto Stampa

Rita D’Addona

ORATINO è un piccolo e antico centro del Molise, regione del Centro Sud d’Italia.
E’ posto su un’altura, a 800 metri, che domina la valle del fiume Biferno. Ha una originalissima configurazione urbanistica ed è impreziosito di numerose opere d’arte che ne fanno uno dei “Borghi più belli d’Italia”.
I suoi abitanti, oggi poco meno di 1.700, con una forte vocazione creativa manifestata lungo i secoli, vivono tuttora di attività artigianali e agro-pastorali. Rinomata è la lavorazione della pietra e la cucina. Amano ritrovarsi la sera in una caratteristica piazza che sporge sulla valle: il Belvedere. Da lì si ammira un panorama vasto e suggestivo in ogni stagione dell’anno: dai monti dell’Appennino fino al mare Adriatico.
Del resto “orao”, la radice greca del nome, significa vedere: Oratino si vede da lontano e da Oratino si vede lontano!

FONTEM è una cittadina del Camerun, nella regione anglofona del sud ovest, posta nel territorio di Lebialem. Parlando di Fontem qualcuno l’ha definita: “il miracolo nella foresta”.
Infatti oggi forse non esisterebbe se nei primi anni ’60 non fosse avvenuto un incontro decisivo fra il Fon, il re della tribù locale Bangwa, e un vescovo cattolico belga, Julius Peeters. E’ questi che raccoglie una disperata richiesta d’aiuto e la indirizza a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari.
Con l’invio di personale sanitario ma anche di operai e progettisti volontari, viene costruito l’ospedale “Mary Health of Africa” un punto di riferimento per la cura della malattia del sonno in tutta la regione, seguito dal college “Our Lady Seat of Wisdom”, un polo scolastico che offre istruzione di base e superiore alle rinate giovani generazioni della tribù.
L’ospedale oggi conta 120 posti letto, con diversi reparti e ambulatori, specializzati nella cura delle malattie infettive tropicali, principalmente la malaria, la tubercolosi, il tifo e l’HIV.
Ma Fontem è anche sinonimo di un sogno, di un sogno che cammina verso un mondo fraterno, illuminato dal sole dell’amore reciproco.

 

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